domenica, Ottobre 2, 2022
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Natale a 5 Stelle, recensione del primo film italiano di Natale targato Netflix

Natale a 5 Stelle è il nuovo film natalizio che segna il ritorno, a distanza di anni, della coppia Enrico e Carlo Vanzina, nonostante la repentina scomparsa di quest’ultimo durante la travagliata fase di produzione del progetto, come ricordato dal fratello durante la conferenza stampa.

Con la scomparsa di Carlo – cha ha comunque firmato la sceneggiatura – il progetto ardito e sperimentale del primo film di Natale originale prodotto da Netflix sembrava messo a repentaglio; ma un cast di attori sodali e l’intervento di Marco Risi, miglior amico del compianto regista, sono riusciti a perseguire l’impresa, coadiuvati dalla produzione Lucky Red.

Nel cast tanti volti cari al cinema vanziniano: Massimo Ghini, Ricky Memphis, Martina Stella, Paola Minaccioni, Massimo Ciavarro, Andrea Osvart, Riccardo Rossi, Biagio Izzo e Ralph Palka.

In Natale a 5 Stelle, una delegazione politica italiana guidata dal nostro Premier Franco Rispoli (Ghini), va in visita ufficiale in Ungheria poco prima del Natale. Oltre ai suoi incontri politici, il Premier intende passare di nascosto qualche ora lieta in compagnia di una giovane onorevole dell’opposizione, Giulia Rossi (Stella), in viaggio con la stessa delegazione.

Ma quando al Grand Hotel tutto sembra procedere per il meglio, i due maldestri amanti si ritrovano con un misterioso cadavere nella stanza: per sbarazzarsene e non finire al centro di uno scandalo, vengono aiutati dal portaborse del Premier, Walter Bianchini (Memphis). Ma per loro sarà l’inizio di una giornata lunga, difficile, infernale, con improvvisi copi di scena a ripetizione.

Natale a 5 Stelle rappresenta quanto di più vanziniano, tradizionale e innovativo si possa immaginare. Gli aggettivi utilizzati non sono casuali: vanziniano, perché il film incarna la quintessenza di un certo marchio di fabbrica plasmato dalla coppia in tanti anni di cinema; tradizionale, perché con la sua struttura il film sembra basarsi sui capisaldi della tradizione della miglior commedia ungherese; innovativa, perché incarna lo spirito pioneristico di un esperimento ibrido, che per la prima volta evita la distribuzione canonica in sala, e proprio per queste ragioni risulta anacronistica e affascinante.

Ispirandosi liberamente a una commedia dell’autore inglese Ray Cooney, Enrico Vanzina ha cercato di infondere una “rassicurante” italianità – cialtrona e “godereccia” – in un perfetto meccanismo a incastro che oscilla tra lo humour britannico a denti stretti e le tradizionali maschere della commedia ungherese, definita spesso come quel genere dove “le porte si aprono, si chiudono e si sbattono” per sottolinearne il carattere dinamico e incalzante.

Il ritmo della narrazione è serrato: dopo un set up sghignazzante che rievoca, nella mente degli spettatori, l’incipit di molti film vanziniani ribattezzati come “cinepanettoni”, è il crescendo di indiavolati colpi di scena comico – grotteschi a far procedere la narrazione, senza mai perdere di vista una certa vena satirica connaturata alla commedia.

Natale a 5 Stelle si fa volontariamente beffa di tutti: dei politici, del governo italiano, della maggioranza quanto dell’opposizione. Nessuno si salva, le battute al vetriolo si susseguono lasciando anche spazio per la riflessione amara, pronunciata sempre con il sorriso perché – parafrasando Freud – con un sorriso si può dire tutto, perfino la verità.

Marco Risi ha l’esperienza giusta per infondere un tocco di regia personale, cinico e grottesco (come dimenticare il film cult L’Ultimo Capodanno?) che sembra non abbandonarlo mai, a prescindere dal genere con il quale si ritrova a confrontarsi; la scelta di adattare un testo britannico si rivela felice e permette a Enrico Vanzina di rivalutare un genere, restituendogli nuovo smalto e ritmo, permettendo perfino agli attori di confrontarsi con le difficoltà di battute e tempi figli della tradizione del teatro.

Natale a 5 Stelle (qui il trailer ufficiale) cela, dietro la proprio maschera da commedia, il sorriso malinconico e gli occhi tristi del Pierrot: l’assenza di Carlo Vanzina si trasforma in una presenza costante, capace di vegliare e ispirare il lavoro di coloro a cui spetta il compito più difficile, ovvero intrattenere a suon di risate.

Guarda il trailer ufficiale di Natale a 5 Stelle

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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