martedì, Marzo 28, 2023
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Il faraone, il selvaggio e la principessa, recensione del film d’animazione di Michel Ocelot

La recensione de Il faraone, il selvaggio e la principessa, il nuovo film d'animazione di Michel Ocelot, presentato come evento speciale alla 20esima edizione di Alice nella Città.

Si presenta come una vera e propria riflessione sull’enunciazione della narrazione il nuovo lungometraggio animato Il faraone, il selvaggio e la principessa di Michel Ocelot, conosciuto al grande pubblico grazie a classici del genere quali Kirikù e la strega Karabà (1998) e Azur e Asmar (2006). Questa nuova opera del maestro dell’animazione francese è stata presentata come Evento Speciale alla 20^ edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, arrivata quest’anno alla sua 17^ edizione (in programma dal 13 al 23 ottobre).

Ancora una volta il pubblico si trova davanti a mondi e terre lontane a prima vista, ma al contempo molto più prossime di quanto si creda. Nell’Antico Egitto, Tanwekamani combatte per il proprio titolo e il proprio amore arrivando a conquistare entrambi. In una Francia medievale, il figlio del re si rifugia nella macchia per portare aiuto e soccorso ai propri sudditi. Nella Turchia dl 18^ secolo, invece, un principe povero ma abilissimo nell’arte delle frittelle riesce a liberare la bella principessa rinchiusa nel suo castello. Il tutto seguito da un folto pubblico – quasi un “platea ideale” di ascoltatori – che segue le vicende grazie alla voce di una narratrice.

Il faraone, il selvaggio e la principessa unisce i tempi della favola e del racconto, idealizzandone temi e forme di messa in scena. Se da un lato la storia del Faraone rispetta l’iconografia inconfondibile dei bassorilievi egizi, quella disposizione di profilo così riconoscibile, dall’altra quella del medioevo francese si muove con figurini riferibili al teatro delle ombre, intrattenimento popolare che nel Settecento prese proprio il nome di “Ombre francesi”. Un animazione “a tutto tondo”, invece, per la terza e ultima storia, quella effettivamente più vicina ai giorni nostri, in cui si abbandonando i ritagli della seconda dimensione per abbracciarne una più “verosimile”.

Un manifesto più che una semplice storia

Un’opera così pensata, costruita e articolata presenta purtroppo un particolare a suo sfavore, ovvero quella di sembrare troppo un manifesto e poco una semplice storia. La pluralità degli interventi non aiuta a focalizzarsi sui numerosi particolari che ogni storia propone: si rimane sicuramente affascinati da ogni narrazione, ma con quell’attesa di “qualcosa in più”. Un personaggio in più da conoscere, una sottotrama da indovinare, un villain da sconfiggere… Insomma, quel tocco in più che non arriva mai.

Se è vero, come introdotto dalla narratrice, che le storie sono molteplici e chi racconta una sola storia sembra quasi perdere l’essenza stessa del narrare, forse quello su cui ci si dovrebbe soffermare è proprio il medium del racconto, in questo caso specifico il cinema. Pur avendo quest’ultimo – banalmente – un occhio solo, in ogni sua manifestazione, tende a soffermarsi su un evento in particolare e sappiamo ormai dopo secoli che il racconto per capitoli ha i suoi detrattori ed estimatori.

Il faraone, il selvaggio e la principessa di Michel Ocelot rimane comunque un film importante nel percorso dell’animazione contemporanea, proprio in virtù di questa capacità riflessiva sui propri mezzi e le proprie narrazioni.

Guarda il trailer de Il faraone, il selvaggio e la principessa

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il faraone, il selvaggio e la principessa di Michel Ocelot, per quanto sembri troppo un manifesto e poco una semplicemente storia, rimane comunque un film importante nel percorso dell’animazione contemporanea, proprio in virtù di questa capacità riflessiva sui propri mezzi e le proprie narrazioni.
Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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Il faraone, il selvaggio e la principessa di Michel Ocelot, per quanto sembri troppo un manifesto e poco una semplicemente storia, rimane comunque un film importante nel percorso dell’animazione contemporanea, proprio in virtù di questa capacità riflessiva sui propri mezzi e le proprie narrazioni.Il faraone, il selvaggio e la principessa, recensione del film d'animazione di Michel Ocelot