mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Jukai La Foresta dei Suicidi recensione dell’horror con Natalie Dormer

Mentre la nuova stagione cinematografica statunitense dell’orrore è iniziata con il travolgente successo di IT, quella italiana sarà tra poco inaugurata da Jukai La Foresta dei Suicidi (qui il trailer italiano ufficiale), pellicola del 2016 diretta dall’esordiente Jason Zada. Il film ruota attorno a Sara Price (Natalie Dormer), una giovane ragazza americana decisa a trovare la gemella Jess (sempre la Dormer), scomparsa nel bosco di Aokigahara, località giapponese celebre per i numerosi suicidi.

Grazie all’aiuto del giornalista Aiden (Taylor Kinney) e della guida Michi (Yukiyoshi Ozawa), Sara si addentra speranzosa nell’immensa foresta, scoprendo tuttavia che uscirne non è altrettanto semplice. Nonostante sia pervaso da tocchi di folklore nipponico, Jukai La Foresta dei Suicidi è un tradizionale horror a stelle strisce, che cerca di coniugare insignificanti parentesi di terrore con un abbozzo di storia non particolarmente elaborato.

Jukai La Foresta dei Suicidi è un tradizionale horror a stelle strisce, che cerca di coniugare insignificanti parentesi di terrore con un abbozzo di storia non particolarmente elaborato

Prima di ogni altra cosa, la narrazione appare infatti inconsistente, incapace cioè di interessare realmente lo spettatore. Sebbene la coerenza causa-effetto sia mantenuta, le vicende appaiono fin troppo semplicistiche, escludendo un possibile coinvolgimento a causa di una marcata banalità di fondo.

Anche i colpi di scena – o presunti tali – non risultano mai davvero inaspettati, arrivando spesso durante i passaggi privi di tensione, sintomi di una generale mancanza di ritmo e dinamicità. La paura, emozione che qualsivoglia pellicola horror dovrebbe produrre, non viene naturalmente valorizzata in alcun modo.

jukai la foresta dei suicidi

Jukai La Foresta dei Suicidi recensione del horror con Natalie Dormer

Le sequenze di forte impatto sono circoscritte quasi esclusivamente alla seconda metà del film, non trovando tuttavia uno spazio privilegiato nemmeno in tale frangente. I conclusivi cinquanta minuti alternano infatti brevi intervalli di vaga angoscia con interminabili momenti di vuoto.

Piuttosto fiacchi sono inoltre i due protagonisti. Natalie Dormer, attrice celebre per Game of Thrones e Hunger Games, non convince pienamente né nel ruolo Sara né tantomeno in quello della gemella Jess, risultando spesso esagerata ed eccessivamente enfatica. Taylor Kinney, famoso più per essere stato il compagno di Lady Gaga che per altro, non caratterizza minimamente il suo personaggio, riducendolo a semplice controparte maschile della giovane donna.

Jason Zada non riesce a restituire le atmosfere gotiche e surreali del bosco che, riletto con uno sguardo marcatamente americanizzato, perde perfino l’impronta nipponica che gli dovrebbe essere propria

Affascinanti appaiono al contrario le atmosfere e le ambientazioni, non sfruttate pienamente da Jason Zada. Il cineasta, al suo esordio sul grande schermo dopo alcuni corti interattivi a tema horror, non riesce a restituire le atmosfere gotiche e surreali del bosco che, riletto con uno sguardo marcatamente americanizzato, perde perfino l’impronta nipponica che gli dovrebbe essere propria.

L’errore di Zada non è però nuovo per Hollywood che, già in passato, ha riletto con scarso successo questo ‘mare di alberi’ (in giapponese Jukai, da qui il titolo italiano): il ben più autoriale Gus Van Sant ha infatti ugualmente fallito quando nel 2015 diresse La Foresta dei Sogni, pellicola ambientata anch’essa in questi luoghi nascosti sulle pendici del Monte Fuji.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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