Il Signor Diavolo, recensione del nuovo film di Pupi Avati

scritto da: Carlotta Guido

Pupi Avati torna dopo anni di assenza al cinema con l’horror Il Signor Diavolo in cui i fasti del gotico padano si uniscono a una riflessione più moderna sul concetto di malvagità. Il film sarà nelle sale a partire dal prossimo 22 agosto grazie alla 01 Distribution e alla produzione di Duea Film in collaborazione con Rai Cinema.

Carlo (Filippo Franchini) e Paolino sono due ragazzi che condividono tutto tra le Calli di Venezia, dall’essere chierichetti all’andare a scuola insieme. Il loro sodalizio verrà scardinato dall’arrivo di Emilio (Lorenzo Salvatori), un giovane dalle fattezze inquietanti che sembra voler dividere a tutti i costi i due amici. Paolino e Carlo scoprono ben presto che Emilio, da bambino, si dice abbia ucciso, sbranandola, la sua sorellina.

Carlo, quasi contro il suo volere, riesce a uccidere Emilio e per questo è condannato d’omicidio. La vicenda è narrata a partire dal 1952 quando l’ispettore del Ministero Furio Momentè (Gabriele Lo Giudice) è inviato nei luoghi del misfatto per svelare cosa sia realmente accaduto….

Pupi Avati non manca nemmeno questa volta di ambientare le proprie storie in luoghi vasti e atemporali, quali sono le distese d’acqua e terra nei dintorni della Laguna Veneta. Anche in questo caso il ruolo protagonista sembra in gioco tra gli ambienti e la vita popolare che si sviluppa intorno a essi, in un continuo rimando al passato e alla fanciullezza.

La riflessione sul Male proposta ne Il Signor Diavolo si fregia di un discorso socio-culturale molto profondo, a volte messo in sordina rispetto alla necessità di spaventare e suggestionare, capacità che in realtà non viene meno nel complesso del lungometraggio.

Il Signor Diavolo è il nome che il parroco della Chiesa – luogo deputato agli insegnamenti di vita – dà al Male per eccellenza, donandogli un’aura quasi reverenziale senza svelare, quindi, le modalità di manifestazione e di opposizione a questa forza apparentemente irriducibile.

Il giovanissimo protagonista Filippo Franchini riesce a portare avanti un compito non facile, quello cioè di indirizzare il giudizio dello spettatore verso un determinato pensiero, anche se è proprio nell’esprimere ambiguità che il suo Carlo esprime tutto se stesso.

Il Signor Diavolo non è soltanto il ritorno sulle scene di uno dei cantori italiani dell’horror maggiormente conosciuti e apprezzati, ma anche un’attenta riesamina di ciò che ad oggi può davvero significare “fare del Male”, scomodando forze che in realtà sono molto più terrene di quanto si possa immaginare.

Guarda il trailer ufficiale de Il Signor Diavolo

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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