giovedì, Luglio 29, 2021
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Jolt, recensione dell’action comedy con Kate Beckinsale

La recensione del film Jolt, action comedy con protagonista Kate Beckinsale, diretta da Tanya Wexler. Dal 23 luglio su Amazon Prime Video.

Ci sono persone che si irritano facilmente; individui che, quando vedono agire con maleducazione e/o prepotenza, se la prendono, ma riescono comunque a mantenere il controllo. Si stringono i denti e non si lascia trasparire l’indignazione, cosa che invece magari esplode nel regno della fantasia (quanti pugni in faccia avete assestato al bullo di turno nei vostri sogni?). Probabilmente è capitato anche a voi qualche volta, magari chiedendovi cosa sarebbe potuto succedere senza l’intervento dei freni inibitori. Proprio da questa idea è partito lo sceneggiatore esordiente Scott Wascha per Jolt, action comedy disponibile su Amazon Prime Video dal 23 luglio.

Film di certo insolito per la regista Tanya Wexler, abituata a certa commedia al femminile (Hysteria), ma di sicuro non all’azione dura e pura. Genere con cui, senza alcun dubbio, è più identificata la protagonista di Jolt, Kate Beckinsale. L’attrice britannica ha infatti prestato il suo volto alla letale vampira Selene, eroina della saga action horror Underworld, in ben quattro pellicole (gli amanti di certo cinema d’azione tamarro, con il feticcio per gli spolverini neri di pelle, conosceranno sicuramente la serie).

Le vicende del film girano intorno a Lindy, ragazza che, sin dalla tenera età, ha seri problemi di controllo della rabbia. Una disfunzione neurologica – di natura fantascientifica – la porta a violenti scatti d’ira, donandole anche capacità sovrumane (forza e agilità sopra la media). Grazie all’aiuto del dottor Ivan Munchin (Stanley Tucci), Lindy cerca di tenere sotto controllo questi suoi impulsi, mediante anche l’utilizzo di uno speciale device. L’oggetto in questione le permette di bloccare i suoi istinti omicidi, tramite una scarica elettrica che percorre tutto il suo corpo. Nonostante questa trovata, la sua condizione la porta a condurre una vita solitaria, senza legami affettivi, almeno fino all’incontro con Justin (Jai Courtney), un bravo ragazzo che riesce a non innescare la sua rabbia. Purtroppo, dopo una notte di passione, Justin viene ritrovato morto nel suo appartamento; toccherà a Lindy indagare sull’accaduto e usare le sue doti per reclamare vendetta.

Jolt, come avrete potuto intuire anche dalla sinossi, è un action che sa anche di origin story da cinecomics; una pellicola che si colloca tra Black Widow e John Wick (film, quest’ultimo, di cui scimmiotta anche la fotografia). Peccato che non abbia nessuna delle qualità dei due film succitati, portando in scena – in una confezione da direct-to-video – una delle vicende meno interessanti della storia del cinema d’azione.

Cliché che sembrano usciti dal peggiore action anni ’90 – una ragazzina hacker, incontrata per caso sul retro di un negozio di elettronica, è utilizzata come grosso deus ex machina per far trovare alla nostra uno dei cattivoni -, sequenze d’azione anonime e un pessimo lato comedy sono gli ingredienti di questo mix letale (sì, più letale della sua incazzosa protagonista). Ciliegina sulla torta, un cast di contorno, di tutto rispetto, che definire sottoutilizzato sarebbe un eufemismo: Bobby Cannavale e Laverne Cox sono la coppia “good cop/bad cop” più stereotipata di sempre, mentre Tucci si ritrova coinvolto in dialoghi ironici sul membro maschile (Stanley, non ti eri già umiliato abbastanza in Transformers?).

Jolt è un disastro che si protrae per un’ora e mezza, tra scazzottate poco ispirate e battute tristi, fino ad un colpo di scena finale telefonatissimo. Un film che ha anche l’ardire di aprire ad un seguito; ulteriore sintomo di come oggi spesso si sia già proiettati alla costruzione di saghe, senza nemmeno preoccuparsi di realizzare un solido primo capitolo.

Guarda il trailer ufficiale di Jolt

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Con un lato action insipido e una comicità spesso terribile, Jolt è un film evitabile. Una storia piena di cliché, con niente di interessante da dire. Nemmeno il buon cast di comprimari, qui vergognosamente sottoutilizzati, riesce minimamente a risollevarlo.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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