Klaus – I Segreti del Natale, recensione del primo film d’animazione targato Netflix

scritto da: Ludovica Ottaviani

Klaus – I Segreti del Natale è il titolo del primo, atteso, lungometraggio d’animazione targato Netflix: per la prima volta il celebre colosso dell’entertainment in streaming si prepara all’arrivo del Natale con un film “su misura” per famiglie, affidato alle sapienti mani di Sergio Pablos (co-creatore di Cattivissimo Me) e sceneggiato dallo stesso regista insieme a Zach Lewis e Jim Mahoney.

Pablos – e soci – portano tutta la loro esperienza nel mondo dell’animazione al servizio di questa novità assoluta che sarà disponibile, sulla piattaforma, a partire dal prossimo 15 Novembre, nel pieno quindi del periodo che precede l’avvento del Natale. Per un’occasione così speciale, Netflix ha schierato un ricco doppio cast di voci d’eccezione sia nella versione originale che in quella italiana: nella versione anglosassone, a prestare le loro voci ai personaggi principali sono Jason Schwartzman, JK Simmons, Norm MacDonald, Rashida Jones e Joan Cusack, “doppiati” in italiano da Marco Mengoni, Francesco Pannofino, Ambra Angiolini, Carla Signoris e Neri Marcorè.

Nel film Jesper, il peggior studente dell’Accademia delle Poste, viene spedito su un’isola ghiacciata, oltre il Circolo Polare Artico dove la gente del posto fatica a scambiare qualche parola e tanto meno lettere. Jesper sta per arrendersi quando trova un’alleata in Alva, un’insegnante del posto, e incontra Klaus, un misterioso falegname che vive da solo in una baita piena di giocattoli realizzati a mano. Queste improbabili amicizie sapranno riportare l’allegria a Smeerensburg ricreando anche una nuova tradizione fatta di generosità, magia e calze appese al camino con cura.

Klaus – I Segreti del Natale è un perfetto “esperimento” capace di conciliare tanto gli animi dei bambini quanto quelli degli adulti: in un periodo come quello natalizio che pullula di film – d’animazione e non, televisivi o cinematografici – incentrati sulla magia delle feste e sull’importanza dei buoni sentimenti, Pablos e soci riescono in qualche modo a smarcarsi dal trend generale aggirando il tranello dei grandi colossi (sempre in agguato), realizzando un prodotto originale e accogliente: accogliente, sì, proprio per la capacità di riscaldare trasversalmente i cuori di tutti gli spettatori – più o meno cresciuti – attraverso una storia che, invece di concentrarsi sulle conseguenze e sugli effetti del Natale, cerca di focalizzare la propria attenzione sulla genesi della mitologia della festa.

Così, abbandonato ogni riferimento alla cultura cristiana, il team creativo recupera leggende, miti e suggestioni direttamente dal profondo nord Europa; Klaus è un Babbo Natale inconsapevole, un boscaiolo âgée di un estremo villaggio sferzato dall’implacabile vento nordico che realizza giocattoli in legno per diletto. È l’astio che serpeggia tra la gente del posto, coinvolta in eterne faide tra clan, quanto le necessità strettamente egoistiche dei protagonisti Jesper e Alva – pronti a fuggire ad ogni costo dalla “prigione” ghiacciata di Smeerensburg – che lo metteranno sulla strada giusta per cambiare definitivamente la situazione, assecondando l’istinto nascosto sul fondo del proprio cuore spezzato.

Klaus – I Segreti del Natale è una fiaba classica ma dal sapore moderno, all’avanguardia, capace di strizzare un occhio a più di una generazione: questo stesso intento si riflette anche nella sua animazione, vivace e dinamica come i grandi classici animati degli anni 2000 ma in grado d’ispirarsi al tratto più “grottesco” del Tim Burton particolarmente ispirato de La Sposa Cadavere. Il regista, forte dell’esperienza maturata in ambito Disney (grazie a titoli come Il Gobbo di Notre Dame, Hercules e Tarzan), ha cercato di superare gli ostacoli presentati dalle tecniche tradizionali puntando soprattutto sul ruolo della luce, conferendo così al prodotto finale un allure artigianale, vintage, che richiama subito alla mente il rassicurante calore della tradizione.

E senza allontanarsi troppo dal cuore – e dalle radici – della vecchia Europa, Klaus – I Segreti del Natale equivale a una carezza al profumo di cannella e cioccolato: caldo, avvolgente ed emozionante, prende lo spettatore per mano portandolo in un dedalo di emozioni sempre più recondite, permettendo così ai più adulti di tornare bambini e ai più piccoli di poter continuare a sognare, credendo sempre nella magia dell’unica festa dell’anno che rende possibile l’impossibile.

Guarda il trailer ufficiale di Klaus – I Segreti del Natale

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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