venerdì, Marzo 31, 2023
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Natale in Casa Cupiello, recensione del film di Edoardo De Angelis

La recensione di Natale in Casa Cupiello, il film di Edoardo De Angelis con Sergio Castellitto. In onda il 22 dicembre su Rai Uno.

Natale in Casa Cupiello è il nuovo, atteso, adattamento curato da Edoardo De Angelis dell’omonima commedia nata dal genio di Eduardo De Filippo; una vera sfida per il regista napoletano che mette in scena un grande classico del teatro italiano con la complicità del cast, capitanato da un inedito Sergio Castellitto – nei panni che furono di Eduardo stesso – affiancato da Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Toni Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice (di recente protagonista anche del thriller Weekend, disponibile su Amazon Prime Video) e Antonio Mio. Il film per la tv, un evento speciale unico nel suo genere e che unisce teatro, cinema e televisione, debutterà il prossimo 22 dicembre su Rai Uno in prima serata, rientrando nel ciclo di omaggi per i 120 anni dalla nascita di De Filippo.

Napoli, 1950. Il giorno di Natale è vicino e, come ogni anno, Luca Cupiello prepara il presepe: è il suo mondo perfetto, al riparo dalla realtà, dove ogni cosa trova la sua giusta collocazione, ma a nessuno sembra interessare veramente. Non a suo figlio Tommasino, nemmeno a sua moglie Concetta che ha ben altro a cui pensare, perché l’altra figlia Ninuccia infatti ha deciso di lasciare il suo ricco marito Nicolino per l’uomo che ha sempre amato – Vittorio – e gli ha scritto una lettera per dirglielo. Concetta riesce a evitare quella che per la famiglia sarebbe una sciagura, ma la missiva capita nelle mani di Luca che – ignaro di tutto – la consegna al genero. Nicolino scopre così il tradimento della moglie. Ed è proprio durante la vigilia di Natale che la sbadataggine di Luca mette di fronte i due rivali e la realtà irrompe in casa Cupiello in tutta la sua irruenza, alterando quella dimensione “perfetta” della fantasia, che così tanto somiglia ad un presepe vivente.

In Natale in Casa Cupiello innovazione, tradizione e contaminazione sembrano essere le tre parole chiave del lavoro di De Angelis che è un adattamento fedele ma al tempo stesso spurio, originale eppure così ben saldo ai temi e ai contenuti celati tra le battute scritte da Eduardo. La sua versione dell’omonima commedia di De Filippo brilla di una dirompente luce autonoma, accecante e fulgida per via dell’avanguardia che ostenta senza vergogna. Non c’è traccia di imbarazzo nel trasporre, sul piccolo schermo, un capolavoro assoluto che viene invece maneggiato con cura e al contempo reinterpretato, assecondando sensibilità diverse e mutati tempi. La volontà di De Angelis, come lui stesso ha ben illustrato durante la conferenza stampa, non è stata quella di riproporre l’ennesima versione teatrale sfruttando come medium il cinema, quanto quella di contaminare tra loro le varie arti, permettendo in tal modo alle capacità d’introspezione del cinema di poggiarsi sulle solide spalle del teatro, approfittando dell’ampia fruizione mainstream della televisione.

Il risultato finale è un esperimento inedito e folgorante: il mezzo televisivo diventa strumento dell’esecuzione perfetta di un’orchestra di voci ed emozioni, coordinate dal sapiente direttore (d’orchestra e d’attori) De Angelis. Ogni attore/strumento musicale ha la propria voce che timbra con forza fin dall’inizio, definendo caratteri, comportamenti e manie grazie all’introspezione che permette la macchina cinema. L’occhio indiscreto della MdP scruta nello sterminato inconscio emotivo dei personaggi nati dal genio di Eduardo De Filippo, figli della realtà e delle sue idiosincrasie, permettendo ad ogni spettatore di riconoscersi nel loro riflesso, come se fossero fermi davanti ad uno specchio. Ed in tal modo il Natale descritto somiglia un po’ al Natale di ognuno di noi, a quello delle nostre famiglie, eterno rituale cristallizzato nella sua assurda – ed irrinunciabile – canonicità.

Nell’originale la maestria artigianale di Eduardo e della sua compagnia risultava impeccabile nell’allestimento minuzioso e curato fin nei minimi dettagli, capace di restituire sulla scena quell’atmosfera da presepe vivente; l’unica sensazione che si rischiava di avere, a tratti, era quella di smarrire lungo il dedalo di meraviglie quell’empatia che si prova nei confronti dei personaggi che si avvicendano sulla scena, maschere tragicomiche di un’esistenza cinica e beffarda. Ma nel mondo nuovo creato dall’immaginazione di De Angelis le emozioni sembrano essere al primo posto, tra suggestioni evocate attraverso le immagini – le rare scene in esterno sono un gioiello di sospensione dell’incredulità e meraviglia – e dinamiche relazionali, pronte a deflagrare con irruenza davanti all’occhio meccanico del regista.

Con Natale in Casa Cupiello, Edoardo De Angelis è riuscito a compiere un piccolo miracolo di Natale (in termini audiovisivi): restituire al pubblico un bene fondamentale che gli appartiene come il testo di Eduardo. Un’opera che è tanto patrimonio del nostro immaginario collettivo quanto della nostra cultura, il cui ricordo però è finito fin troppe volte archiviato nell’oblio della memoria. Al contrario, è di fondamentale importanza – soprattutto in questi tempi distopici – ricordare quanti regali preziosi ci abbia concesso il passato, per non perdere di vista il nostro riflesso tra le effimere luci accecanti del presente. Senza dimenticare, inoltre, quanto l’arte sia da sempre il medium privilegiato per questo compito, l’unico capace di abbattere qualunque tipo di limite o di confine irrazionale eretto tra i vari media che altrimenti le impedirebbe una contaminazione e un dialogo costante tra le (p)arti.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

In Natale in Casa Cupiello innovazione, tradizione e contaminazione sembrano essere le tre parole chiave del lavoro di De Angelis che è un adattamento fedele ma al tempo stesso spurio, originale eppure così ben saldo ai temi e ai contenuti celati tra le battute scritte da Eduardo. La sua versione dell'omonima commedia di De Filippo brilla di una dirompente luce autonoma, accecante e fulgida per via dell’avanguardia che ostenta senza vergogna.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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In Natale in Casa Cupiello innovazione, tradizione e contaminazione sembrano essere le tre parole chiave del lavoro di De Angelis che è un adattamento fedele ma al tempo stesso spurio, originale eppure così ben saldo ai temi e ai contenuti celati tra le battute scritte da Eduardo. La sua versione dell'omonima commedia di De Filippo brilla di una dirompente luce autonoma, accecante e fulgida per via dell’avanguardia che ostenta senza vergogna.Natale in Casa Cupiello, recensione del film di Edoardo De Angelis