La vita straordinaria di David Copperfield, recensione del film con Dev Patel

scritto da: Ludovica Ottaviani


La vita straordinaria di David Copperfield è il film che riporta, dietro la macchina da presa, il talento straordinario di Armando Iannucci. Il regista, comico e sceneggiatore scozzese che aveva già mostrato il suo talento con la serie tv Veep – Vicepresidente Incompetente e con il lungometraggio Morto Stalin se ne fa un altro si confronta questa volta con un grande classico della narrativa britannica firmato da Charles Dickens, quel “David Copperfield” specchio fedele di un’epoca e ritratto autobiografico di un maestro della letteratura. Il film, distribuito dalla Lucky Red, uscirà nelle sale il 16 ottobre.

In questo film il regista Iannucci attraversa l’Inghilterra del XIX secolo seguendo il destino a zig-zag del suo eroe, il giovane David Copperfield (Dev Patel), un ragazzo baciato prima dalla fortuna poi da una rovinosa sfortuna che si ritroverà alle prese con numerose (dis)avventure, sullo sfondo di una brulicante Inghilterra ottocentesca. Tra i fermenti della Rivoluzione Industriale e inconciliabili divisioni sociali, quella di Copperfield è una vicenda sul grande fiume della vita, pronta a scorrere impetuosa tra gli slums londinesi e la campagna britannica, in un affresco corale e multietnico.

La vita straordinaria di David Copperfield è a tutti gli effetti una gemma rara, un prezioso incastonato in un gioiello dalla foggia antica, affascinante e splendido nella sua bellezza mozzafiato: Iannucci conferma ancora una volta il suo incontenibile talento comico e l’immaginazione iperattiva che lo contraddistinguono mettendo entrambi al servizio di una nobile causa, riportare sullo schermo non il romanzo bensì lo spirito di Dickens stesso, da sempre uno dei soggetti più amati dalla settima arte. L’adattamento di Iannucci supera i limiti eziologici della mera trasposizione flirtando con la fantasia, accendendo la creatività dei colori della narrazione per immagini.

Un primo passo significativo per differenziarsi dai canonici adattamenti è la scelta di adottare un cast multietnico, uno splendido melting pot culturale che si muove nella babelica Londra ottocentesca della rivoluzione industriale, tra quartieri poveri e malmessi, cottage di campagna, tenute da ricchi dandy annoiati, istituti privati e cittadine costiere popolate da coraggiosi pescatori. Tutti gli scenari – e i personaggi – del racconto per immagini di Iannucci sembrano sbucare dalla fantasia di David/Dickens, protagonisti di una realtà che assume sfumature e connotati diversi perché filtrata attraverso gli occhi di uno scrittore.

Perché ne La vita straordinaria di David Copperfield il giovane protagonista è – e diventerà – uno scrittore con il volto (appunto) di Dev Patel, perfetto nel ruolo; al suo fianco, un ventaglio di splendidi caratteristi mai secondari bensì fondamentali per la storia, per la fitta trama che si costruisce man mano, per la resa finale della più ampia “commedia umana” che si può ammirare sullo schermo: Tilda Swinton, Hugh Laurie, Peter Capaldi, Gwendoline Christie e Ben Whishaw sono solo alcuni dei tanti volti che si affacciano tra le righe del romanzo di Dickens, che si ispirò nella stesura alle stesse vicende che lo avevano visto (piccolo) protagonista della sua storia quanto della Storia a tutti gli effetti.

La ricostruzione storica praticamente perfetta, resa grazie ai costumi e alle scenografie ma soprattutto alla fotografia che accarezza l’atmosfera vintage giocando con la luce, piegandola alle esigenze narrative e all’interiorità dei personaggi, non fa altro che risaltare la storia del giovane David, che da semplice narrazione di una lunga teoria di sventure – con rassicurante lieto fine – si trasforma dell’esaltante storia di ascesa e caduta di un giovane uomo moderno.

Un giovane uomo “schiacciato” dalle contraddizioni della società in cui vive ma pronto a sovvertirle tutte, forte della fiducia cieca che ripone tanto nelle proprie capacità quanto nei suoi sogni e nelle aspettative nascoste sul fondo del suo cuore speranzoso; ed è così che questo nuovo David Copperfield per il grande schermo abbandona il lato più drammatico diventando una brillante narrazione, un’avvincente storia di fortune e sfortune umane straordinaria quanto l’esistenza – già di per sé straordinaria nella sua unicità – di ognuno di noi.

Il trailer de La Vita Straordinaria di David Copperfield


Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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