mercoledì, Luglio 6, 2022
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Obbligo o Verità recensione dell’horror con Lucy Hale e Tyler Posey

La Blumhouse, casa di produzione di lungometraggi di genere principalmente horror, sta sicuramente vivendo un periodo d’oro. Obbligo o Verità (qui il trailer italiano ufficiale), piccolo campione d’incassi a stelle e strisce interpretato da Lucy Hale e Tyler Posey, è infatti solo l’ultimo di una serie di successi, che vanno – prendendo come esempio l’ultimo biennio – dal candidato all’Oscar Scappa Get Out all’inaspettata hit del box office Auguri per la tua morte.

In perfetto stile Blumhouse, Obbligo o Verità è quindi un horror dal sapore soprannaturale che, senza prefiggersi scopi troppo alti, mixa una buona qualità formale a temi ed espedienti tipici dei teen movies americani. Sull’onda anche del recente remake-reboot Amityville Il Risveglio, il lungometraggio di Jeff Wadlow racconta delle disavventure di Olivia Barron (Lucy Hale), coinvolta suo malgrado in una maledizione millenaria.

obbligo o verità

In Messico con gli amici, la giovane ragazza viene infatti rimorchiata da un affascinante e dolce ragazzo, che convince tutta la sua comitiva a recarsi in una chiesa abbandonata. Giunti sul posto, gli ignari ospiti iniziano a giocare al noto gioco obbligo o verità, senza sapere che da quel momento un essere demoniaco inizierà a perseguitarli, uccidendoli uno e uno.

Nonostante la trama non brilli sicuramente per innovazione o colpi di scena (a parte il riuscitissimo finale), la pellicola distribuita dalla Universal presenta fin dalle prime sequenze un buon ritmo della narrazione la quale, pur scandendosi in tappe obbligate e prevedibili, riesce ad intrattenere, regalando anche un pizzico di tensione.

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Obbligo o Verità recensione dell’horror con Lucy Hale e Tyler Posey

Rispetto a molteplici film a target adolescenziale, la qualità formale ed estetica è poi equilibrata e curata: sebbene le logiche commerciali alla base della produzione non permettano al regista alcun appiglio creativo, la messa in scena è comunque ben realizzata, lontana dalle mise en scene povere di alcune produzioni del medesimo tipo.

Lodevole in questo senso è anche il rapporto tra investimenti produttivi e qualità del risultato: sviluppato a partire da un budget circoscritto di 3,5 milioni di dollari (pochissimo per una produzione hollywoodiana), il film non lascia mai trasparire una carenza di fondi, limitando chiaramente gli effetti speciali ma non presentando alcun segno di pressapochismo.

Funzionale nel complesso è anche il cast di giovani attori, gran parte conosciuti per prodotti seriali televisivi. Lucy Hale, all’epoca Aria Montgomery in Pretty Little Liars, risulta capace e convincente, tanto da riuscire ad oscurare i colleghi. Ugualmente affascinante è Tyler Posey, fino all’anno scorso Scott McCall in Teen Wolf, che si pone come sua perfetta controparte maschile.

Meno convincenti e sfaccettati sono invece i personaggi della bionda Violett Beane, vista in The Flash, e dell’inespressivo Nolan Gerard Funk, perennemente legato al ruolo del belloccio antipatico fin dai tempi di Glee e di Diario Di Una Nerd Superstar. Piacevole e senza pretese, Obbligo o Verità dimostra nuovamente la capacità della Blumhouse di intrattenere e divertire, presentandosi come un film sicuramente non indimenticabile ma comunque gradevole.

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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