martedì, Agosto 9, 2022
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Nella Tana dei Lupi, recensione dell’action thriller con Gerard Butler

Articolo a cura di Riccardo Tanco

In uscita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 5 aprile, Nella Tana dei Lupi (Den of Thieves il titolo originale) è il primo film da regista dello sceneggiatore Christian Gudegast, noto per aver co-scritto l’action con Vin Diesel, Il Risolutore, nel 2003 e Attacco al Potere 2 nel 2016.

Scritto dallo stesso Gudegast su un soggetto dello stesso regista assieme a Paul Scheuring (il creatore della celebre serie tv Prison Break), il film vede un ampio cast corale composto da Gerald Butler, Pablo Schreiber, Evan Jones, O’Shea Jackson Jr. e il rapper 50 Cent.

Ray Merrimen (Pablo Schreiber) è un criminale a capo di una delle bande più pericolose e efficaci di Los Angeles. Assieme ai fidati Levi Enson (50 Cent), Bosco (Evan Jones) e al nuovo arrivato Donnie (O’Shea Jackson Jr.) programma una complessa rapina alla filiale della Federal Reserve di Los Angeles. Sulle loro tracce il burbero Nick “Big Nick” O’Brien (Gerald Butler), poliziotto dai modi non convenzionali che inizierà una caccia a Merrimen  assieme alla sua squadra.

Aprendo con una riuscita e adrenalinica sparatoria come incipit, Nella Tana dei Lupi si presenta come un action poliziesco dai contorni piuttosto classici e definiti nel genere, pur mettendo le mani in tonalità da thriller d’azione e da noir metropolitano. Fin dai primi minuti, il film di Gudegast si posiziona con troppa chiarezza all’interno del genere prestabilito, cioè un comune poliziesco che da una parte vede il contrasto di caratteri tra il cinico sceriffo interpretato da Gerald Butler (la sceneggiatura preme di riempire di superficialità la sua sottotrama personale) e l’altrettanto duro rapinatore a cui da corpo Pablo Schreiber.

Così Nella Tana dei Lupi (qui il trailer italiano ufficiale) si sviluppa per tutti i suoi 140 minuti (troppi e mal gestiti) con il problema di un’evidente assenza di originalità sul racconto, senza che Gudegast riesca a rielaborare con sguardo più interessante un archetipo narrativo ben noto.

E se non sorprende il faccia a faccia a distanza che accompagna tutto il racconto, ponendo le somiglianze tra il violento criminale e lo sbirro dai metodi loschi e poco ortodossi, il film pare rifarsi fin troppo da vicino nelle fasi del racconto a un capolavoro come Heat – La Sfida nel duello che vede protagonisti ladro e poliziotto, senza ovviamente raggiungere tali vette di tensione e pathos, soprattutto per una caratterizzazione molto blanda dei personaggi.

Nella Tana dei Lupi risulta purtroppo sorretto da una scarsa scrittura, altamente derivativo e banale in molte scelte e presunti colpi di scena. Non ci si leva durante la visione la sensazione di un film stantio e già visto, soprattutto per i troppi rimandi,omaggi o plagi che riesce a fare di tutti i più celebri action thriller del cinema più o meno contemporaneo: dal già citato Heat – La Sfida (un dialogo nel finale è quasi identico), alla trilogia di Ocean’s con la banda super attrezzata ad organizzare il colpo, fino ad Inside Man, Vivere e Morire a Los Angeles, Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani fino al più recente Drive per chiudere con scopiazzature dialogiche a Tarantino.  Si salva la sequenza finale in mezzo al traffico, girata come una scena di guerriglia urbana, ma non basta a un film a cui manca totalmente una propria identità.

Guarda il trailer ufficiale di Nella Tana dei Lupi

Redazione
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