giovedì, Ottobre 6, 2022
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Il Mio Godard recensione del film con Louis Garrel

Il Mio Godard, titolo originale Le Redoutable, è un film che ogni appassionato di cinema, o presunto tale, dovrebbe assolutamente andare a vedere. Il regista Michel Hazanavicius confeziona un prodotto che è cinema elevato al cinema, non solo per la storia che narra (di per sé già molto interessante), ma soprattutto per il modo in cui lo fa.

Qual è il limite che separa il cinema d’intrattenimento, o la sua forma industriale, da quello impegnato politicamente e socialmente? Il cinema può essere veramente libero o alcune delle sue strutture devono per forza essere seguite senza discutere? Qual è la barriera che separa il cineasta artista dal cineasta ingranaggio del cinema industriale?

Hazanavicius confeziona un prodotto che è cinema elevato al cinema, non solo per la storia che narra (di per sé già molto interessante), ma soprattutto per il modo in cui lo fa

Queste e molte altre domande sono state sicuramente affrontate da uno dei maestri del cinema più importanti di sempre e tra i maggiori esponenti della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard, soprattutto nel passaggio al gruppo Dziga Vertov, avvenuto durante i moti del ’68.

Il regista premio Oscar per The Artist, Michel Hazanavicius, si concentra solamente su questo periodo di crisi dell’artista, basandosi in parte sul libro Un an après (Un Anno Cruciale) di Anne Wiazemsky, la compianta ex moglie di Godard, che visse insieme a lui quella fase di grande cambiamento. A dare corpo al famoso cineasta, ci pensa il bellissimo e bravissimo Louis Garrel (The Dreamers, Mal di Pietre).

il mio godard

Il Mio Godard recensione del film con Louis Garrel

I movimenti del Maggio del ’68 in Francia, portano il regista Jean-Luc Godard a rinnegare le proprie opere precedenti ed a trasformare il proprio modo di fare cinema. Questo suo idealismo però, porta grossi sconvolgimenti soprattutto nella sua vita matrimoniale.

Il Mio Godard non è, e non vuole essere assolutamente, un biopic sull’omonimo autore. Ancora, Il Mio Godard non è nemmeno un film che racconta accademicamente il passaggio del regista al gruppo Dziga Vertov. Il Mio Godard è un film d’amore, che racconta di un uomo che non sa amare in maniera giusta, perché non riesce ad amare se stesso.

Il Mio Godard è un film d’amore, che racconta di un uomo che non sa amare in maniera giusta, perché non riesce ad amare se stesso

Una storia d’amore che rende omaggio all’autore del titolo, non con il cosa, ma con il come. Non si tratta però di mero tecnicismo applicato in modo freddo e teorico; Hazanavicius applica in maniera semantica, e anche con una certa ironia, un gran numero di codici linguistici cinematografici. Il risultato è da pelle d’oca. Straordinari Louis Garrel e Stacy Martin: i due protagonisti si fondono con la pellicola, i loro corpi sono asserviti al film in maniera simbiotica.

Il Mio Godard (qui il resoconto della presentazione del film a Roma) è un film che ha il suo cuore nel ’68 e in quell’energia giovanile e rivoluzionaria, che oggi sembra essere andata perduta. La grande capacità di Hazanavicius è proprio quella di asservire questa carica, confezionando un film che è una straordinaria dichiarazione d’amore per il cinema e la sua capacità comunicativa.

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Redazione
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