domenica, Ottobre 2, 2022
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L’Incredibile Vita di Norman recensione del film con Richard Gere

È possibile riuscire ad aiutare ogni persona con cui si entra in contatto? È questo ciò che si chiede il protagonista de L’Incredibile Vita di Norman, nuovo film indipendente diretto da Joseph Cedar ed interpretato da Richard Gere. Norman Oppenheimer (Gere, appunto) è un umile newyorkese che, arrangiandosi a sopravvivere nella Grande Mela, è alla costante ricerca di nuove amicizie ed attenzioni. Dopo aver conosciuto il Primo Ministro di Israele Micha Eshel (Lior Ashkenazi), sembra tuttavia che la sua vita stia per cambiare, ma, come spesso accade, scoprirà sulla propria pelle che tutto ha un prezzo.

Nonostante l’ottimo cast di co-protagonisti e figure secondarie, L’Incredibile Vita di Norman è prima di ogni altra cosa un one man show, cucito alla perfezione sull’attore statunitense Richard Gere. Il divo, da sempre molto amato dal pubblico ma non altrettanto dalla critica, incarna un uomo modesto, spesso irritante ma indubbiamente di buon cuore, che, soprattutto nel finale, riuscirà a farsi voler bene da chi guarda.

L’Incredibile Vita di Norman è prima di ogni altra cosa un one man show, cucito alla perfezione sull’attore statunitense Richard Gere

Norman, contrariamente all’eroe tradizionale del cinema americano, è infatti una figura difficile e complessa, che ha rappresentato per l’artista un’insolita sfida, sorprendentemente vinta. Al contrario di quanto accade in molte sue interpretazioni precedenti, Gere riesce a giocare su un’espressività fluida ed efficiente nel trasmettere il turbinio emotivo che travolge il suo personaggio. Un interpretazione ottima, dunque, che potrebbe proiettare l’attore verso il suo primo, e per una volta meritato, Academy Award.

L'Incredibile Vita di Norman

L’Incredibile Vita di Norman recensione del film con Richard Gere

Oltre alla necessaria focalizzazione sul protagonista, L’Incredibile Vita di Norman poggia anche su una buona sceneggiatura che, pur apparendo a tratti lenta, alterna con coerenza dramma e commedia. La prima parte, puntellata da una piacevole colonna sonora, racconta con leggerezza la scalata al successo dell’anziano protagonista, aprendosi ad intrecci narrativi anche abbastanza complessi; la seconda parte, più coinvolgente dal punto di vista emotivo, coniuga invece un generale senso di tenerezza a sequenze più tragiche che, filtrate dallo sguardo di Norman, non appesantiscono comunque la visione.

La regia, curata come si è detto dall’israeliano Joseph Cedar, trasporta lo spettatore nella giungla urbana newyorkese. La città, composta da luci abbaglianti e strade infinite, diventa lo spazio proprio del pover uomo, il quale, in un eterno ritorno di vie sempre uguali, vaga alla ricerca di qualcosa che, oltre ad essere simbolico, è anche fisico. L’assenza di una casa – e perfino della sicurezza che Norman abbia una dimora – rende l’asettica metropoli il luogo deputato a costruire affetti, che però sembrano pronti a vacillare in ogni momento.

L’Incredibile Vita di Norman poggia anche su una buona sceneggiatura che, pur apparendo a tratti lenta, alterna con coerenza dramma e commedia

Il girovagare costante porta infine allo scontro/confronto con molteplici personalità, ben caratterizzate e ben interpretate. Sebbene il mattatore Richard Gere rubi completamente la scena, sorprendente è anche l’attore israeliano Lior Ashkenazi, che dipinge un Primo Ministro ambiguo, a tratti benevolo a tratti meschino, simbolo di una classe sociale superiore che accoglie gli estranei solo in caso di necessità. Affascinante è, in tal senso, la simbologia del loro primo e ultimo incontro, dove oggetti innocui come una scarpa e un cellulare si caricano di significati nascosti.

L'Incredibile Vita di Norman

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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