Maleficent – Signora del Male, recensione del film con Angelina Jolie

scritto da: Stefano Terracina

Il premio Oscar Angelina Jolie torna nei panni di Malefica, una delle cattive più amate all’interno della lunga tradizione dei villain Disney, nell’attesissimo Maleficent – Signora del Male, in arrivo nelle sale italiane a partire dal 17 ottobre. Il primo film del 2014, che incassò più di 750 milioni di dollari al box office mondiale, era una rivisitazione più o meno innovativa della fiaba tradizionale de La bella addormentata nel bosco, che metteva al centro della storia la famigerata antagonista, spiegandone le ragioni che ne avevano indurito il cuore e che l’avevano spinta a condannare al sonno eterno la principessa Aurora.

Maleficent – Signora del Male, diretto dal norvegese Joachim Rønning (già regista di Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar), è un nuovo, affascinante e coinvolgente capitolo dedicato alla storia di un’autentica antieroina ancora una volta in bilico tra il bene e il male, che oltre a continuare ad esplorare il complesso rapporto tra Malefica e la principessa Aurora (interpretata ancora una volta da Elle Fanning), ci porta finalmente alla scoperta delle origini dell’ammaliante creatura alata e dotata di corna, mescolando temi di grande attualità quali il significato della maternità, l’accettazione della diversità e l’importanza della relazione tra genitore e figlio, indipendentemente dal vincolo di sangue.

La sceneggiatrice Linda Woolverton (già dietro le script del primo film e di altri live action Disney quali Alice in Wonderland, La Bella e la Bestia e il più recente Il Re Leone) si avvale questa volta della preziosa collaborazione dei co-sceneggiatori Micah Fitzerman-Blue e Noah Harpster per mettere a punto una storia che si svolge diversi anni dopo gli eventi del primo film, concentrandosi su tre differenti personaggi femminili costretti a misurarsi con diversi gradi di responsabilità per raggiungere obiettivi più o meno nobili: non solo Malefica e Aurora, che dalle difficoltà che sembreranno minare il loro rapporto impareranno a capire chi sono, cosa sono destinate a essere e cosa significa vivere l’una senza l’altra, ma anche la Regina Ingrith (interpretata da Michelle Pfeiffer), quintessenza della donna astuta, infida ed egoista, che nasconde un cuore algido e intenti perfidi dietro al suo aspetto regale.

Perché Maleficent – Signora del Male è si una fiaba ricca di azione ambientata in un mondo fantastico – perfettamente ricreato attraverso le lussureggianti e pittoresche scenografie di Patrick Tatopoulos e gli epici e sorprendenti effetti visivi di Greg Brozenich -, ma è anche una storia orgogliosamente femminile (e femminista) che declina le motivazioni delle sue protagoniste in maniera dettagliata e profonda, connettendole intimamente con l’attualità. Se il primo film lasciava a tratti perplessi per alcuni dialoghi e situazioni portati all’estremo, in questa nuova avventura tutto appare estremamente misurato, amalgamandosi alla perfezione e dando vita ad una storia che scorre fluida e che riesce ad intrattenere in maniera piacevole lo spettatore.

Al di là, però, delle tre magnifiche interpreti e del giusto e doveroso spazio che la storia dedicata alle loro dinamiche, uno degli aspetti più interessanti di questo sequel è sicuramente costituito dall’introduzione delle Creature delle Tenebre: un nuovo tassello si aggiunge alla storia profondamente umana di Malefica attraverso la scoperta di creature molto simili a lei che diversi anni prima furono esiliate dal mondo degli umani. Una scoperta che si rivela sconvolgente per Malefica e della quale il film si serve per veicolare un grande messaggio legato non solo alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente (dal momento che le Creature delle Tenebre sono dei guerrieri ecologisti che vivono in comunione con la natura), ma connesso anche con il senso di comunità, l’orgoglio condiviso e soprattutto l’accettazione della diversità, messaggio del quale la stessa Malefica e la sua storia si fanno portavoce.

Accettati ormai serenamente non solo la una nuova tipologia di strega che la Disney ha concepito attraverso il primo Maleficent (più vicina ad una fata madrina e lontana anni luce dall’oscura figura del capolavoro d’animazione del 1959), ma anche i nuovi percorsi narrativi che attraverso la sua figura si intendono scandagliare, possiamo tranquillamente affermare che Maleficent – Signora del Male è un sequel più che riuscito, in grado di superare il predecessore per qualità del comparto tecnico, solidità dell’intreccio narrativo e capacità di connettere i personaggi e le loro relazioni con alcuni temi profondamente attuali, senza dimenticare lo scontro tra due autentiche primedonne della cinematografia mondiale (la Jolie e la Pfeiffer) che potrebbe, da solo, valere il prezzo del biglietto.

Guarda il trailer di Maleficent – Signora del Male

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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