HomeRecensioniL'amante dell'astronauta, recensione del film di Marco Berger

L’amante dell’astronauta, recensione del film di Marco Berger

Diretto da Marco Berger, autore argentino di culto che per la prima volta viene distribuito in Italia, L'amante dell'astronauta arriva al cinema dal 20 giugno.

Dove sta andando l’Argentina? Se lo domandava, da un punto di vista cinematografico, la rivista «Cahiers du Cinéma» nel numero di marzo di quest’anno. Una domanda che scaturiva da due contingenze diverse, ma sfortunatamente prossime alla collisione. Da una parte la constatazione dello stato di ottima salute del cinema argentino, capace di esportare film suggestivi come l’ipnotico Trenque Lauquen di Laura Citarella, sorta di fluviale I segreti di Twin Peaks ambientato nella regione delle Pampas, e l’altrettanto interessante I delinquenti di Rodrigo Morena (per chi se lo fosse perso al cinema, ora disponibile su MUBI). Dall’altra l’ascesa del neo presidente Javier Milei e l’annuncio da parte del nuovo governo insediatosi lo scorso 10 dicembre degli ingenti tagli ai sussidi destinati alle produzioni cinematografiche nazionali che porteranno senza dubbio a una atrofizzazione del numero di film girati.

In attesa del disastro annunciato (salvo ripensamenti dell’ultimo minuto), il cinema del paese sudamericano continua a testimoniare una certa vitalità. Lo dimostra anche l’ultimo film di Marco Berger, regista aficionado dei più importanti festival internazionali da diversi anni ormai, ma le cui opere colpevolmente non sono mai state distribuite nel nostro paese. Fino ad ora. Infatti, grazie a Circuito Cinema Distribuzione arriva nelle sale italiane dal 20 giugno L’amante dell’astronauta, opera dichiaratamente queer che ci appare oggi anche un’apprezzabile risposta (polemica e politica) al pensiero dominante in Argentina: un mix di machismo, cieca esaltazione violenta e qualunquismo.

Breve (e felice) incontro

Un tempo compagni di scuola, i coetanei Pedro (Javier Orán) e Maxi (Lautaro Bettoni) si ritrovano a casa di amici durante le vacanze estive. Il primo è dichiaratamente gay, mentre il secondo, etero, è stato lasciato da poco dalla fidanzata Lula (Ailiín Salas). Tra i due si instaura uno stretto rapporto di amicizia e complicità alimentato dalla condivisione di passioni comuni (ad esempio, il cinema) e dal carattere estroverso che contraddistingue entrambi. Con il passare dei giorni, però, il legame tra i due amici inizia lentamente ad assumere le fattezze di un vero e proprio amore (all’inizio taciuto, forse persino represso, ma in ogni caso evidente).

Come si evince dalla sinossi, L’amante dell’astronauta è di fatto una rivisitazione del tema del breve incontro che tanta fortuna ha avuto al cinema (dal film-capostipite di David Lean del 1945 in poi). La differenza rispetto ai modelli del passato, però, è che mentre solitamente questa tipologia di film sentimentali era caratterizzata dall’atmosfera nostalgica della perdita o dell’impossibilità di godere a pieno del sentimento amoroso provato dai due protagonisti, l’opera di Berger sceglie – in maniera quasi rivoluzionaria – di percorrere una strada differente. Come ha dichiarato lo stesso regista, il suo film racconta una storia spudoratamente felice. Quella di due giovani che, indipendentemente dalla loro sessualità, si riconoscono in quanto anime gemelle e intraprendono un (quantomeno all’inizio inconsapevole) percorso di crescita personale.

L’amore deflagra nel quotidiano

La straordinarietà del film non risiede però tanto in questo ottimistico cambio di prospettiva, bensì nella scelta antispettacolare di narrare la nascita di un sentimento totalizzante come l’amore attraverso il racconto di una quotidianità a prima vista banale. Difficile trovare all’interno di L’amante dell’astronauta una o più scene madri. A Berger interessa descrivere i suoi due protagonisti alle prese con la vita di tutti i giorni, fatta di dialoghi infiniti e prolissi contraddistinti anche da un linguaggio realisticamente scurrile, di momenti morti nei quali sembra non accadere nulla ma dove uno sguardo o un gesto possono valere più di tante parole.

La narrazione scorre così placida, assuefatta dai ritmi flemmatici che contraddistinguono le vacanze estive. E proprio questa “lentezza” ci permette di entrare in sintonia empatica con i personaggi, i cui caratteri sono solo accennati. E il tono a volte volutamente eccessivo dei dialoghi è bilanciato da un pudore visivo che fa scaturire le emozioni piano piano, senza fretta, con un’energia positiva che anziché lasciare spazio alle lacrime trasmette una grande voglia di vivere. Il titolo fa riferimento a una similitudine che il personaggio di Pedro cita spesso durante il film: l’astronauta sarebbe l’amante che giunge a colonizzare un nuovo pianeta (ovvero, l’amato).

Guarda il trailer ufficiale di L’amante dell’astronauta

GIUDIZIO COMPLESSIVO

L'amante dell'astronauta di Marco Berger è una storia d'amore che non strappa lacrime, ma infonde una genuina voglia di vita. Rileggendo il tema del breve incontro, il regista argentino evita ogni forma di spettacolarizzazione dando spazio alla quotidianità dei due protagonisti. L'incedere della narrazione è placido e ciò permette di avvicinarsi con garbo ai due protagonisti: due giovani amici che, durante qualche giorno di vacanza insieme, dovranno fare i conti con un sentimento inaspettato e totalizzante: l'amore.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

L'amante dell'astronauta di Marco Berger è una storia d'amore che non strappa lacrime, ma infonde una genuina voglia di vita. Rileggendo il tema del breve incontro, il regista argentino evita ogni forma di spettacolarizzazione dando spazio alla quotidianità dei due protagonisti. L'incedere della narrazione è placido e ciò permette di avvicinarsi con garbo ai due protagonisti: due giovani amici che, durante qualche giorno di vacanza insieme, dovranno fare i conti con un sentimento inaspettato e totalizzante: l'amore.L'amante dell'astronauta, recensione del film di Marco Berger