HomeRecensioniImmaculate - La prescelta, recensione dell'horror con Sydney Sweeney

Immaculate – La prescelta, recensione dell’horror con Sydney Sweeney

Sydney Sweeney è protagonista della pellicola horror diretta da Michael Mohan. Immaculate - La prescelta è al cinema dall'11 luglio.

Sydney Sweeney è una delle star under 30 più calde del momento. Un’ascesa alla ribalta partita da importanti ruoli televisivi, come Euphoria e The White Lotus, per poi arrivare al successo sul grande schermo (i lauti incassi della commedia romantica Tutti tranne te, diventata la pellicola basata su un’opera di William Shakespeare – il film è infatti liberamente tratto da “Molto rumore per nulla” – che ha incassato di più nella storia del cinema). Nemmeno il recente scivolone di Madame Web, altro fallimento dell’universo supereroistico di Sony, sembrerebbe aver intaccato la fama di cui sta godendo la giovane attrice di Spokane. Un momentum confermato dalla buona performance al box office di Immaculate – La prescelta, pellicola horror finalmente in arrivo anche nelle nostre sale a partire dall’11 luglio.

La storia di Immaculate – La prescelta inizia all’incirca dieci anni fa, con la sceneggiatura del quasi esordiente Andrew Lobel (i suoi crediti su IMDb, tutt’oggi, comprendono solo un paio di cortometraggi). Dopo anni di development hell, è stata la stessa Sweeney ad impegnarsi in prima persona, anche in veste di produttrice, affinché il film vedesse finalmente la luce. Approcciato il frequente collaboratore Michael Mohan, che aveva già diretto l’attrice in Everything Sucks! e The Voyeurs, le riprese del film si sono svolte principalmente in Italia, tra Roma e Frascati (la location di Villa Parisi, usata come setting per il convento, era già stata l’ambientazione dei cult di Mario Bava Il rosso segno della follia e Reazione a catena). Il cast della pellicola infatti è popolato da volti noti del nostro cinema, come Benedetta Porcaroli (vista recentemente in Enea di Pietro Castellitto), Dora Romano (che interpreta il ruolo di suora anche in Omen – L’origine del Presagio) e Simona Tabasco, reduce dal successo internazionale della seconda stagione di The White Lotus.

Una pellicola dall’atmosfera allucinata

La giovane novizia Cecilia (naturalmente Sweeney) viaggia dall’America a Roma per prendere i voti e servire nel convento di Nostra Signora dei Dolori, struttura isolata con la funzione di ospizio per le anziane sorelle morenti. Catapultata in una realtà completamente aliena e a tratti ostile, la ragazza inizia ad essere tormentata da strani incubi notturni, popolati da inquietanti figure incappucciate. La sorpresa arriva quando si scopre che la giovane suora è rimasta incinta senza aver mai avuto un rapporto sessuale. Una miracolosa immacolata concezione che sembrerebbe nascondere un oscuro e spaventoso segreto. E se tutte le persone che girano intorno al convento, dal cordiale padre Tedeschi (Álvaro Morte, il Professore de La casa di carta) all’austero cardinale Merola (Giorgio Colangeli), fossero coinvolte in un misterioso complotto?

La forza di Immaculate – La prescelta non risiede di sicuro nella sua originalità. Come intuibile dalla breve sinossi proposta, il film prede ispirazione da classiche pellicole dell’orrore come Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York di Roman Polanski, con una trama che ricorda da vicino anche il recentissimo e succitato Omen – L’origine del Presagio (per essere totalmente onesti, in patria uscito due settimane dopo la produzione con Sydney Sweeney). Ma la regia di Mohan riesce a conferire al film un’efficace e costante senso d’oppressione, al limite del soffocante, capace di far sentire lo spettatore intrappolato nel lugubre e mortifero convento insieme alla sua inerme protagonista. Una pellicola in grado anche di catturare, in alcuni frangenti, l’atmosfera allucinata propria del capolavoro di Polanski, dove la realtà è sempre più indistinguibile dall’incubo.

Tra suggestioni interessanti e scelte discutibili

Ma Immaculate – La prescelta accumula anche suggestioni provenienti da altri sottogeneri dell’horror. Per esempio, la sequenza in cui la nostra Cecilia viene agghindata e celebrata come la nuova Madonna, pur mettendo in scena un’iconografia tipicamente cristiana, dà una sensazione di inquietudine e straniamento non dissimile da quella provocata dai riti pagani di certi folk horror (il cult The Wicker Man, ma anche il classico contemporaneo Midsommar – Il villaggio dei dannati). L’elemento della strana gravidanza, con effetti indesiderati e preoccupanti sul corpo della madre, rientra invece nel campo del body horror. Ma una delle maggiori influenze di Immaculate è sicuramente il brutale horror francese del nuovo millennio (Alta tensione, Martyrs), di cui incorpora, soprattutto nell’ultima parte, l’elemento survival (impossibile non pensare a Inside – À l’intérieur, pellicola dove una donna incinta deve sopravvivere a una pericolosa assalitrice).

Tutti elementi indubbiamente interessanti, e più o meno riusciti, che purtroppo non riescono a salvare completamente il film da alcune scelte di sceneggiatura discutibili. Oltre a qualche momento involontariamente comico (il carabiniere che all’inizio, vedendo la giovane novizia, esclama “Che spreco! Hai visto quanto è bella?!”), Immaculate sceglie di intraprendere una svolta degna dei peggiori film di serie B degli anni ’70 e ’80. Un colpo di scena magari inaspettato e un po’ diverso dal solito – anche se i più scafati potrebbero intuirlo abbastanza presto -, ma che rischia di suscitare più di una risata tra il pubblico in sala. Difetto che, sommato alla trama e all’atmosfera fortemente derivative, porta a una mezza bocciatura del film diretto da Mohan. Peccato, perché si vede tutta la dedizione di Sweeney al progetto, a cui regala una performance davvero convincente.

Guarda il trailer ufficiale di Immaculate – La prescelta

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Torna l'horror delle gravidanze soprannaturali indesiderate con Immaculate – La prescelta, pellicola capace di regalare un'allucinata atmosfera da incubo simile a quella del capostipite Rosemary's Baby – Nastro rosso a New York. Se la trama fortemente derivativa è valorizzata da una regia efficace, capace di far immedesimare lo spettatore nella sua inerme protagonista, lo stesso non si può dire della svolta intrapresa dal film nel suo terzo atto. Un colpo di scena degno delle peggiori produzioni di serie B degli anni '70 e '80, che rischia di suscitare ilarità involontaria. Peccato, perché la protagonista Sydney Sweeney, anche produttrice, regala un'interpretazione davvero convincente.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

Torna l'horror delle gravidanze soprannaturali indesiderate con Immaculate – La prescelta, pellicola capace di regalare un'allucinata atmosfera da incubo simile a quella del capostipite Rosemary's Baby – Nastro rosso a New York. Se la trama fortemente derivativa è valorizzata da una regia efficace, capace di far immedesimare lo spettatore nella sua inerme protagonista, lo stesso non si può dire della svolta intrapresa dal film nel suo terzo atto. Un colpo di scena degno delle peggiori produzioni di serie B degli anni '70 e '80, che rischia di suscitare ilarità involontaria. Peccato, perché la protagonista Sydney Sweeney, anche produttrice, regala un'interpretazione davvero convincente.Immaculate - La prescelta, recensione dell'horror con Sydney Sweeney