sabato, Luglio 2, 2022
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La cena perfetta, recensione del film con Salvatore Esposito e Greta Scarano

La recensione de La cena perfetta, film di di Davide Minnella con Salvatore Esposito e Greta Scarano. In sala il 26, 27 e 28 aprile.

La cena perfetta è il film di Davide Minnella che porta, sul grande schermo, un curioso connubio di generi che ha spinto lo stesso regista a definirlo come una “commedia romantica gastro-crime” nata dalla creatività degli sceneggiatori Stefano Sardo (che firma anche il soggetto) insieme a Gianluca Bernardini e Giordana Mari in collaborazione con Salvatore Esposito (Gomorra), interprete del film che duetta (sia sullo schermo d’argento, che nella nostra videointervista) con la protagonista femminile Greta Scarano (la serie Speravo de morì prima); accanto a loro, ci sono anche Gianluca Colucci (Fru), Gianfranco Gallo e Antonella Attili. Il lungometraggio approderà nelle sale il 26, 27 e 28 aprile distribuito da Vision Distribution.

Carmine (Esposito) è un camorrista dal cuore buono spedito da Napoli a Roma per gestire un ristorante nel quale ricicla i soldi sporchi della malavita. Quando si scontra e poi ritrova a collaborare, all’improvviso, con Consuelo (Scarano), una scorbutica e talentuosa chef alla ricerca della perfezione, la sua vita inizia a cambiare radicalmente, proiettandolo in una spericolata scalata al successo. Ed ecco quindi che camorra, alta cucina e sentimenti finiranno per mischiarsi in una lotta senza quartiere contro critici severi e criminali pericolosi, mentre l’amore per il cibo (e il sogno di conquistare una stella Michelin) daranno ad entrambi una seconda possibilità e un’occasione di riscatto.

La cena perfetta è, letteralmente, un divertissement nel senso culinario del termine: piacevole e brillante nella messa in scena, riesce a trovare un perfetto equilibrio tra seducente rappresentazione gastronomica e trama emozionale, riuscendo a soddisfare tanto il piacere retinico dello spettatore quanto la sfera sentimentale, che trova nel film il rassicurante abbraccio di una storia a base di sogni, speranze e ambizioni capaci di plasmare il presente fino a cambiarlo. Ingredienti, quest’ultimi, che arricchiscono la complessa ricetta alla base di un prodotto che non intende rispettare i canoni – né i limiti – imposti da qualunque genere, spinto com’è dalla necessità di valicare quei confini creando un’unica narrazione fluida, in grado di reinterpretare molti topoi già avvistati innumerevoli volte sul grande schermo, correggendoli con gli elementi giusti per dar loro tutto un altro sapore.

Muovendosi tra il crime, la rom-com, il film a tema gastronomico e la commedia all’italiana (ma appena un pizzico), La cena perfetta trova il proprio punto di forza nella volontà di non delineare dei personaggi piatti e stereotipati, delle macchiette bidimensionali funzionali alla narrazione di una storia, quanto nella creazione di protagonisti complessi, sfaccettati, affascinanti per via dei chiaroscuri e delle contraddizioni che li definiscono e animano, creando immediatamente un transfert con lo spettatore.

Carmine, il personaggio interpretato da Esposito, si nutre della dolcezza e della sensibilità (soprattutto ai fornelli) che affondano le proprie radici nelle idiosincrasie del suo passato, tra drammi violenti, criminalità e tutto l’amore instillato dalla nonna attraverso ogni ricetta cucinata; lo stesso accade a Consuelo, nei cui panni si cala Greta Scarano: un ritratto di donna forte, ribelle e indipendente, costantemente in fuga dal ricordo ma perseguitata dallo spettro di un’ambizione mai pienamente soddisfatta.

Due persone, prima ancora che personaggi: due esseri umani, solitudini – e malinconie – affini che si incontrano al momento giusto e nel posto giusto, mettendo al reciproco servizio la benzina propulsiva dei propri sogni. E il tema della cucina, in apparenza totalizzante, si rivela in realtà solo un pretesto visivo – splendido e suggestivo – per riflettere su altro, soprattutto sul peso di un passato che influenza il nostro presente senza mai determinarlo, lasciando agli esseri umani il libero arbitrio e la capacità di scegliere il proprio destino.

Se, sul piano registico, le scene ambientate nella cucina (nate dalla collaborazione con la chef stellata Cristina Bowerman) conferiscono a La cena perfetta ritmo e “colore”, trascinando lo spettatore nel rutilante caos di odori, sapori e grida che si consumano dietro ai fornelli, è l’idealismo candido e romantico dei protagonisti ad affascinare; due ritratti moderni ed emblematici che incarnano un’intera generazione, schiacciata tra la volontà di guardare avanti e il peso di un passato – spesso ingombrante – che può rivelarsi utile, perché capace di determinare le scelte del presente.

Guarda il trailer ufficiale de La cena perfetta

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La cena perfetta è, letteralmente, un divertissement nel senso culinario del termine: piacevole e brillante nella messa in scena, riesce a trovare un perfetto equilibrio tra seducente rappresentazione gastronomica e trama emozionale, riuscendo a soddisfare tanto il piacere retinico dello spettatore quanto la sfera sentimentale, che trova nel film il rassicurante abbraccio di una storia a base di sogni, speranze e ambizioni capaci di plasmare il presente fino a cambiarlo.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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La cena perfetta, recensione del film con Salvatore Esposito e Greta ScaranoLa cena perfetta è, letteralmente, un divertissement nel senso culinario del termine: piacevole e brillante nella messa in scena, riesce a trovare un perfetto equilibrio tra seducente rappresentazione gastronomica e trama emozionale, riuscendo a soddisfare tanto il piacere retinico dello spettatore quanto la sfera sentimentale, che trova nel film il rassicurante abbraccio di una storia a base di sogni, speranze e ambizioni capaci di plasmare il presente fino a cambiarlo.