mercoledì, Giugno 7, 2023
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La Truffa del Secolo recensione del film con Gérard Depardieu

La Truffa del Secolo – in originale, Carbone – è il titolo della nuova regia firmata da Olivier Marchal, ex poliziotto ma soprattutto maestro del polar francese, versione bianca, rossa e blu del tradizionale genere noir popolato da personaggi borderline che si agitano nel limbo sottile e precario tra legalità e illegalità.

Lo sfondo, ancora una volta, è il sottobosco criminale di Parigi, un ambiente dove si muovono – come pedine su una scacchiera – imprenditori in cerca del riscatto sociale, criminali da strapazzo in cerca di soldi, intere dinastie di piccoli criminali e poliziotti corrotti, tutti mossi dagli istinti più reconditi dell’animo umano: i soldi, l’avidità, la ricchezza, la voglia di sfidare la fortuna e il destino stesso.

la truffa del secolo

Antoine Roca (Benoit Magimel) è un piccolo imprenditore che sta per perdere l’impresa di trasporti di famiglia. L’uomo è sposato con la figlia di un miliardario ebreo, Aronne (Gerard Depardieu), dai quali viene regolarmente disprezzato ed umiliato.

Per avere una rivalsa anche su di loro, ispirato dal suo commercialista e amico, decide si volgere a proprio beneficio le ambigue regola dell’IVA per le aziende a proposito dell’emissione dell’ossido di carbonio, creando però un’enorme bolla finanziaria – una frode – con la complicità di due loschi amici e della loro madre.

Quando il suocero lo priva però di qualunque tipo di contatto con gli investitori dai quali sta cercando un prestito per iniziare la propria “attività”, Antoine finisce per rivolgersi a un feroce boss arabo della droga che, in cambio di un milione, ne approfitta per ricattarlo.

La Truffa del Secolo recensione del film con Gérard Depardieu

Sette anni dopo i successi di 36 Quai des Orfèvres, Gangsters, L’ultima missione; dopo la sua ultima regia Gang Story (incentrata sulla banda criminale dei Lionesi) e le esperienze come attore e autore di serie tv (Braquo e Flics), Marchal con La Truffa del Secolo torna ad esplorare, ancora una volta, i territori che gli sono più congeniali, partendo però da una sceneggiatura scritta a quattro mani dal regista stesso insieme a Emmanuel Naccache.

Proprio questo dettaglio non è trascurabile, perché giustifica in parte la complessa scelta del tema: far passare con facilità un’ardita bolla speculativa del mondo della finanza agli spettatori non è un’impresa semplice. E infatti Marchal, per raccontare questi fatti realmente accaduti tra il 2008 e il 2009, si ispira alla celebre frode miliardaria sulle tasse per le emissioni di CO2 perpetuata nei confronti dello stato francese e di altri paesi europei.

la truffa del secolo

Ne La Truffa del Secolo però la frode omonima che dovrebbe avviare l’azione diventa piuttosto un’espediente narrativo nelle mani del cineasta, una scintilla che innesca i meccanismi autodistruttivi che animano i diversi personaggi. Roca, interpretato da Magimel, è l’epigono di altri personaggi epici del malaffare – lo Scarface di Brian De Palma, come il George Jung incarnato da Johnny Depp in Blow – un uomo che cerca nella criminalità e nell’illegalità il proprio riscatto sociale, mettendo però a repentaglio ciò che ha di più caro: la vita.

In un cast di comprimari d’alto profilo “oppressi” da una fotografia scura e plumbea, decisamente noir di nome e di fatto, spiccano le interpretazioni di Magimel e Depardieu, ancora una volta faccia a faccia, nei panni del protagonista e dell’eterna nemesi ingombrante che vorrebbe comprare con i propri soldi tutto, dimenticando però che quest’ultimi non possono comprare una cosa sola: l’esistenza stessa.

La Truffa Perfetta segna un ottimo ritorno del polar à la française come siamo abituati, da spettatori, ad immaginarlo, con un gusto vintage che colloca la storia in un indefinito non luogo senza tempo (nonostante le coordinate spazio-temporali siano ben delineate); l’interesse del regista, grande burattinaio, si annida nel tirare le fila dei destini infelici dei suoi protagonisti, esseri umani animati dal conflitto e dilaniati da drammi interiori che li spingono a vivere repentine, quanto pericolose e discutibili, ascese e cadute dalle rovinose conseguenze.

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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