La Caduta dell’Impero Americano, recensione del film di Denys Arcand

scritto da: Carlotta Guido

La Caduta dell’Impero Americano (La chute de l’Empire Américain) rappresenta il terzo capitolo della trilogia ideata da Denys Arcand – preceduto da Il Declino dell’Impero Americano (1986) e Le Invasioni Barbariche (2003), quest’ultimo premiato con l’Oscar al miglior film straniero – sul tema del declino e della povertà intellettuale che ha pervaso la società contemporanea.

Il 36enne canadese Pierre-Paul (Alexandre Landry), facchino per una società di consegne a domicilio e con un dottorato in filosofia alle spalle, si ritrova coinvolto nel bel mezzo di una rapina. L’evento criminale mette in opposizione gli esponenti di due bande rivali e, nel mentre dell’operazione, Pierre-Paul si ritrova da solo con il bottino lasciato incustodito. Senza pensarci due volte, tralasciando tutte le etiche del caso, il ragazzo scappa via con le borse dal contenuto prezioso. Solo grazie a un ex malavitoso (Remy Girard, già protagonista de Le Invasioni Barbariche) riuscirà a raggirare il fisco e far trovare ai soldi una nuova sistemazione.

La Caduta dell’Impero Americano tenta, a volte riuscendosi altre volte no, di assumere la forma di compendio dei capitoli precedenti. Alternando ritmi e battute da commedia a momenti da thriller sino a forti commenti di denuncia sociale, il film si snoda tra l’approfondimento di tematiche personali e di concetti di levatura maggiore raggiungendo, a volte, toni un poco caotici. Per certi versi, il carattere del film sembra abbracciare quello del protagonista Pierre-Paul, interpretato egregiamente da Alexandre Landry (Love in the Time of Civil War, 2014), il quale incarna il balletto intellettuale tra etica ed ipocrisia che è poi ciò che affligge l’universo politico odierno.

Arcand non rinuncia anche per questa occasione alla sua tonalità satirica, la cui presenza dona quel valore aggiunto per il reale coinvolgimento dello spettatore nell’opera. La riflessione posta in questo lungometraggio coglie una delle questioni più antiche di sempre, cioè quanto il denaro possa influire sul posto del cittadino nella società. E, d’altro canto, quanto invece una grande conoscenza e un grande bagaglio intellettuale possano essere valutati diversamente rispetto al loro effettivo valore. Tuttavia, ciò che si evince in ultima battuta è che, per quanto denaro si possa guadagnare – o rubare -, tutta questa ricchezza si fa nulla senza ingegno, acume e prontezza di spirito.

La Caduta dell’Impero Americano (qui il trailer italiano ufficiale) si presenta come una forte critica all’oligopolio capitalista, come volontà di smascheramento di chi esercita il potere solo per grazia ricevuta e non per meriti effettivamente conclamati. Il film uscirà nelle sale il prossimo 24 aprile grazia alla distribuzione della Parthénos.

Guarda il trailer de La Caduta dell’Impero Americano

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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