mercoledì, Settembre 28, 2022
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La Fratellanza recensione del film con Nikolaj Coster-Waldau

Le dure leggi della prigione possono cambiare irrimediabilmente un uomo? È questa la domanda su cui poggia La Fratellanza, nuovo dramma di ambientazione carceraria scritto e diretto da Ric Roman Waugh. Jacob Harlon (Nikolaj Coster-Waldau) è un ricco broker americano che, dopo aver involontariamente causato la morte del migliore amico Tom (Max Greenfield), viene condannato a scontare la propria pena in una prigione di massima sicurezza. Quotidianamente costretto a sopravvivere, Jacob imparerà a farsi strada nella solida gerarchia delle gang criminali, arrivando anche a commettere crimini di cui non si credeva capace.

L’ottima prova interpretativa di Nikolaj Coster-Waldau favorisce la creazione di un personaggio poliedrico e sfaccettato

Alternando la linea temporale della detenzione con quella del successivo rilascio, La Fratellanza segue ininterrottamente il protagonista, trasformatasi rapidamente nel centro focale dell’intera narrazione. Nonostante la sua svolta caratteriale sia troppo netta ed estrema, la figura di Jacob ‘Money’ Harlon risulta indubbiamente riuscita, soprattutto nella caratterizzazione più violenta e spietata della seconda metà della storia.

L’ottima prova interpretativa di Nikolaj Coster-Waldau favorisce infatti la creazione di un personaggio poliedrico e sfaccettato, sapientemente scisso tra crudeltà, umanità e totale indifferenza. L’attore, conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Jaime Lannister in Game of Thrones, si dimostra dunque capace di offrire una lodevole performance, lontana sia dal serial che l’ha reso famoso sia dal dimenticabile blockbuster mancato Gods of Egypt.

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La Fratellanza: trailer italiano del film con Nikolaj Coster-Waldau

Accanto al protagonista, interessante è anche il cast corale di co-protagonisti e figure secondarie. Se Emory Cohen (nel ruolo di Howie) e Lake Bell (che presta il volto alla moglie Kate) convincono grazie alle loro interpretazioni pacate e misurate, la breve apparizione di Holt McCalleny nelle vesti di The Beast colpisce per l’empietà che lo contraddistingue, rendendolo anche per poco una nemesi perfetta.

Curata nei dettagli è inoltre la regia dello sconosciuto Ric Roman Waugh, il quale si rivela la vera sorpresa del progetto. Realizzando inquadrature equilibrate e dalle istanze quasi pittoriche, il cineasta californiano ricorre infatti ad una messinscena coerente e a tratti autoriale, intrecciando le logiche del cinema commerciale con una spiccata sensibilità alla resa formale ed estetica. Sequenze come quelle ambientate nelle celle di isolamento en plein air o nella metropoli della ritrovata libertà comprovano proprio tale caratteristica, promuovendone a pieni voti l’ideatore.

Curata nei dettagli è la regia dello sconosciuto Ric Roman Waugh, il quale si rivela la vera sorpresa del progetto

Un difetto, comune a tutte le pellicole di questo genere più che a La Fratellanza in particolare, è naturalmente riscontrabile nella banalità della rappresentazione del sesso maschile. Se da un lato il personaggio di Jacob appare indubbiamente sfaccettato, dall’altro lui e le figure che gli gravitano accanto promuovano una concezione di mascolinità monocorde e superata, consona all’universo tradizionalmente hollywoodiano ma innegabilmente stantia e stereotipata.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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