domenica, Agosto 7, 2022
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La scelta di Anne – L’Événement, recensione del Leone D’Oro a Venezia 78

La recensione di La scelta di Anne – L’Événement, film di Audrey Diwan vincitore del Leone D'Oro a Venezia 78. Dal 4 novembre nelle sale.

La scelta di Anne – L’Événement è il titolo del film diretto dalla regista francese Audrey Diwan, vincitore del Leone D’Oro durante l’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’opera parla al pubblico con la stessa voce forte e potente (ma allo stesso tempo intima e sensibile) della scrittrice Annie Ernaux, la quale ha raccontato la sua vicenda biografica nel romanzo L’Evento dal quale la Diwan ha tratto il film con protagonista la giovane attrice Anamaria Vartolomei. Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 4 novembre.

Nella Francia del 1963, travolta da una vera e propria rivoluzione culturale e sociale, la giovane Anne si ritrova nel bel mezzo di una battaglia fisica ed emotiva: ha deciso, infatti, di abortire. Una scelta drastica e dolorosa ma compiuta scientemente, perché la ragazza è disposta a tutto pur di finire gli studi e sfuggire al destino sociale della sua famiglia proletaria o a quello che aspetta ogni giovane madre. In un mondo che condanna il desiderio femminile e stigmatizza il sesso, la decisione di Anne si rivelerà una vera e propria lotta incondizionata contro il tempo.

La scelta di Anne – L’Événement è il racconto intimo, privato ed estenuante di una sfumatura dell’eterno femminino, capace di mettere in primo piano l’essere donna prima ancora dell’essere madre: è in tal modo che il dramma riesce ad evitare ogni trito cliché o banale sentimentalismo, configurandosi piuttosto come l’analisi di una scelta dettata dalla libertà, narrata con sguardo lucido, affilato e chirurgico dalla macchina da presa. Un preciso atto ritenuto sovversivo, una decisione imprescindibile che anima la giovanissima – ma già determinata – protagonista Anne, pronta a trasformarsi in una militante attiva in una causa fondamentale: quella legata alla libertà di scelta. Un atto involontariamente politico, come lo ha definito la stessa Diwan durante la conferenza stampa attraverso la quale ha presentato il film; una battaglia incrollabile contro un sistema e le innumerevoli aspettative sociali che rischiavano – e rischiano – di schiacciare ancora sotto il proprio peso.

Anne è fiera, indomita e determinata: il ritratto non solo di una donna moderna, contemporanea, ma di un nuovo modello femminile che si andava ad affermare proprio nella rivoluzione dei costumi degli anni ’60. Una giovane donna in fieri che è pronta a sbocciare anche grazie alla propria consapevolezza, che rischia di essere spezzata – così come i suoi sogni e gli obiettivi da raggiungere – da una gravidanza inattesa, alla quale c’è però rimedio. Una scelta dolorosa che diventa ancor più drammatica per colpa dello stigma sociale e di una legge fin troppo crudele, che prevede addirittura il carcere per chi sceglie l’aborto e per chi collabora. Una condizione che non è poi così lontana nel tempo, cristallizzata nella memoria di chi ha lottato per acquisire maggiori diritti: ancora oggi la questione è drammatica e attuale, figlia di un retaggio culturale che nega la possibilità di scelta alla donna, relegandola al duplice ruolo di madre e moglie.

La scelta di Anne – L’Événement mette in scena, con quella affilata precisione chirurgica che proviene dal background giornalistico della Diwan, la Via Crucis laica – lenta e silenziosa – che corrisponde tanto ad una discesa negli inferi quanto ad un viaggio nell’auto-consapevolezza per la giovane Anne. Novella protagonista di una Divina Commedia post-moderna, la ragazza attraversa i gironi dell’Inferno, passa attraverso l’indifferenza, la negazione, l’inganno, la paura, il rifiuto e il giudizio degli altri; attraversa tutto questo per poter tornare a “riveder le stelle”, finalmente consapevole della propria incrollabile forza, della capacità di potersela cavare sempre da sola e della possibilità di riappropriarsi, nuovamente, di tutti i suoi sogni futuri.

La macchina da presa della Diwan accompagna la nuova quotidianità marchiata dall’ansia, dal dolore e dall’angoscia di Anne, inseguendola da vicino, “portando” il suo stesso dolore (e il suo doloroso segreto) fino a far provare quella stessa sensazione agli spettatori. Più efficace di un body horror, il film suggerisce mostrando il minimo, prendendo per mano il pubblico in un viaggio nella sfera emotiva di una giovane donna: e tutti, senza nessuna distinzione, non possono far altro che condividere quelle stesse dilanianti sensazioni, finendo per creare uno sconvolgente transfert con la protagonista, con il corpo – e con la mente – “martoriati” della Vartolomei.

La scelta di Anne – L’Événement è, in sintesi, più un manifesto che un semplice film; scevro da sentimentalismi, retorica o banali topoi drammatici, riesce con il suo piglio lucido da documentario a mostrare la realtà senza gli orpelli della Settima Arte, collocandosi però in un posto privilegiato all’interno di quest’ultima per la sua capacità innata di raccontare, con piglio e determinazione, una storia di coraggio, sacrificio e fede nel futuro, delineando i contorni di un manifesto involontariamente politico sulle donne e sulla tanta strada che hanno fatto… e che ancora dovranno percorrere, per rivendicare una libertà di scelta che spetta loro di diritto.

Guarda il trailer di La scelta di Anne – L’Événement

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La scelta di Anne – L’Événement è il racconto intimo, privato ed estenuante di una sfumatura dell'eterno femminino, capace di mettere in primo piano l'essere donna prima ancora dell'essere madre: è in tal modo che il dramma riesce ad evitare ogni trito cliché o banale sentimentalismo, configurandosi piuttosto come l'analisi di una scelta dettata dalla libertà, narrata con sguardo lucido, affilato e chirurgico dalla macchina da presa.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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La scelta di Anne – L’Événement, recensione del Leone D'Oro a Venezia 78La scelta di Anne – L’Événement è il racconto intimo, privato ed estenuante di una sfumatura dell'eterno femminino, capace di mettere in primo piano l'essere donna prima ancora dell'essere madre: è in tal modo che il dramma riesce ad evitare ogni trito cliché o banale sentimentalismo, configurandosi piuttosto come l'analisi di una scelta dettata dalla libertà, narrata con sguardo lucido, affilato e chirurgico dalla macchina da presa.