martedì, Agosto 9, 2022
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Halloween, recensione del film di David Gordon Green con Jamie Lee Curtis

La recensione di Halloween, nuovo capitolo della celebre saga horror presentato a RomaFF13, in arrivo nelle sale italiane dal 25 ottobre.

A quarant’anni di distanza dall’uscita del primo indimenticabile e insostituibile capitolo della saga, diretto dal maestro John Carpenter e considerato ancora oggi il capofila del genere slasher, arriva nella Selezione Ufficiale della 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma – e nelle sale italiane dal 25 ottobre – Halloween, undicesimo capitolo co-sceneggiato e diretto da David Gordon Green (regista di Strafumati e Stronger – Io sono più forte).

Undicesimo capitolo secondo il canone ufficiale, ma sequel diretto – sotto ogni punto di vista – del capolavoro realizzato da Carpenter: il nuovo Halloween, infatti, ignora completamente quanto accaduto nei dieci predecenti episodi usciti tra il 1981 e il 2009 (incluse le pellicole realizzate da Rob Zombie), collegandosi direttamente agli efferati omicidi compiuti da Michael Myers ad Haddonfield, la notte delle streghe del 1978.

Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) è sopravvissuta alla follia omicida del “killer delle babysitter” avvenuta quattro decenni prima. La giovane e indifesa studentessa ha ormai lasciato il posto a una donna nel pieno della maturità, profondamente segnata da quella tragica carneficina (e per questo in perenne conflitto con la sua instabile famiglia), perseguitata dall’ombra di quell’uomo mascherato che continua a darle la caccia. Quando Michael evade di prigione e torna ad Haddonfield per vendicarsi, Laurie si prepara al tanto atteso scontro finale.

John Carpenter – questa volta coinvolto in qualità di produttore esecutivo e di consulente creativo – si avvale della preziosa collaborazione del produttore Jason Blum (Paranormal Activity, Scappa – Get Out), re mida dell’horror contemporaneo: il risulto è un film nuovo di zecca (emblematica – in questo senso – è la zucca che si ricompone durante i titoli di testa) che cerca di percorrere i nuovi esaltanti binari della cinematografica dell’orrore, pur omaggiando la pietra miliare partorita dalla mente di Carpenter e della sceneggiatrice Debra Hill, professando più o meno esplicitamente il bisogno di un ritorno alle origini.

È ancora la notte di Halloween: Michael Myers e Laurie Strode sono invecchiati, ma entrambi hanno ancora bisogno di pareggiare i conti, seppur da due prospettive diametralmente opposte. David Gordon Green dimostra di aver appreso tanto dagli insegnamenti lasciati da John Carpeter con il film del ’78, ma è innegabile che i tempi e il pubblico siano cambiati: la messa in scena è molto più espressiva e funzionale, così come più espliciti e truculenti diventano gli omicidi, che risultano comunque ben congeniati, orchestrati da un ottimo livello di crudeltà e spietatezza, e dalle terrificanti note del tema originale della saga (che lo stesso Carpenter arricchisce senza snaturare).

La sceneggiatura scritta a quattro mani da Green insieme all’attore e sceneggiatore Danny McBride si affida ad una rassicurante linearità, prediligendo i dialoghi nella parte iniziale e solo in un secondo momento l’azione vera e propria. Così il nuovo Halloween (qui il trailer italiano ufficiale) si prende i suoi tempi non solo per spiegare allo spettatore cosa sia accaduto al sempre più disturbato Michael in tutti questi anni, ma anche – e soprattutto – per scandagliare l’animo tormentato di Laurie e i danni irreparabili che l’incontro con il famigerato uomo nero avvenuto quarant’anni prima ha avuto sulla sua vita e sui suoi affetti più cari.

In questo senso, Jamie Lee Curtis offre il miglior ritratto possibile dell’iconico personaggio interpretato ben cinque volte sullo schermo: oggi Laurie è una madre e una nonna, ma sopratutto una donna che, a causa del trauma subito, si è trasformata in un’indomabile combattente; una sopravvissuta che ha impiegato tutto il suo tempo e le sue energie per imparare a difendere non solo se stessa ma anche la sua famiglia. Un’ex vittima che ha imparato a convivere con la paura, facendola diventare parte integrante del suo essere.

Lontano dall’anima puramente slasher dell’originale, più vicino ad un sentimento splatter dei giorni nostri, Halloween di David Gordon Green è sicuramente il miglior sequel dell’intera saga, pronto a trasportare i fan di lunga data indietro nel tempo e ad abbracciare una nuova fetta di potenziali appassionati del serial killer dal volto mascherato. Un prodotto dalle diverse sfumature narrative – prevedibile nei contenuti ma affascinante nella forma – che difficilmente si dimenticherà una volta usciti dalla sala.

Guarda il trailer ufficiale di Halloween

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Lontano dall'anima puramente slasher dell'originale, più vicino ad un sentimento splatter dei giorni nostri, Halloween di David Gordon Green è sicuramente il miglior sequel dell'intera saga, pronto a trasportare i fan di lunga data indietro nel tempo e ad abbracciare una nuova fetta di potenziali appassionati del serial killer dal volto mascherato.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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Halloween, recensione del film di David Gordon Green con Jamie Lee CurtisLontano dall'anima puramente slasher dell'originale, più vicino ad un sentimento splatter dei giorni nostri, Halloween di David Gordon Green è sicuramente il miglior sequel dell'intera saga, pronto a trasportare i fan di lunga data indietro nel tempo e ad abbracciare una nuova fetta di potenziali appassionati del serial killer dal volto mascherato.