Matthias & Maxime, recensione del nuovo film di Xavier Dolan

scritto da: Diego Battistini

Matthias & Maxime, il nuovo film di Xavier Dolan, sembra riprendere un discorso che il talentuoso regista canadese aveva interrotto qualche anno fa. Disponibile sia sulla piattaforma streaming MioCinema che in alcune sale selezionate, la pellicola segna il ritorno di Dolan nella natia regione del Québec dopo lo straordinario Mommy, realizzato nel 2014. Nel mezzo, un film girato in Francia, È solo la fine del mondo e il “disastroso” esordio americano La mia vita con John F. Donovan, la cui eco si è arrestata bruscamente di fronte dapprima ai problemi produttivi e post-produttivi del film, e successivamente a una critica ed un pubblico che hanno voltato le spalle a quella che ad oggi rimane probabilmente, al di là del risultato finale, l’opera più ambiziosa del giovane autore.

Un’ambizione che sembra essere stata messa da parte per quanto riguarda il suo nuovo film, dove Dolan non solo ritorna su binari a lui più congeniali, affrontando temi centrali del suo cinema (la scoperta di se stessi, anche da un punto di vista squisitamente sessuale), ma lo fa con una dose di umiltà e una semplicità che lasciano sbigottiti (in senso positivo, naturalmente). Se ad esempio in È solo la fine del mondo – film comunque tutt’altro che disprezzabile – la sensazione era quella di trovarsi di fronte ad un classico film d’autore dove lo stesso autore tendeva a fagocitare la sua opera con il proprio smisurato ego (che Dolan sia consapevole della sua bravura è un dato di fatto, e questo non sempre è un bene a livello artistico), in Matthias & Maxime la scelta del regista è quella di optare per un cinema meno “costruito” e più tendente al realismo, dove lo stile non primeggia mai sulla storia e i personaggi.

Matthias (Gabriel D’Almeida Freitas) e Maxime (Xavier Dolan) sono amici da sempre. Frequentano lo stesso gruppo di amici, la stessa palestra, insomma sono praticamente cresciuti insieme. Il primo è un avvocato in carriera che, nonostante la giovane età, è già in odore di promozione all’interno dello studio legale dove lavora, il secondo, invece, dopo aver accudito per anni la madre tossicodipendente (Anne Dorval) decide di dare una svolta alla propria vita e andare in Australia in cerca di fortuna. Poco prima della sua partenza, i due si ritrovano ospiti a casa del loro comune amico Rivette (Pier-Luc Funk), e in quell’occasione prendono parte alle riprese di un cortometraggio della sorella di quest’ultimo, Erika (Camille Felton), studente di cinema. Non sanno però che il ruolo che dovranno interpretare è quello di due amanti che, seduti su un divano, si baciano. Una scena innocente che però non solo farà tornare in mente ai due protagonisti un evento analogo a loro capitato ormai molti anni fa, quando entrambi frequentavano le scuole elementari, ma segnerà profondamente Matthias, il quale comincerà ad interrogarsi sul legame con Maxime e, in generale, sulla sua vita: dal lavoro al rapporto con la fidanzata Sarah (Marilyn Castonguay).

Matthias & Maxime è un film semplice, lineare da un punto di vista narrativo ma profondamente sperimentale e diversificato per quanto riguarda lo stile (che pesca a piene mani e con consapevolezza dall’estetica della “Nouvelle Vague”), tanto da affidarsi a varie soluzioni formali: insistite riprese monopuntuali, macchina da presa mano, rallenti, ecc. Un film piccolo, che non si perde in elucubrazioni sui massimi sistemi, ma sceglie di essere “a misura dei personaggi”, dei quali cerca di sviscerare i sentimenti, gli stati d’animo e i legami non solo attraverso i dialoghi ma anche grazie ai dettagli: che siano essi traducibili in sguardi, gesti, oppure sorrisi.

C’è una profonda tenerezza nel modo in cui Dolan tratteggia i suoi personaggi, a cominciare naturalmente dai due protagonisti, Matthias e Maxime, i quali provano l’uno per l’altro un affetto totalizzante eppure taciuto – per paura, per convenienza sociale, per incapacità forse ad accettare se stessi – che assume durante il corso della narrazione le forme di un amore vero e proprio, magari non destinato a sparigliare le carte in tavola (Matthias riuscirà mai ad ammettere a se stesso il sentimento che prova per Max?) e a condurre verso un lieto fine – non è questo naturalmente che interessa a Dolan -, ma certamente a segnare per sempre la vita dei due amici.

Guarda il trailer ufficiale di Matthias & Maxime

Diego Battistini

La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rosssa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)


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