lunedì, Agosto 8, 2022
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I’m Your Woman, recensione del film con Rachel Brosnahan

La recensione del film I'm Your Woman con protagonista Rachel Brosnahan. Disponibile in streaming su Amazon Prime Video dall'11 dicembre.

I’m Your Woman è il titolo del thriller diretto da Julia Hart che vede protagonista – in un inedito ruolo drammatico – l’attrice Rachel Brosnahan, consacrata nell’immaginario collettivo del grande pubblico dalla sua interpretazione della fantastica Mrs. Maisel protagonista dell’omonima serie Amazon Prime Video (e che prossimamente vedremo nella spy story L’Ombra delle Spie accanto a Benedict Cumberbatch).

E sempre su Amazon Prime approda anche il thriller della Hart, che sarà disponibile per lo streaming a partire dal prossimo 11 dicembre con tutta la sua sovversiva carica femminista e glam, grazie all’impeccabile ricostruzione estetica – e visiva – degli Stati Uniti degli anni ’70, una nazione al bivio tra emancipazione, lotte per i diritti civili e il retaggio di una tradizione culturale arcaica.

Il thriller vede protagonista Jean (Brosnahan), una giovane casalinga e neo mamma, sposata con un criminale. Quando il marito tradisce i suoi complici, la donna è costretta a scappare perché si ritrova improvvisamente in pericolo; del resto, si rende conto di non essere mai stata da sola e di non avere lo spirito giusto per affrontare questo tipo di situazione. Ma grazie anche all’aiuto di Cal (Arinzé Kene) e Teri (Marsha Stephanie Blake), con i quali stringerà un’alleanza, Jean scoprirà in se stessa delle risorse del tutto inaspettate che le permetteranno di proteggere il suo bambino e di prendere, finalmente, il controllo della propria vita.

I’m Your Woman è un ritratto inedito e anticonvenzionale di una delle tante sfumature dell’universo femminile. Quello mostrato sullo schermo è un femminino complesso che Julia Hart analizza attraverso la lente del genere, del thriller, permettendo così di alzare la posta in gioco (emotiva) dei personaggi, ponendoli davanti a bivi complessi, a scelte drastiche che sfociano in pericolose circostanze, le cui conseguenze finiscono per dipendere direttamente dalle scelte compiute.

Quando lo spettatore incontra Jean, la protagonista, è una donna irrealizzata all’inizio del suo (anti) viaggio dell’eroe; ma questa volta la posta in palio non è il percorso stesso, la conquista, l’oggetto del desiderio – come spesso accade per i personaggi maschili – bensì la realizzazione di sé, il vero scopo che la moderna eroina femminile deve raggiungere nei film post #MeToo. Jean è incastrata in una vita che non le appartiene e che le ha tolto perfino la capacità di sognare e di evadere da quell’insolita prigione dorata; ma saranno proprio le conseguenze delle scelte scellerate compiute da suo marito – un efferato criminale – a sconvolgere il suo set up emotivo, mescolando le carte in tavola e spingendola a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Da “pupa” del boss a madre: quel bambino che le piomba all’improvviso nell’esistenza e che deve proteggere ad ogni costo è una manna dal cielo, capace di incarnare le infinite possibilità del cambiamento nonostante gli ostacoli che si incontrano.

I’m Your Woman è un thriller: lo dimostra l’ambientazione glam e la perfetta ricostruzione degli anni ‘70, l’atmosfera che si respira inquietante e criminale, la tensione che aleggia tra le parole, i silenzi e gli improvvisi scoppi di violenza. Ma l’interesse della Hart sembra andare oltre, incentrato piuttosto sul difficile compito di scavare nei segreti di una donna, nei sentimenti che prova ma che spesso vengono repressi per paura mentre si assiste alla lunga lotta per l’emancipazione che è iniziata a serpeggiare proprio a partire da quel decennio, dai ‘70 portatori sani di fondamentali rivoluzioni civili.

Eppure, nonostante le premesse di partenza e l’ottima resa anche sul piano registico, capace di mescolare il linguaggio dell’action thriller e del dramma, I’m Your Woman soffre il peso di un ritmo rarefatto, figlio di un montaggio più adatto ai canoni televisivi che a quelli cinematografici. In qualche modo il contemporaneo approdo dei prodotti audiovisivi direttamente sul mercato on demand sembra risentire del medium utilizzato – (soprattutto) la televisione – adattandosi a modalità più consone ad una serialità lunga e completa, nella quale i concetti aristotelici di spazio e tempo seguono un iter diverso rispetto alla fruizione del pubblico.

Nel caso di I’m Your Woman lo spettatore corre il rischio di ritrovarsi davanti una storia di formazione tutta declinata al femminile, un complesso viaggio nell’universo “donna” la cui dirompente portata d’intrattenimento è inficiata però da un andamento lento e ridondante, arricchito da quei dettagli che di solito si trasformano in gemme sulla corona della moderna serialità.

Guarda il trailer ufficiale di I’m Your Woman

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Nonostante le premesse di partenza e l'ottima resa anche sul piano registico, capace di mescolare il linguaggio dell’action thriller e del dramma, I'm Your Woman soffre il peso di un ritmo rarefatto, figlio di un montaggio più adatto ai canoni televisivi che a quelli cinematografici.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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