martedì, Agosto 9, 2022
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Il Ritorno di Mary Poppins, recensione del film di Rob Marshall con Emily Blunt

Il prossimo 20 dicembre si torna ufficialmente al numero 17 di Viale dei Ciliegi. Dopo oltre 50 anni, la bambinaia più famosa di tutti i tempi arriva nuovamente sul grande schermo grazie a Il Ritorno di Mary Poppins, sequel del classico Mary Poppins uscito nel 1964, che fece conquistare alla sua monumentale protagonista, Julie Andrews, il Premio Oscar come migliore attrice protagonista.

Adattamento del romanzo del 1935 dal titolo “Mary Poppins ritorna”, scritto da P.L. Travers (la cui vita, insieme ai segreti dietro la realizzazione del film basato sulla storia dell’iconica tata, ha ispirato la pellicola Saving Mr. Banks, uscita nel 2013), Il Ritorno di Mary Poppins è diretto da Rob Marshall, regista avvezzo  al musical (suoi Chicago e Nine) che aveva già collaborato con la Disney per la trasposizione di Into the Woods nel 2014.

Sono trascorsi 20 anni dagli eventi del primo film: siamo a Londra, nel pieno della Grande Depressione. Jane e Michael Banks sono ormai adulti. Michael sta cercando di superare la recente morte della moglie e di tenere unita la famiglia con l’aiuto della sorella Jane. Un giorno il signor Wilkins, il direttore della banca di Londra (la stessa in cui Michael ha trovato un impiego temporaneo), avvia le procedure per il pignoramento della casa di famiglia dei Banks, gettando i due fratelli nella disperazione più totale.

Fortunatamente, il vento è destinato a cambiare! Mary Poppins torna nelle vite dei due fratelli, senza essere invecchiata di un giorno, accompagnando i figli di Michael – cresciuti troppo in fretta a causa delle responsabilità da adulti che gravano sulle loro spalle – in una serie di bizzarre avventure arricchite da incontri con personaggi stravaganti, riuscendo anche grazie all’aiuto del lampionario Jack, un suo amico di vecchia data, a riportare gioia, armonia e serenità tra i membri della famiglia Banks.

Sono diversi gli elementi che contribuiscono a rendere Il Ritorno di Mary Poppins un sequel più che riuscito: senza stravolgere i toni e le atmosfere del classico originale, Rob Marshall ci regala un nuovo entusiasmante capitolo delle avventure della tata “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”, omaggiando le logiche narrative e strutturali che hanno reso il capolavoro del 1964 una delle commedie musicali più amate della storia.

Il Ritorno di Mary Poppins è un grande spettacolo cinematografico, rassicurante nella forma e nei contenuti, che racconta ancora una volta dell’importanza dei legami familiari e del potere dell’immaginazione: nonostante le reticenze iniziali, i Banks sanno nel profondo del loro cuore di aver bisogno dell’aiuto della tata dalla borsa prodigiosa, che arriva con il vento e che fa cose molto, molto strane, pronta a stravolgere la vita di vecchie e nuove generazioni con la sua inconfondibile perfezione e il suo intramontabile ottimismo.

Ambientata in una Londra degli anni ’30 tanto affascinante quanto misteriosa e piena di insidie, la pellicola gioca parecchio sull’effetto nostalgia riproponendo momenti e situazioni che non possono non riportare alla memoria il film originale: ciononostante, la storia porta con sé un nuovo messaggio di speranza e conforto che, attraverso l’edulcorazione ormai tipica della mastodontica produzione disneyana, riesce a fare breccia nel cuore dello spettatore in maniera autentica, senza rovinare il ricordo e le emozioni legate al musical degli anni ’60.

Le canzoni della pellicola – opera di Marc Shaiman e Scott Wittman – sono certamente meno incisive ed orecchiabili di quelle firmate per il predecessore dai fratelli Sherman insieme a Irwin Kostal, ma risultano comunque funzionali alla comprensione della storia e dei suoi numerosi personaggi, interpretati da un magnifico cast di attori già abituati a sfodere le loro doti canore.

Meryl Streep lascia il segno anche se appare in scena una volta sola, protagonista di una delle sequenze musicali più divertenti; Lin-Manuel Miranda si conferma la spalla perfetta, brioso e carismatico senza mai esagerare; Emily Blunt dimostra ancora una volta le sue incredibili qualità di attrice versatile, offrendo un’interpretazione a dir poco eccellente, in grando di reggere il confronto con la memorabile Mary della Andrews. A loro si aggiungono gli adorabili Emily Mortimer e Ben Wishaw (nei panni degli adulti Jane e Michael) e i preziosissimi camei di un Dick Van Dyke in grande spolvero e di un’altra celebre attrice (non sveliamo quale) che sarà una gioia vedere nel film.

È innegabile quanto i momenti musicali – soprattutto quelli che, con enorme sorpresa, ricorrono all’animazione tradizionale – mirino a restituire l’innocente meraviglia del classico scolpito nella memoria collettiva. Lo stesso nobile intento viene perseguito dalla storia e, in generale, dalla messa in scena: è quasi impossibile rintracciare un legame con la narrativa contemporanea in questa nuova avventura dedicata a Mary Poppins, che fa suoi gli elementi chiave di un cinema senza tempo e di una teatralità tipica dei grandi spettacoli di Broadway.

Rob Marshall si è approcciato all’universo di Mary Poppins nell’unico modo possibile: con un grande rispetto per il materiale originario, pronto a farne rivere l’anima più autentica in un tripudio scoppiettante di colori, note musicali e immagini suggestive, senza ricercare l’ammodernamento a tutti i costi. Il Ritorno di Mary Poppins (qui il trailer italiano ufficiale) ci invita a sospendere per poco più di due ore la nostra incredulità per godere a pieno di un’avventura magica ed emozionante, ricordandoci che il mondo è pieno di meraviglia, nonostante lo scorrere del tempo e l’avanzare dell’età possano essere d’intralcio ai sogni e al nutrimento della fantasia.

Guarda il trailer de Il Ritorno di Mary Poppins

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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