mercoledì, Maggio 19, 2021
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I Mitchell contro le macchine, recensione del film d’animazione Netflix

La recensione de I Mitchell contro le macchine, film d'animazione prodotto da Phil Lord e Christopher Miller. Disponibile dal 30 aprile su Netflix.

I rapporti familiari sono croce e delizia per tutti! Fonte di tanti ricordi felici, soprattutto durante il periodo dell’infanzia, ma anche di incomprensioni e scontri (ricordate quando facevate tutto il contrario di quello che vi veniva ordinato durante la ribellione adolescenziale?). Quel calderone ribollente di tensioni che è la famiglia rappresenta quindi un soggetto in cui quasi tutti noi possiamo riconoscerci – almeno in parte – e relazionarci. Proprio di famiglia – e dei suoi complicati rapporti interni – parla I Mitchell contro le macchine, film d’animazione disponibile su Netflix dal 30 aprile.

Se i due registi e sceneggiatori dietro I Mitchell contro le macchine, Mike Rianda e Jeff Rowe, sono praticamente degli esordienti – con all’attivo qualche credit per episodi di varie serie animate, tra cui Gravity Falls – alla produzione troviamo invece i premi Oscar Phil Lord e Christopher Miller, duo dietro a moderni classici dell’animazione come Piovono polpette, The LEGO Movie e Spider-Man: Un Nuovo Universo. Due autori che, anche in veste di produttori, fanno sentire la loro influenza nell’ironia fresca e frizzante del film in questione, con battute e siparietti intelligenti, capaci di divertire dai più piccoli ai più grandi.

La trama è incentrata – come si evince dal titolo – sulle disavventure dei Mitchell: una bizzarra famiglia, piena di difetti, che sta vivendo un periodo delicato. La figlia maggiore Katie sta per partire per il college, pronta per realizzare il suo sogno di studiare cinema e di sentirsi finalmente accettata da persone con i suoi stessi interessi. La ragazza si sente infatti incompresa, soprattutto dal padre Rick, con cui spesso si trova a litigare. Dopo l’ennesimo litigio, Rick decide di accompagnare la figlia al college con tutta la famiglia al seguito (la madre Linda e il fratellino Aaron). La sua speranza è quella di riallacciare i rapporti con la ragazza durante il viaggio in macchina verso la California. Purtroppo le incomprensioni tra i due non saranno gli unici problemi da affrontare lungo la strada: la povera famiglia si ritroverà nel bel mezzo di una vera e propria rivolta delle macchine, assistenti robotici sfuggiti al controllo del loro creatore.

I Mitchell contro le macchine parte – dopo un breve prologo ambientato nell’immediato futuro – come una commedia familiare on the road, incentrata sullo scontro generazionale tra un padre, amante della natura e che aborra la tecnologia, e una figlia adolescente, sempre con lo smartphone in mano e appassionata di videomaking. Una sorta di aggiornamento per le nuove generazioni di In viaggio con Pippo, film d’animazione targato Disney basato sulla serie Ecco Pippo! (coincidenza: anche qui abbiamo un siparietto con protagonisti gli opossum). Presto però il film introduce una scheggia impazzita: dei robot-smartphone che minacciano l’esistenza dell’intera razza umana. Questa componente avventurosa, che regala momenti tra lo spettacolare e l’esilarante, non perde comunque di vista il cuore della storia: il rapporto tra i personaggi, specialmente i due protagonisti. Saranno infatti queste insidie a portare Rick e Katie ad una maggiore comprensione l’uno dell’altra e, di conseguenza, al riavvicinamento.

I Mitchell contro le macchine – come accennato sopra – può vantare anche una scrittura dall’umorismo efficace, che va dalle gag più fisiche all’ironia citazionista (Kill Bill di Tarantino, la serie di Batman degli anni ’60 e tante altre). Visto il soggetto riguardante anche il mondo giovanile e la tecnologia, avremo diversi momenti volti ad ironizzare su social, YouTube e dintorni (esempio più lampante è il personaggio di Mark Bowman, il creatore dei robot ribelli, parodia dei classici magnati ragazzini della Silicon Valley).

Dal punto di vista visivo il film risulta molto piacevole, con mirabolanti sequenze d’azione – specialmente quelle che coinvolgono la macchina di famiglia – e con uno stile che mescola all’animazione 3D alcuni elementi 2D, non troppo dissimile da quanto visto in Spider-Man: Un Nuovo Universo (la tecnica è ottima nel rendere i modelli dei personaggi ancora più espressivi).

Tirando le somme, I Mitchell contro le macchine è un film d’animazione molto divertente, pensato per tutta la famiglia, e che riesce a rappresentare in modo efficace i diversi punti di vista delle generazioni contrapposte. Una pellicola che insegna a mettersi nei panni dell’altro (i genitori in quelli dei figli e viceversa), ad aprirsi ad una comunicazione sana superando le incomprensioni.

Guarda il trailer ufficiale de I Mitchell contro le macchine

GIUDIZIO COMPLESSIVO

I Mitchell contro le macchine è un film d'animazione capace, con il suo mix di ironia e avventura, di intrattenere tutta la famiglia. Un ottimo prodotto dall'umorismo spassoso e dallo stile molto piacevole. Efficace la sua rappresentazione dei diversi punti di vista generazionali, con un messaggio di fondo a cui si possono relazionare tutti.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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