domenica, Ottobre 24, 2021
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Mad Max: Fury Road, recensione del film di George Miller

Mad Max: Fury Road è uscito nelle sale a trent’anni di distanza dall’ultimo capitolo della saga (Mad Max – Oltre la sfera del tuono, uscito nel 1985). Il film ha segnato il ritorno sul grande schermo del Guerriero della Strada, Max Rockatansky, interpretato questa volta non più dal leggendario Mel Gibson ma da uno degli attori più bravi e carismatici della sua generazione: Tom Hardy.

La storia di Mad Max: Fury Road, vero e proprio riavvio della trilogia cinematografica iniziata con Interceptor nel lontano 1979, vede Mad Max ossessionato dal suo turbolento passato. Max crede che il modo migliore per sopravvivere sia muoversi da solo, ma si ritrova coinvolto con un gruppo in fuga attraverso la Terra Desolata su un blindato da combattimento guidato dall’imperatrice Furiosa (Charlize Theron). Il gruppo è sfuggito alla tirannide di Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne) che, furibondo per il tesoro che gli è stato portato via, ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli.

George Miller, regista della mitizzata serie originale, torna dietro la macchina da presa e rende nuovo ancora una volta quel linguaggio cinematografico che già al suo debutto al cinema gli conferì il titolo di “ideatore del genere  post-apocalittico”. Miller preme l’acceleratore senza porre alcun tipo di limitedavanti a sè: il regista australiano penetra nelle lande desolate di un futuro devastato per spingere la forza  e la brutalità dell’azione in maniera estrema, assoluta.

Con Mad Max: Fury Road, George Miller elabora per la seconda volta una visione totalmente personale che rende il film come slegato rispetto alla tradizione della trilogia, pur restando fedele alla poetica e allo stile che a cavallo tra gli anni ’7 0 e ’80 ne decretarono il successo mondiale.

La macchina da presa è per Miller l’occhio rapido, nervoso e spesso disturbante attraverso il quale osservare – quindi raccontare – un’umanità autodistruttiva che, cercando di sfuggire dai suoi demoni (soprattutto interiori), avanza con fatica in un futuro pessimista e disastroso (dove non c’è spazio alcuno per l’empatia e la compassione) alla ricerca asfissiante della sopravvivenza (e della redenzione) tra turbini di polvere, sabbia che riempie l’aria e motori in volo.

Una narrazione visiva che mette da parte l’organizzazione accademica del racconto, il superfluo, per lasciare spazio alla follia di un manifesto allegorico sull’evoluzione della società guidato da due attori supremi (Tom Hardy e Charlize Theron), che trascina lo spettatore in un viaggio intenso, chiassoso e rivoluzionario all’ultimo respiro dall’inizio alla fine.

Guarda il trailer ufficiale di Mad Max: Fury Road

Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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