giovedì, Luglio 7, 2022
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Nome di Donna recensione del film di Marco Tullio Giordana

Da sempre propenso a raccontare storie drammatiche e dal taglio didascalico, Marco Tullio Giordana torna al cinema con Nome di Donna (qui il trailer), lungometraggio che, rilasciato in larga scala in occasione della prossima festa della donna, vuole confrontarsi con una realtà tristemente diffusa nell’Italia di oggi: quella delle molestie sessuali sul luogo di lavoro.

Campagna lombarda. Nina (Cristiana Capotondi) è una giovane ragazza madre che, dopo aver perso il posto da restauratrice che la costringeva a Milano, inizia a lavorare in un’importante casa di riposo per anziani facoltosi. Tutto sembra inizialmente perfetto, fino a quando l’austero direttore Marco Maria Torri (Valerio Binasco) la invita nel suo ufficio. Dopo averle offerto un bicchiere di vino, l’uomo tenta di avere un rapporto sessuale con lei ma la giovane donna, impaurita e sorpresa, riesce a svincolarsi e scappare.

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Tra stupore e incredulità, Nina scopre quindi che dietro la parvenza di marito e padre di famiglia si nasconde in realtà un essere subdolo e vendicativo, tanto che lei sarà costretta a combattere per far sentire la propria voce ed ottenere la giustizia che merita.

A tre anni dal film televisivo Lea e a sei dal fortunato Romanzo di una Strage, Marco Tullio Giordana affronta la scottante tematica delle violenze sessuale ricorrendo ad uno stile marcatamente didattico, votato al racconto educativo ma non meno capace di mantenere alto l’interesse dello spettatore.

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Nome di Donna recensione del film di Marco Tullio Giordana

Se da un lato dunque la necessità dell’argomento è accompagnata da un’eccessivamente esplicita morale, dall’altro l’ottima gestione della tensione permette di non rendere difficoltosa la visione, che favorisce anzi una fortissima empatia tra chi guarda e la protagonista delle vicende.

Estremamente pulito è inoltre lo stile di regia vero e proprio il quale, sempre in nuce al sotto-testo didattico, si orchestra su una chiarezza espositiva e narrativa. Ugualmente controllata è la fotografia, la quale restituisce senza alcun eccesso cromatico i caratteristici ambienti della campagna italiana. Non meno interessante è poi la partitura sonora, curata dal compositore premio Oscar Dario Marianelli.

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Ad incarnare la giovane e sventurata Nina è inoltre scelta une delle più celebri interpreti del cinema italiano contemporaneo. Spesso legata alle commedie brillanti o alle fiction televisive, Cristiana Capotondi è forse la vera sorpresa di questo progetto. Pienamente a suo agio nei panni dell’eroina tragica, l’attrice romana dipinge una figura complessa e sfaccettata, impaurita da ciò che deve affrontare ma contemporaneamente desiderosa di rivalsa.

Doveroso sotto vari versanti, Nome di Donna è un film coraggioso che tratta un tema spesso taciuto sul grande schermo. In concomitanza con gli scandali mondiali e con un sessismo ancora imperversante, Marco Tullio Giordana va quindi premiato per aver realizzato un film necessario, forse eccessivamente didattico ma comunque riuscito.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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