Il Cardellino, recensione del film con Ansel Elgort e Nicole Kidman

scritto da: Stefano Terracina

Sarebbe dovuto arrivare nelle sale italiane lo scorso ottobre, ma sfortunatamente Il Cardellino, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto nel 2013 da Donna Tartt (grazie al quale la scrittrice statunitense ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa), ha dovuto “accontentarsi” di una distribuzione in digitale. Colpa delle recensioni negative che il film ha ricevuto in seguito all’anteprima mondiale al Toronto Film Festival? Colpa dello scarso successo ottenuto al box office americano? Non lo sapremo mai!

Eppure, l’ultima fatica del regista irlandese John Crowley (noto soprattutto per Brooklyn con Saoirse Ronan) non è assolutamente quel disastro che gli americani hanno descritto senza ricorrere a mezzi termini, per quanto non si possa al tempo stesso parlare di un lavoro pienamente riuscito. Crowley si è indubbiamente fatto carico di un’impresa a dir poco titanica, dal momento che l’opera originale della Tartt conta quasi 900 pagine: provare dunque a trasporre sul grande schermo la corposità di un romanzo estremamente stratificato, ricco di personaggi e situazioni, deve essere stata un’esperienza tutt’altro che facile.

Il Cardellino racconta la storia di Theodore “Theo” Decker, che aveva soltanto 13 anni quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art. La tragedia cambiò il corso della sua vita per sempre: il romanzo ripercorre la commovente odissea di Theo, un viaggio fatto di dolore e colpevolezza, ma anche di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Crowley e lo sceneggiatore Peter Straughan ne estrapolano le tematiche più profonde – il valore della bellezza e del perdono, ma anche l’importanza della verità – e cercano di (ri)trasmetterle allo spettatore attraverso una regia elegante (supportata dalla meravigliosa fotografia di quel genio che risponde al nome di Roger Deakins, ancora una volta capace di creare immagini di rarefatta bellezza) e una narrazione pomposa (forse anche troppo!) che si muove con fluidità tra passato e presente.

Le pregevoli interpretazioni del cast – tra cui spiccano Ansel Elgort e, per ovvie ragioni, la sempre radiosa Nicole Kidman, senza dimenticare alcuni comprimari d’eccellenza come Jeffrey Wright, Sarah Paulson e il giovane ma estremamente talentuoso Finn Wolfhard – contribuiscono a rendere ancora più vivida la bellezza formale che permea l’intera opera, nonostante l’ambizioso adattamento pecchi di alcune lacune strutturali che lo rendono – soprattutto nella seconda parte, quando il dramma assume sempre più i contorni sfumati del thriller – meno coeso, accentuatamente prolisso e decisamente sconclusionato.

Così, nonostante la maestria del comparto tecnico e la bravura di un cast di prim’ordine, l’adattamento de Il Cardellino sembra improvvisamente dimenticarsi del vero motore immobile dell’azione – ossia Theo, un giovane uomo tormentato al centro di una drammatica epopea tanto dolorosa quanto commovente -, lasciando che i due diversi periodi temporali, quindi le due anime della storia (l’infanzia e l’età adulta, il passato e il presente, chi eravamo e chi siamo), diventino inspiegabilmente inconciliabili. Al pari di Brooklyn, John Crowley avrebbe potuto regalare al pubblico una nuova bellissima storia, intima e travolgente: purtroppo, l’incapacità di catturare davvero l’essenza emotiva della storia partorita dalla mente della Tartt non gli ha permesso di realizzare un film che, al pari delle pagine scritte, riuscisse a restare fortemente impresso nella memoria collettiva.

Il Cardellino è distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

Guarda il trailer ufficiale de Il Cardellino

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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