lunedì, Agosto 8, 2022
HomeRecensioniIl Suo Ultimo Desiderio, recensione del film con Anne Hathaway

Il Suo Ultimo Desiderio, recensione del film con Anne Hathaway

La recensione del film Il Suo Ultimo Desiderio di Dee Rees, con Anne Hathaway e Ben Affleck. Dal 21 febbraio disponibile su Netflix.

Nessuno è perfetto, neppure Netflix. Memori dei successi prodotti e distribuiti nell’ultimo anno e mezzo, dall’ultimo The Irishman di Martin Scorsese all’acclamato Roma di Alfonso Cuarón, il nuovo film della regista Dee Rees, Il Suo Ultimo Desiderio, ci racconta di come non tutto ciò che germoglia sotto le fronde creativo-protettive del colosso statunitense dello streaming crescendo assume le sembianze di una pianta rigogliosa.

Già regista del dimenticale Mudbound, la Reeves questa volta sceglie di trasporre l’omonimo romanzo di Joan Didion (in Italia edito da Il Saggiatore), e dirige un thriller, ambientato nei primi anni ’80, sicuramente ambizioso, ma che perde di mordente (specie per quanto riguarda la critica nei confronti della politica estera statunitense, insita nel romanzo) nel passaggio dalla pagina scritta al cinema.

L’intaprendente reporter americana Elena McMahon (Anne Hathaway) è costretta ad abbandonare il lavoro di una vita (dedicato alla crisi in El Salvador) a causa delle pressioni del governo degli Stati Uniti al suo giornale. “Reciclatasi” cronista al seguito della campagna elettorale che avrebbe visto il trionfo di Ronald Reagan (al suo secondo mandato), la giornalista si trova coinvolta in un affare illecito a causa del padre (Willem Defoe), ed è costretta a partire per il Centro America con un carico di armi da vendere ad alcuni miliziani non meglio identificati.

Arrivata sul posto, però, si trova invischiata in un mistero che cattura la sua attenzione e la porterà ad intraprendere anche un ambiguo rapporto con la CIA e uno dei suoi agenti più qualificati, Treat Morrison (Ben Affleck). Ma potrà fidarsi dell’agente, oppure no? E sopratutto, il governo americano è davvero immischiato nel contrabbando di armi?

Il Suo Ultimo Desiderio è un thriller con al centro una storia di spionaggio, e propone un impianto narrativo in linea con certo cinema degli anni ’70 (sulla falsariga de I giorni de condor di Sidney Pollack, solo per fare un esempio), e si basa su un topoi tipico del cinema di Alfred Hitchcock: un personaggio (in questo caso Elena) che, senza volerlo, si trova invischiato in una situazione ben più grande di lui, che non riesce a dominare e che, alla fine, non potrà che travolgerlo.

Nonostante l’ottimo romanzo di partenza e le premesse, il film però risulta essere una trasposizione non solo monocorde nel ritmo, ma estremamente confusionaria da un punto di vista narrativo, e questo a causa di una sceneggiatura (firmata dalla Rees con l’esordiente Marco Villalobos) che non riesce mai a “mettere ordine” alle multiple piste narrative presenti già nel racconto della Didion. Le disavventure della protagonista, inframmezzate da qualche colpo di scena telefonato, si incartano su se stesse e i personaggi anziché avere uno spessore proprio divengono praticamente dei burattini nelle mani della regista.

Per tale motivo, ad essere soprattutto penalizzati sono gli attori. Se la Hathaway, nonostante il personaggio di Elena non sia tratteggiato in modo indimenticabile, ha comunque occasione di poter sfoggiare la sua bravura (riuscire a dare quantomeno una “parvenza di spessore” al personaggio non dev’essere stato comunque semplice), e questo sopratutto per il tempo scenico che ha disposizione (in fin dei conti è la protagonista), diverso è invece il caso di Ben Affleck, “imprigionato” nei panni di un agente federale che appare e scompare e che risulta essere, da un punto di vista narrativo, davvero troppo strumentale.

Guarda il trailer ufficiale de Il Suo Ultimo Desiderio

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Nonostante l’ottimo romanzo di partenza e le premesse, Il suo ultimo desiderio risulta essere una trasposizione non solo monocorde nel ritmo, ma estremamente confusionaria da un punto di vista narrativo, e questo a causa di una sceneggiatura che non riesce mai a “mettere ordine” alle multiple piste narrative presenti già nel racconto della Didion. Le disavventure della protagonista, inframmezzate da qualche colpo di scena telefonato, si incartano su se stesse e i personaggi anziché avere uno spessore proprio divengono praticamente dei burattini nelle mani della regista.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Il Suo Ultimo Desiderio, recensione del film con Anne HathawayNonostante l’ottimo romanzo di partenza e le premesse, Il suo ultimo desiderio risulta essere una trasposizione non solo monocorde nel ritmo, ma estremamente confusionaria da un punto di vista narrativo, e questo a causa di una sceneggiatura che non riesce mai a “mettere ordine” alle multiple piste narrative presenti già nel racconto della Didion. Le disavventure della protagonista, inframmezzate da qualche colpo di scena telefonato, si incartano su se stesse e i personaggi anziché avere uno spessore proprio divengono praticamente dei burattini nelle mani della regista.