Come ogni anno, siamo di nuovo a San Valentino, la cosiddetta festa degli innamorati. Tempo di prenotare un tavolo per due nel ristorante preferito della vostra dolce metà, per poi andare al cinema, o scandagliare le profondità delle piattaforme di streaming, alla ricerca delle migliori commedie romantiche. Si potrebbe puntare su un classico, come Harry, ti presento Sally…, o scegliere qualcosa uscito di recente (è arrivato proprio adesso nelle sale Bridget Jones – Un amore di ragazzo), di sicuro l’offerta non manca. Ma c’è anche tutta una fetta di pubblico che preferisce visioni alternative a tema festa degli innamorati, come il cult dell’horror Il giorno di San Valentino o l’action comedy sui problemi di coppia True Lies. Coniugi e fidanzatini a caccia di emozioni forti, poco tolleranti verso tutte quelle produzioni eccessivamente sdolcinate, che in questo periodo si recano nei cinema per godersi Babygirl e Companion.
Unisce l’action più adrenalinico con i brividi dell’horror, mixati con un pizzico di sentimento, Misteri dal profondo, pellicola pensata proprio per il target succiato e disponibile su Apple TV+ strategicamente a partire dal 14 febbraio. Un film confezionato su misura da Scott Derrickson, esperto sia nel mettere in scena mirabolanti sequenza d’azione (Doctor Strange), condite con una buona dose di effetti speciali, che l’orrore più inquietante (Black Phone). Non guasta avere al centro della produzione una coppia di protagonisti carismatici del calibro di Miles Teller (Whiplash, Top Gun: Maverick) e Anya Taylor-Joy (The Menu, Furiosa: A Mad Max Saga). Un’operazione che sulla carta sembrerebbe vincente, vero? Andiamo a scoprire se questo cocktail di San Valentino è l’ideale per movimentare le nostre serate all’insegna del romanticismo.

Un action horror di San Valentino
Levi (Teller) e Drasa (Taylor-Joy) sono due dei più letali tiratori scelti sulla piazza, rispettivamente in forza a esercito e contractor americani e a quelli orbitanti attorno alla sfera d’influenza russa. “Sono i migliori in quello che fanno, ma quello che fanno non è piacevole”, parafrasando la famosa battuta ricorrente di Wolverine. A entrambi viene affidata una nuova segretissima e inusuale missione: presidiare per un anno intero le due torri che si trovano sui lati opposti di una misteriosa gola, profonda ben 500 metri, da cui fuoriescono mostruose e mortali creature. Che sia, come sostengono alcuni, l’entrata dell’inferno? I due soldati, lontani e senza la possibilità di comunicare attraverso mezzi canonici, iniziano a conoscersi scrivendo su alcuni cartelli, che poi leggono grazie ai binocoli in loro dotazione. Una conoscenza che ben presto diventa qualcosa di più, quando Levi cade nella fossa a causa di un’incidente. Toccherà a Drasa calarsi nella pericolosa gola per cercare di salvare l’amato.
Misteri dal profondo è essenzialmente la storia di due personaggi che conducono un’esistenza solitaria, a cui la vita da civile va stretta. Si sentono a proprio agio solo quando sono in missione, con l’occhio incollato al cannocchiale del fucile, concentrati sul loro bersaglio. Una coppia di anime sole e peculiari, una appassionata di poesia – Levi ha addirittura frequentato un corso a un community college sull’argomento – e l’altra intenta a cucinare gustosi pasticci di coniglio. Due solitudini che si incontrano sulla bocca dell’inferno, scoprendo una connessione profonda. La trovata alla base della bizzarra modalità con cui fanno conoscenza i due protagonisti espande un’idea vista ne L’alba dei morti viventi, remake dello Zombi di romeriana memoria diretto da uno Zack Snyder agli esordi e scritto da un giovane James Gunn. Qui era una coppia di sopravvissuti sui tetti di due edifici, separati da un’orda sconfinata di zombie, a fare amicizia scrivendo su dei cartelloni, addirittura riuscendo a portare avanti anche una partita a scacchi.

Non ideale per ravvivare una serata romantica…
Un rapporto, quello tra Levi e Drasa, che si sviluppa nel tempo, saltando di mese in mese, fra ricorrenze come il Natale, sulle note rockeggianti di “Oh Come All Ye Faithful” dei Twisted Sister, e un adrenalinico compleanno per la ragazza. Purtroppo la sceneggiatura di Zach Dean, dietro ai non riuscitissimi La guerra di domani e Fast X, fa presto a cadere nella routine del più scontato action di questo genere, dove i protagonisti si ritrovano a dover sopravvivere in un ambiente ostile, popolato da creature terrificanti. Misteri dal profondo fa presto a trasformarsi in un’accozzaglia di cliché visti e rivisti sin dai tempi di Aliens – Scontro finale (che la presenza nel cast della sottoutilizzata Sigourney Weaver sia un riferimento esplicito?). Come se non bastasse, il tutto confluisce in un colpo di scena scontato; una svolta a cui abbiamo già assistito innumerevoli volte, non solo al cinema, ma anche nelle trame più banali offerte dal mondo videoludico.
Non aiutano una regia e una fotografia con poca personalità, che si allineano allo standard dei film prodotti per le piattaforme. Il creature design di Misteri dal profondo, inoltre, non è per niente ispirato, con mostri, dotati di corpi avvolti da rami e corteccia, a metà strada tra l’Uomo Floronico dei fumetti DC Comics e il legnoso antagonista di Sir Gawain e il Cavaliere Verde. Non sono totalmente assenti piccoli momenti evocativi, come una foresta composta da alberi fusi a cadaveri, memori del girone dei suicidi dell’Inferno dantesco, ma è troppo poco per risollevare le sorti della pellicola. Tutto sprofonda in una resa dei conti anticlimatica tra i boschi, a base di droni e una poco soddisfacente esplosione in CGI. In parole povere, Misteri dal profondo non è sicuramente il film ideale per ravvivare il vostro San Valentino alternativo.


