L’Angelo del Male – Brightburn, recensione dell’horror prodotto da James Gunn

scritto da: Carlotta Guido

L’Angelo del Male – Brightburn di David Yarovesky, conosciuto già per l’horror The Hive (2008), si pone come una risposta malvagia alla massa di supereroi che il cinema contemporaneo continua a proporci da molto tempo.

Tori (Elizabeth Banks) e Kyle Breyer (David Denman) cercano da molto tempo di avere un figlio ma questa richiesta sembra non realizzarsi mai. Finché non cade dal cielo – letteralmente – il piccolo Brandon (Jackson A. Dunn), portato sulla terra da una sorta di navicella spaziale. La diversità di Brandon rispetto ai suoi coetanei si manifesta presto e in modo duplice. In un primo momento il giovane verrà bullizzato dai suoi compagni, ma con l’avanzare del tempo sarà proprio Brandon a prendere la sua rivincita… molto brutalmente!

L’Angelo del Male – Brightburn, scritto da Brian e Mark Gunn, vuole essere la risposta malvagia a Superman, grazie alle similarità che intercorrono tra il personaggio di Brandon e quello del più famoso eroe mascherato. L’idea di partenza è di per sé efficace ma sfortunatamente, nel suo svolgersi, il film non riesce a creare quell’icona del male che sembrava promettere in prima battuta.

Difatti, le traiettorie del cinecomics e del genere horror non sembrano trovare una giusta commistione andando a prevalere ora l’una ora l’altra. Anche in questo caso il male si fa largo grazie ad un bambino, archetipo orrorifico portato al successo da Il presagio di Richard Donner (1976). La confusione tra i generi non riesce a far attecchire quell’iconicità necessaria alla creazione di un vero villain, di un personaggio cioè riconoscibile per i suoi feticci – maschera e costume, ad esempio – e per le sue potenzialità oltre le norme umane.

In L’Angelo del Male – Brightburn c’è sangue, c’è azione, c’è tensione, ma tutto questo sembra non bastare ad andare oltre ciò che scorre sullo schermo. La componente aliena – quella sorta di navicella spaziale tenuta nascosta dai genitori del vendicativo Brandon – delude nella creazione di un specifica malvagità, sembrando per certi versi posticcia e molto vintage. Il rapporto tra il protagonista e i suoi genitori adottivi, il quale sembra fare riferimento a degli estremi edipici, non è abbastanza approfondito. Per questo motivo il film sembra giungere a delle conclusioni affrettate e poco utili allo sviluppo del plot.

Pur lasciando la firma dopo ogni omicidio, al giovane Brandon resta ancora parecchia strada da percorrere per diventare un paradigma di cattiveria cinematografica degna di essere ricordata. Certo è che vedere sullo schermo un supereroe «cattivo» lascia sempre quel sentimento di spaesamento e di curiosità che solo il dark side riesce a comunicare. L’Angelo del Male – Brightburn (qui il trailer italiano ufficiale) proverà a spaventare gli spettatori dal prossimo 23 maggio distribuito da Sony Pictures e Warner Bros.

Guarda il trailer de L’Angelo del Male – Brightburn

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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