martedì, Aprile 16, 2024
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La Legge della Notte, recensione del film di e con Ben Affleck

Dopo il successo di Argo (vincitore di tre premi Oscar) arriva il 2 marzo nelle nostre sale La Legge della Notte, il quarto film diretto dalla star di Hollywood Ben Affleck. L’attore statunitense interpreta, scrive e dirige un classico film gangster ambientato a Boston e tratto dal libro “Live by Night” di Dennis Lehane (autore tra gli altri di “Mystic River” e “Shutter Island”).

Joe Coughlin (Ben Affleck) è un veterano della Prima Guerra Mondiale che diventa un criminale durante gli anni del proibizionismo. Nonostante un padre nelle alte sfere della polizia di Boston, Joe rifiuta la buona educazione e il lusso per dedicarsi alla vita da fuorilegge nella guerra tra italiani e irlandesi. Ancora indeciso sul suo stato di gangster che non ama l’uso della violenza, compie l’errore di innamorarsi di Emma Gould (Sienna Miller), la pupa del boss irlandese. Solo l’intervento del padre lo salva da una tragica fine, ma non dalla galera. Una volta uscito accetta la proposta di Maso Pescatore (Remo Girone), mafioso italiano che gli offre l’occasione di vendicarsi mandandolo in Florida per contrastare gli affari del loro nemico comune.

Ben Affleck ritorna a Boston, dove aveva già ambientato Gone Baby Gone, adattando ancora una volta un romanzo di Lehane. Il risultato questa volta non è pienamente soddisfacente come il precedente, ma offre comunque dei buoni spunti di riflessione; paradossalmente, potremmo dire che il buon lavoro di Affleck viene rovinato da lui stesso.

L’attore americano (anche se a questo punto della sua carriera potremmo definirlo autore) conferma le proprie qualità dietro la macchina da presa con ottime sequenze d’azione che danno la giusta dinamicità ad un film che combina l’hard boiled con il dramma e un inaspettato umorismo unito ad una buona dose di violenza.

Fin qui tutto bene, verrebbe da dire. Se non fosse per l’interpretazione di Affleck che, nei panni di un duro con il senso del giusto, regala una performance imperturbabile e senza la gravitas necessaria. Non solo, nonostante il film abbia un’ambientazione molto accurata e la storia sia piena di plot twist notevoli, il premio Oscar insiste con scene da romanzo sentimentale eccessivamente smielate che lo vedono protagonista insieme ai personaggi femminili tanto interessanti quanto mal sfruttati.

Forse il più grande difetto de La Legge della Notte sta proprio nei personaggi femminili: la femme fatale, la moglie e la santa. La femme fatale (Sienna Miller), colei che dà il via a tutto, è vittima e complice di un inizio un po’ imbarazzante; la moglie (Zoe Saldana) si limita a far la parte della compagna di vita perfetta e sempre d’accordo con le scelte del proprio compagno; la santa (Elle Fanning), invece, non sembra capace di caricarsi sulle spalle il peso di fanatica religiosa intenta ad ostacolare il peccatore venuto da Boston.

Più thriller per adulti che epico, l’opera di Ben Affleck è un elegante e sanguinoso film sul proibizionismo limitato da scelte poco chiare del suo stesso autore.

Guarda il trailer ufficiale de La Legge della Notte

Redazione
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