mercoledì, Agosto 10, 2022
HomeRecensioniIl Giardino Segreto, recensione del film con Colin Firth

Il Giardino Segreto, recensione del film con Colin Firth

La recensione del film Il Giardino Segreto con protagonista Colin Firth. Disponibile in streaming su Amazon Prime Video dal 10 dicembre.

Il Giardino Segreto (The Secret Garden) è il nuovo adattamento, firmato da Marc Munden, del classico per ragazzi pubblicato dalla scrittrice anglo-americana Frances Hodgson Burnett nel 1911. Dopo ben quattro trasposizioni – a partire dal 1919 – di cui l’ultima uscita nelle sale nel 1993 (per la regia di Agnieszka Holland), questa nuova versione torna sul grande schermo con un cast di giovanissimi capitanati da due grandi conoscenze del cinema britannico: Colin Firth (che vedremo presto nel drammatico Supernova) e Julie Walters. Il film, a causa dell’emergenza da Covid-19, non approderà nelle sale italiane ma direttamente in streaming su Amazon Prime Video a partire dal 10 dicembre.

Protagonista de Il Giardino Segreto è la piccola Mary Lennox (Dixie Egerickx), una bambina di nove anni che, orfana di entrambi i genitori, viene affidata a uno zio. Si trasferisce così dall’India in pieno tumulto del 1947 in Inghilterra, nella tenuta gestita dal nobile gobbo lord Archibald Craven (Firth) che vive in un tetro castello sperduto nella brughiera. Qui Mary è convinta di avvertire delle presenze singhiozzanti nella notte: ma questo è solo il primo dei molti segreti che cela la proprietà, incluso un insospettabile giardino tenuto nascosto da sguardi indiscreti…

Gotico, suggestivo e tipicamente inglese: Il Giardino Segreto dipinto da Munden è un affresco dickensiano, dove le atmosfere della migliore letteratura britannica ottocentesca si trasformano in immagini in movimento a misura di adolescente, ma senza dimenticare di solleticare l’immaginario assopito del pubblico più adulto. Il grande classico della letteratura britannica, il cui adattamento più recente risale agli anni ’90, perde quell’aura di rassicurante patina commerciale colorandosi di sfumature oscure e sinistre, di ombre che aleggiano tra la brughiera avvolta dalla nebbia e di silenzi oscuri che serpeggiano tra i lunghi corridoi della tenuta al centro della storia.

Per un adattamento così inglese, ovviamente Munden ha scomodato due attori fuori classe dell’isola di Sua Maestà: Julie Walters e Colin Firth i quali – nonostante lo spazio marginale dedicato all’approfondimento psicologico dei loro personaggi – infondono credibilità e fascino ad una produzione il cui scopo è anche quello di raccontare le ombre dell’adolescenza e i suoi traumi silenziosi, interpretati attraverso i comportamenti capricciosi e contraddittori della giovane Mary; comportamenti causati dalle ferite tragiche del suo passato e che la ragazzina abbandonerà presto, addentrandosi progressivamente nei misteri e nei segreti celati dalla famiglia Craven.

I fantasmi che sembrano abitare la tenuta e che turbano le notti – già insonni – di Mary si susseguono ai frammenti caotici del suo recente passato in India, nelle lontane colonie britanniche; protagonisti di questi ricordi sono i suoi genitori e soprattutto sua madre, figura distante, altera e contraddittoria che ha segnato la sua percezione dell’età infantile in modo traumatico. Lo sguardo meccanico della macchina da presa si aggira tra corridoi cupi che sembrano fuoriuscire da un incubo di Guillermo Del Toro, in una versione più edulcorata di Crimson Peak; ma i turbamenti dell’infanzia restano comunque legati alle atmosfere degli horror spagnoli, alla cupa claustrofobia che comporta la crescita con tutti i suoi cambiamenti, muovendosi in quel limbo oscuro tra vita, morte e cambiamento che precede l’ingresso ufficiale nel mondo degli adulti.

Con questa nuova versione de Il Giardino Segreto, il regista riesce a donare nuova linfa vitale all’immaginario tradizionale del racconto di formazione; le suggestioni gotiche delle sorelle Brontë – con i loro capolavori, da Jane Eyre a Cime Tempestose – incontrano il vivido ritratto di un eden immaginario e perduto nel quale rivive il mito del “buon selvaggio” di Rousseau; un luogo incontaminato e primigenio lontano dall’oscurità del quotidiano, un luogo nel quale poter ricominciare una nuova esistenza illuminata da una selvaggia purezza contaminata da un alone di magia.

Guarda il trailer ufficiale de Il Giardino Segreto

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Gotico, suggestivo e tipicamente inglese: Il Giardino Segreto dipinto da Munden è un affresco dickensiano, dove le atmosfere della migliore letteratura britannica ottocentesca si trasformano in immagini in movimento a misura di adolescente, ma senza dimenticare di solleticare l'immaginario assopito del pubblico più adulto.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Il Giardino Segreto, recensione del film con Colin FirthGotico, suggestivo e tipicamente inglese: Il Giardino Segreto dipinto da Munden è un affresco dickensiano, dove le atmosfere della migliore letteratura britannica ottocentesca si trasformano in immagini in movimento a misura di adolescente, ma senza dimenticare di solleticare l'immaginario assopito del pubblico più adulto.