mercoledì, Ottobre 5, 2022
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L’Equilibrio recensione del nuovo film di Vincenzo Marra

Presentato in anteprima alle Giornate degli Autori del 74^ Festival di Venezia, L’Equilibrio di Vincenzo Marra mette in scena la triste realtà che ogni giorno accomuna le zone più povere della provincia napoletana, colpite dalla piaga della delinquenza organizzata e dello spaccio di droga.

Giuseppe (Mimmo Borelli) è un sacerdote campano che, desideroso di fuggire dalla diocesi romana, viene scelto per sostituire Don Antonio (Roberto Del Gaudio) in una piccola parrocchia nella sua terra natia. Deciso a ristabilire l’ordine nel quartiere, il coraggioso ecclesiastico si scontrerà apertamente con la piccola mafia locale, scoprendo però che nessuno sarò disposto ad appoggiare la sua missione.

L’Equilibrio racconta la storia di un uomo che, con bontà e tenacia, combatte per i propri ideali, non temendo di mettere in pericolo anche la sua stessa vita

Intimo e profondo, L’Equilibrio racconta la storia di un uomo che, con bontà e tenacia, combatte per i propri ideali, non temendo di mettere in pericolo anche la sua stessa vita. Grazie alla coinvolgente intensità trasmessa dall’ottimo Mimmo Borelli, la figura di Giuseppe si delinea quindi come un buono per antonomasia che, nonostante la freddezza dei compaesani, non rifiuta mai di sacrificarsi per loro e, sopratutto, per l’enigmatica Assunta (Francesca Zazzera).

Lontano dall’idealità tipica dei ritratti cristiani, il parroco diventa però anche emblema di un’umanità in crisi: travalicando i semplici dubbi spirituali, il suo malessere diventa infatti il dissesto di una generazione intera e di un mondo incapace di comprendere la differenza tra giusto e sbagliato.

equilibrio

L’Equilibrio recensione del nuovo film di Vincenzo Marra

Lo stesso equilibrio evocato dal titolo sembra necessario ma inspiegabilmente erroneo, adatto ad una realtà ormai davvero insanabile. Accanto al protagonista, si muovono figure vuote e senza vita che, come fantasmi, affollano uno spazio saturo di morte.

Se infatti la gerarchia criminale uccide e minaccia chiunque ne metta in dubbio il predominio, Marra – che ha curato anche la sceneggiatura e il soggetto – non rinuncia a parlare della Terra dei Fuochi e dei rifiuti tossici che nasconde, aprendo una parentesi narrativa dal sotto-testo didattico ma nonostante ciò riuscita. Il senso di decadenza diffuso non si circoscrive inoltre alla storia raccontata, ma si apre anche alle scelte estetiche del regista.

Vincenzo Marra muove la cinepresa in un universo asettico e distante, che aliena sia il protagonista delle vicende sia lo spettatore in sala

Con uno sguardo pacato e controllato, Vincenzo Marra muove la cinepresa in un universo altrettanto asettico e distante, che aliena sia il protagonista delle vicende sia lo spettatore in sala.  Molte inquadrature fisse ed estremamente semplici catturano lo sguardo, grazie ad una finezza espressiva non sempre rintracciabile nel cinema di oggi. In aggiunta, l’interessantissima fotografia di Gianluca Laudadio gioca su scale cromatiche fredde e sterili, perfettamente adatte al deterioramento emotivo rappresentato.

Un appunto finale deve essere inoltre espresso a favore di Roberto Del Gaudio che, indossando le vesti di Don Antonio, incarna il perfetto contraltare del protagonista, ovvero il portatore di quell’equilibrio che, forse, sarebbe meglio non possedere.

equilibrio

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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