venerdì, Aprile 16, 2021
HomeRecensioniJustice League, recensione del nuovo film dedicato ai supereroi DC

Justice League, recensione del nuovo film dedicato ai supereroi DC

La recensione di Justice League, nuovo lungometraggio DC interpretato da Ben Affleck, Gal Gadot e Henry Cavill. In sala dal 16 novembre.

Justice League, nuovo e attesissimo lungometraggio prodotto dalla Warner Bros., non è semplicemente un cinecomic come i suoi predecessori, ma rappresenta per la DC una vera scommessa. Dopo alcune pellicole poche riuscite – tra tutte, impossibile non citare Batman v Superman: Dawn of Justice – e l’inaspettatamente sorprendente Wonder Woman, la celebre azienda ha infatti deciso di giocare l’asso nella manica, realizzando un film corale dove i più celebri supereroi DC si uniscono per combattere un terribile villain.

La decisione degli studios, lontana dall’essere inattesa o innovativa, rappresenta un salto nel vuoto per un franchise che non è mai davvero decollato: se infatti la Marvel e i suoi Avengers poggiavano a loro tempo su presupposti migliori sia di pubblico che di critica, Justice League (qui il trailer) si trova invece a doversi sobbarcare l’ingrato compito di lanciare definitivamente una saga spesso vacillante e altalenante. Alla luce di queste premesse, una domanda deve pertanto essere posta: la scommessa è stata vinta? Sotto certi punti di vista, la risposta non può che essere affermativa.

L’umorismo, promosso principalmente dall’ottima caratterizzazione pensata per il personaggio di Flash (interpretato perfettamente dal versatile Ezra Miller), rinfresca il clima fin troppo teso dei lungometraggi precedenti. Nonostante già lo stand-alone dedicato all’amazzone Diana Prince fosse più spensierato e divertente, l’estrema serietà de L’Uomo d’Acciaio e del suo sequel/crossover con Batman è difficile da dimenticare, ma sembra essere qui intelligentemente stemperata.

Ottima è stata anche la decisione di riprendere un elemento vincente dell’avventura con Gal Gadot: il girl power. Ricorrendo ad uno dei pochi escamotage non ancora sfruttati dalla Marvel, il lungometraggio di Zack Snyder è stato infatti capace di dipingere una protagonista femminile forte e intrigante, capace di rubare la scena a tutte le sue controparti maschili. Wonder Woman, interpretata da un’adatta Gadot, si conferma pertanto come una delle più riuscite eroine del grande schermo, indubbiamente superiore alla marveliana Vedova Nera di Scarlett Johansson.

Le ambientazioni, molto più fumettistiche rispetto a quelle del MCU, convincono pienamente, soprattutto nelle peculiari differenze tra Gotham City e Metropolis. La prima, patria del solitario Batman (incarnato dal sempre poco convincente Ben Affleck), viene raffigurata con toni dark e fumosi che, anche nella scelta delle inquadrature, rievocano le vignette della carta stampata.

La seconda, legata anche alla campagna scintillante di Smallville, si tinge invece di colori più chiari e luminosi, che depurano e non appesantiscono la visione. Convincono anche le poche sequenze acquatiche, che vedono come assoluto mattatore Aquaman, i cui panni sono (s)vestiti da Jason Momoa. Il supereroe marino, più delle altre new entries, offre probabilmente lo spunto maggiormente interessante per lo stand-alone futuro, riuscendo ad incuriosire e ad instillare la voglia di scoprire le sue origini.

Ritornando all’iniziale quesito, sotto altri punti di vista la scommessa è stata irrimediabilmente persa. Grande difetto della pellicola è infatti la storia raccontata, innegabilmente troppo lunga e variegata per essere compressa in meno di due ore. Nonostante i personaggi siano caratterizzati egregiamente, la narrazione è infatti frettolosa e i vari eventi sembrano legati con poca continuità. In tal senso, numerosi iati temporali disturbano spesso la visione, restituendo un senso di instabilità che persiste per tutto il film.

Non particolarmente coivincente è inoltre lo scontro con il cattivo della situazione, ovvero Steppenwolf. Semplicemente abbozzato e nemmeno così temibile, il villain non rappresenta una vera e propria minaccia, tanto da essere ridotto a mero motore secondario delle vicende. Riprendendo l’instabilità tipica del micro-cosmo DC, Justice League è quindi una scommessa parzialmente vinta ma anche parzialmente persa, dato che mette in scena un ricco ensemble di personaggi interessanti e ben definiti che sono però costretti a muoversi in un contesto tristemente manchevole e lacunoso.

Guarda il trailer ufficiale di Justice League

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Riprendendo l’instabilità tipica del micro-cosmo DC, Justice League è quindi una scommessa parzialmente vinta ma anche parzialmente persa, dato che mette in scena un ricco ensemble di personaggi interessanti e ben definiti che sono però costretti a muoversi in un contesto tristemente manchevole e lacunoso.
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

- Advertisment -