sabato, Novembre 27, 2021
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Home Sweet Home Alone, recensione del reboot di Mamma, ho perso l’aereo

La recensione di Home Sweet Home Alone, il reboot di Mamma, ho perso l'aereo diretto da Dan Mazer. Dal 12 novembre su Disney+.

I 20th Century Studios arrivano con il loro primo film dedicato allo streaming attraverso un reboot della scuderia Disney+: Home Sweet Home Alone, il sesto film della famigerata serie anni ’90 di Home Alone (in italiano Mamma, ho perso l’aereo), diretto da Dan Mazer (già sceneggiatore per Borat e Bruno con Sacha Baron Cohen). Il film sarà disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal 12 novembre e vede tra gli interpreti il giovanissimo Archie Yates (JoJo Rabbit, 2019) nei panni di Max Mencer ed Ellie Kemper (Unbreakable Kimmy Schmidt, 2015) in quelli dell’improbabile ladra Pam Fritzovski.

Anche in Home Sweet Home Alone le premesse sono quelle che conosciamo da trent’anni: il piccolo Max (Archie Yates) è lasciato a casa da solo dalla sua famiglia per una fatale distrazione, proprio durante le festività natalizie. Il caso vuole che, proprio in casa sua, sia custodita una bambola dall’inestimabile valore che attrae le attenzioni dei due improvvisatissimi ladri Pam (Ellie Kemper) e Jeff Fritzovski (Rob Delaney). Se in un primo momento lo stare a casa da solo sembra portare solo beneficio all’esuberante Max, arriverà ben presto il momento della malinconia nei confronti del suo numeroso parentado, ma soprattutto la necessità di tirare fuori gli artigli per difendersi dall’attacco dei due goffi intrusi.

Home Sweet Home Alone si presenta come un delizioso intrattenimento al sapor di Natale ma, purtroppo, senza lo smalto e la verve necessari per rendere un film del genere apprezzabile da tutti i componenti di una ipotetica famiglia di spettatori. Disney ci mette lo zampino – le penne di questo film sono infatti Mikey Day e Streeter Seidell, grandi collaboratori dello studio, che hanno scritto la sceneggiatura basandosi sul soggetto dello storico John Huges, autore dei film degli anni ’90 con protagonista Macaulay Culkin – e tutto diviene più edulcorato, più buono, più giustificato.

Difatti Max, nella buona interpretazione di Archie Yates, è un bimbo dall’atteggiamento sveglio e alleniano con le sue risposte acute e graffianti, Pam e Jeff rubano quasi per “un buon motivo” e nessuno sembra adirarsi per una casa lasciata in fin di vita dopo lo scontro bambino/adulti. Intelligente la messa in scena del gap storico-culturale tra il passato e il presente, capace di mettere in luce un mondo a suo agio nel vivere senza telefono fisso e che utilizza i mattoncini Lego come arma impropria ma efficace.

Bisogna dire che Home Sweet Home Alone detiene le caratteristiche di un film più – senza voler abusare il significato del termine – inclusivo, attento alle necessità odierne, e da questo punto di vista si può dire che abbia colto nel segno. Sicuramente colpirà la maggioranza degli spettatori per i suoi raccordi con il classico “originale”, ma questo servirà per lasciare una traccia indelebile del suo passaggio? Sarà il caso allora di inforcare il peggior maglione natalizio e procedere alla visione con uno sguardo rinnovato dal trascorrere del tempo.

Guarda il trailer ufficiale di Home Sweet Home Alone

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Home Sweet Home Alone si presenta come un delizioso intrattenimento al sapor di Natale ma, purtroppo, senza lo smalto e la verve necessari per rendere un film del genere apprezzabile da tutti i componenti di una ipotetica famiglia di spettatori.
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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