lunedì, Maggio 23, 2022
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Io e Lulù, recensione del road movie di e con Channing Tatum

La recensione di Io e Lulù, road movie a tema canino interpretato e diretto da Channing Tatum. Al cinema dal 12 maggio.

Nonostante la sua fama da classico belloccio di Hollywood, protagonista di pellicole romantiche come Dear John e La memoria del cuore, Channing Tatum (visto di recente in The Lost City) ha in realtà avuto una carriera molto diversificata (la commedia demenziale 21 Jump Street, il drammatico Foxcatcher – Una storia americana, la collaborazione con Tarantino in The Hateful Eight). Un percorso variegato confermato dal suo ultimo film: Io e Lulù, dal 12 maggio in sala. Un ruolo, in un certo senso, sempre romantico, dove Tatum condivide dolci momenti con la sua co-star, ma con una grossa differenza: la suddetta co-protagonista, questa volta, è un’intrattabile cane da pastore belga.

Tatum interpreta e co-dirige, insieme allo storico collaboratore Reid Carolin (produttore di diverse pellicole con l’attore, come Magic Mike e La truffa dei Logan), un film personale, ispirato al documentario della HBO War Dog: A Soldier’s Best Friend, prodotto sempre dai due nel 2017. In questa drammatizzazione del soggetto, Tatum interpreta Jackson Briggs, un ranger dell’esercito che, dopo essere stato messo da parte a causa di una lesione cerebrale, vorrebbe ritornare in azione. Per tornare nelle grazie del suo comandante, accetta il compito di portare Lulù, cane dell’esercito che ha prestato sevizio in Afghanistan, al funerale del suo defunto padrone (Eric Urbiztondo), soldato caduto in azione. Un viaggio di 1500 miglia, su una vecchia Bronco dell’84, insieme ad un animale traumatizzato dalle sue esperienze di guerra.

Io e Lulù riprende la classica struttura del road movie, dove, attraverso varie disavventure, i due protagonisti si avvicineranno sempre più l’uno all’altro. La sceneggiatura, dalla natura fortemente episodica, cerca un difficile equilibrio tra dramma sociale e commedia sopra le righe, accumulando situazioni assurde e personaggi eccentrici: Briggs che cerca di fare sesso a tre con una coppia di stravaganti ragazze new age (Emmy Raver-Lampman, Nicole LaLiberte); Briggs fatto prigioniero da un paranoico coltivatore di marijuana che abita nei boschi (Kevin Nash), con tanto di moglie sensitiva al seguito (Jane Adams); Briggs che finge di essere cieco per scroccare una stanza in un albergo di lusso. Sono solo alcuni dei bizzarri episodi proposti che fanno perdere, in parte, di credibilità alla storia, depotenziandone il lato drammatico.

Un problema che viene mitigato dallo charme dei due protagonisti (in realtà sarebbe più corretto dire quattro, visto che la spalla di Channing Tatum è stata interpretata da tre diversi attori canini). Una pellicola che conferma il carisma dell’attore di Magic Mike e la sua capacità di muoversi tra toni comici e drammatici. Il risultato è una sorta di versione canina de L’ultima corvè, classico diretto da Hal Ashby. Come il film del ’73, Io e Lulù adotta uno sguardo ampiamente rispettoso della realtà militare, riuscendo allo stesso tempo ad essere a tratti irriverente.

Io e Lulù è un film capace di regalare una prospettiva commovente sulle sofferenze, sia fisiche che emotive, dei veterani. Briggs, un personaggio di base non amante dei cani, arriverà a stringere un rapporto profondo con Lulù, quando si renderà conto di condividere con l’animale gli stessi traumi. Un messaggio trasmesso in modo efficace e delicato, nonostante qualche momento sopra le righe di troppo.

Guarda il trailer ufficiale di Io e Lulù

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Io e Lulù è un road movie che parla, in modo sia rispettoso che irriverente, della realtà dei veterani americani, cercando un difficile equilibrio tra comicità e dramma. Alcuni episodi eccessivamente sopra le righe, che rischiano di compromettere il lato drammatico del film, sono mitigati dall'innegabile charme di Channing Tatum e della sua spalla canina. Una pellicola che riesce a trasmettere il suo messaggio in modo efficace e delicato.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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