domenica, Ottobre 2, 2022
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Hunter Killer – Caccia negli Abissi, recensione dell’action con Gerard Butler

Hunter Killer – accompagnato dal sottotitolo italiano Caccia negli Abissi – è il titolo del film action tratto dal romanzo “Firing Poin”t, scritto a quattro mani da George Wallace e Don Keith e adattato per il grande schermo dagli sceneggiatori Arne L. Schmidt e Jamie Moss.

Alla regia c’è Donovan Marsh, che orchestra il nutrito cast composto da Gerard Butler, Gary Oldman, Common, Linda Cardellini, Toby Stephens e Michael Nyqvist, interprete della trilogia originale di Uomini Che Odiano le Donne, scomparso prima dell’uscita del film.

Il lungometraggio trasporta lo spettatore direttamente nelle profondità del Mar Glaciale Artico, dove Joe Glass (Butler), capitano di un sottomarino americano – “hunter killer” – destinato alle pericolose missioni di salvataggio, è alla ricerca di un altro sottomarino statunitense in pericolo; scopre così che un segreto colpo di stato ordito dai russi stessi contro il proprio presidente è alle porte, minacciando di distruggere l’ordine mondiale.

Con il suo equipaggio e l’intera nazione a rischio, il capitano Glass cerca di mettere insieme e coordinare una squadra speciale di Navy Seals per tentare di salvare il presidente russo tenuto in ostaggio, infiltrandosi contemporaneamente nelle acque nemiche per sventare lo spettro di una terza guerra mondiale.

Hunter Killer – Caccia negli Abissi (qui il trailer italiano ufficiale) recupera moduli, schemi e tensioni comuni a un certo cinema – di genere – anni ’90, aggiornandoli però alle dinamiche da guerra fredda contemporanee: niente più contrapposizioni manichee tra buoni e cattivi, nel mondo odierno il pericolo proviene spesso dall’interno, così come le contraddizioni che possono condurre verso decisioni e scelte sbagliate.

In uno scenario tipicamente anni ’90, nel pieno dell’onda post reaganiana, gli sceneggiatori avrebbero cercato di aderire a schemi tradizionali della narrazione: l’eroe avrebbe salvato il proprio mondo dalla minaccia del nemico, ovviamente esterno e cattivo (fino al midollo). Ma nell’epoca del 3.0, nell’incertezza geo-politica che attanaglia lo scacchiere mondiale, gli eroi sono capaci di sventare la minaccia senza prendersi troppo sul serio; i russi, acerrimi nemici degli americani, finiscono per collaborare con quest’ultimi per salvaguardare la pace e il Presidente degli USA è una donna.

Nel periodo dove l’ingerenza del politicamente corretto è fin troppo ingombrante, l’unica certezza rimasta è legata alla tensione e all’adrenalina che solo un sottomarino può restituire: anch’esso sottogenere in voga soprattutto alla fine degli anni ’80 e nel pieno dei ’90, trova in Hunter Killer – Caccia negli Abissi uno sviluppo interessante e in linea con il gusto contemporaneo.

La guerra tra le parti in causa si combatte da qualche parte in fondo all’oceano, ma la linea narrativa privilegiata dagli sceneggiatori si allontana dal clima claustrofobico tipico del sottomarino, aprendosi piuttosto alla multifunzionalità della narrazione che si snoda su più piani; diverse storie si intersecano – senza mai incontrarsi – nell’arco di 121 minuti; ma man mano che ci si avvicina al finale i fili della storia vengono tirati, e ogni pezzo del caotico mosaico architettato da Marsh ritrova un senso ma soprattutto una risposta coerente, non lontana dagli standard tipici del cinema americano più mainstream.

“Polifonica”, incalzante e ricca di tensione, la battaglia navale (e sottomarina) orchestrata in Hunter Killer – Caccia negli Abissi mantiene comunque un sapore vintage da grande cinema commerciale d’una trentina d’anni fa, pur aggiornandosi con i moderni cambiamenti in atto; e in uno scenario dove il confine tra buoni e cattivi è sfumato e labile, l’intrattenimento per il pubblico è sempre assicurato.

Guarda il trailer ufficiale di Hunter Killer

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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