sabato, Ottobre 1, 2022
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Il Mio Capolavoro, recensione del film di Gastón Duprat

Il Mio Capolavoro (Mi obra maestra) di Gastón Duprat è un’opera spassosa, dal ritmo teatrale e cinematografico allo stesso tempo, su una truffa e una grande amicizia. Duprat pone sullo schermo due uomini, così antitetici da completarsi inevitabilmente, alla perenne ricerca della felicità al pari di due moderni Vladimiro ed Estragone.

Nella caotica e imprevedibile Buenos Aires, Arturo (Guillermo Francella) è un gallerista, dai modi eleganti, attento osservatore della realtà, mentre Renzo (Luis Brandoni) è un pittore controcorrente e talentuoso, ormai alla deriva. Per uno scherzo del destino Renzo rimane vittima di un incidente, ma la sua fama e il suo prestigio post-mortem faranno rinascere a nuova vita entrambi i protagonisti.

Il Mio Capolavoro si presenta come una commedia dai ritmi ben congeniati che trovano la loro forza nella perfetta alchimia tra i due attori protagonisti, Guillermo Francella e Luis Brandoni. Impeccabili nel centellinare battute taglienti e nell’affrontare situazioni al limite dell’assurdo, i due interpreti conducono il film ad un livello molto umano e verosimile. Per questo motivo, il film reagisce spesso con toni quasi teatrali che donano all’intera operazione cinematografica un respiro diverso e profondamente originale.

Il lungometraggio di Duprat è altresì una riflessione sul significato dell’arte intesa anche come mercato e come manipolazione, poiché la soluzione alla quale approdano i due interpreti principali – senza voler anticipare troppo – è in grado di porre la riflessione dello spettatore sul valore dell’espressione artistica stessa.

L’altro grande “personaggio” de Il Mio Capolavoro è l’Argentina: in primis nella sua massima espressione, la città di Buenos Aires, nelle sue declinazioni chiassose e irriverenti; in secondo luogo con l’immensità dei suoi paesaggi andini. Tutto questo è reso possibile anche grazie ai toni caldi della fotografia firmata da Rodrigo Pulpeiro che colora i paesaggi montani come fosse la tela di un pittore.

Da un punto di vista drammaturgico, la riflessione si colora quindi di una vena satirica sulla società argentina contemporanea e sul paese stesso, in special modo nei battibecchi tra Renzo e il giovane e – troppo – utopista Alex (Raùl Arévalo).

Il Mio Capolavoro invita lo spettatore a confrontarsi su concetti molto complessi, come la sottile linea che intercorre tra onestà e scorrettezza. In questo modo la pellicola è in grado di mettere in crisi le ragioni a cui si era soliti appellarsi se posti davanti a una situazione simile a quella proposta dal film.

Il Mio Capolavoro è una piccola elucubrazione filosofica sul destino di due uomini che, con la loro amicizia, sono riusciti a volgere in loro favore anche la morte. Il film, prodotto da Arco Libre, Televisiòn Abierta e Mediapro, sarà nelle sale dal prossimo 24 gennaio grazie a Movies Inspired.

Guarda il trailer ufficiale de Il Mio Capolavoro

Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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