giovedì, Luglio 29, 2021
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Lady Bird recensione del film con Saoirse Ronan e Timothée Chalamet

Christine McPherson (Saoirse Ronan) è una ragazza di diciotto anni che, costretta a vivere nella periferia della piccola città di Sacramento, desidera finire la scuola superiore per potersi trasferire a New York, dove ha intenzione di frequentare l’università. Incapace di accettare la propria esistenza anche a causa di un rapporto conflittuale con l’amorevole madre (Laurie Metcalf), Christine si fa chiamare da tutti Lady Bird, nella speranza di poter essere anche solo per un attimo qualcun altro.

Rifacendosi alle tradizionali logiche del coming-of-age americano, il lungometraggio di Greta Gerwig mira ad esplorare le mille sfaccettature dell’animo umano, nel pericoloso passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. Il personaggio di Lady Bird si contraddistingue quindi per l’estremo realismo con il quale viene rappresentato.

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Tralasciando i drammi tipici delle pellicole adolescenziali e mostrando anche una sensibilità che favorisce l’immedesimazione, Lady Bird (qui il trailer) narra infatti di un’adolescente qualunque ma contemporaneamente unica che, con i propri sogni e le proprie ambizioni, combatte tutti i giorni in quella grande giungla che è la scuola superiore. Con il semplice desiderio di raccontare, prime cotte e piccole conquiste si alternano dunque ad amori infranti, amicizie sbagliate ed errori quotidiani.

Fondamentale per la riuscita del progetto è sicuramente Saoirse Ronan, attrice irlandese che, già nota al mondo della critica per Espiazione e Amabili Resti, continua la sua ascesa verso Hollywood, dipingendo una figura nel contempo forte e fragile, ferma sulle proprie posizioni ma capace anche di redimersi quando necessario.

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Lady Bird recensione del film con Saoirse Ronan e Timothée Chalamet

Al fianco di Lady Bird non mancano poi personaggi differenti che, nella loro pluralità, offrono uno spaccato della realtà di provincia e, più in particolare, del micro-cosmo della educazione cattolica. Nella irrefrenabile giostra di volti e personalità, impossibile non citare la madre – incarnata dalla bravissima Laurie Metcalf –, una donna forte e determinata disposta a qualsiasi cosa per il bene della figlia, anche quando quest’ultima non lo capisce.

Interessanti sono inoltre le due controparti maschili. Se da un lato Timothée Chalamet (a breve in sala con Chiamami Col Tuo Nome) convince nel ruolo del bello e dannato, molto bravo è anche il meno conosciuto Lucas Hedges (attualmente sul grande schermo invece con Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), primo amore di Lady Bird e protagonista di una delle sequenze più intense e strazianti del lungometraggio.

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Alternando lo sguardo di Christine ad uno spaccato del mondo circostante, la regista Greta Gerwig mette in scena un ritratto personale e realistico della realtà, ricorrendo al tradizionale stile del cinema indipendente americano. La sceneggiatura, profonda ma con spunti surreali, si accompagna infatti ad una fotografia dai colori slavati, puntellata da elementi contrappuntistici che donano un’interessante ritmicità visiva.

Se la storia è pertanto marcatamente adolescenziale, l’universalità della costruzione narrativa e la ricercatezza della forma rendono Lady Bird un film che potrà affascinare tutti, svelando con estrema sensibilità quanto la realtà – e chi la popola – possa essere speciale.

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Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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