mercoledì, Agosto 17, 2022
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Greenland, recensione del disaster movie con Gerard Butler

La recensione di Greenland, il nuovo disaster movie con protagonisti Gerard Butler e Morena Baccarin. Al cinema dall'8 ottobre.

Greenland è il nuovo disaster movie che segna il ritorno di Gerard Butler sul grande schermo; dietro l’occhio meccanico di Ric Roman Waugh (già dietro la regia di Attacco al Potere 3) e la lungimiranza action dei produttori della saga di John Wick, l’attore scozzese torna in prima linea a fronteggiare una nuova minaccia: questa volta non si tratta di terroristi, bensì di una cometa che potrebbe distruggere per sempre l’umanità così come la conosciamo. Il film, distribuito in Italia da Universal Pictures e Lucky Red in collaborazione con 3 Marys Entertainment, approderà nelle sale dall’8 ottobre.

Per il genere umano sta per scoccare l’ultima ora (dell’orologio dell’Apocalisse) a causa di un cataclisma naturale: la minaccia di una cometa distruttrice si abbatte contro l’umanità e John (Butler), insieme all’ex moglie Allison (Morena Baccarin) e al giovane figlio Nathan, compiranno un viaggio impossibile e pieno di insidie nel tentativo di mettersi in salvo. Mentre diverse città in tutto il mondo sono rase al suolo dai frammenti della cometa e il countdown si avvicina pericolosamente allo zero, la loro ultima possibilità è un volo disperato verso un possibile rifugio sicuro nel cuore remoto della Groenlandia.

Greenland è, in apparenza, il classico film catastrofico pronto a riproporre uno schema – e un modello – consueto soprattutto nella Hollywood degli anni ’90: in un’epoca di transizione, perseguitata dallo spettro di guerre lontane (il Golfo, il Kosovo) e dalle “sconvolgenti” immagini senza filtro della violenza che dilagava nei siti urbani, l’America riproponeva l’antico archetipo della frontiera in un’ottica nuova ma soprattutto mainstream, affidando i propri desideri inconsci (e le proprie inconfessabili paure) ai blockbuster che debuttavano nei multiplex.

Il disaster movie infatti, in quanto genere, non fa che riproporre un eterno mito della società a stelle e strisce: l’esplorazione della frontiera. Una volta conquistato l’Ovest, il “Far West”, agli americani non restava altro da fare che distruggere, colonizzare e ri-edificare (soprattutto nel loro immaginario): è quindi in quest’ottica che si possono interpretare film che hanno segnato un decennio come Armageddon, The Core, Independence Day oppure The Day After Tomorrow (solo per citarne alcuni). Ma rispetto ai suoi predecessori, Greenland compie un passo ulteriore dimostrando di avere una marcia in più rispetto ai (famosi) titoli che hanno contrassegnato il passato più recente dell’industria cinematografica.

Il film con Butler supera l’impasse della sua stessa essenza spettacolare, la propria natura di “giocattolone” catastrofico e “spaccatimpani” costellato di effetti speciali e CGI; a Waugh e co. sembrano interessare piuttosto i possibili scenari che si potrebbero delineare in un futuro prossimo (molto vicino) contrassegnato da uno sconsiderato cambiamento climatico; la cometa portatrice di morte, pur provenendo dallo spazio profondo lontano dal nostro sistema solare, ricorda fin troppo da vicino le notizie su asteroidi pericolosamente in transito vicino alla terra. E le immagini di distruzione rovente, non ricordano in fondo quelle – reali – degli incendi che hanno distrutto il paesaggio australiano e quello californiano, cambiandone per sempre i contorni?

In Greenland l’attualità echeggia con violenza, riversandosi sullo schermo d’argento attraverso le crepe di una macchina-cinema sì incentrata sull’intrattenimento, ma destinata soprattutto a risvegliare la latente coscienza del pubblico nei confronti del dramma del Climate Change. Nello stesso tempo aleggia sempre l’ombra costante dei riferimenti biblici, fondamentali nella “religione civile” americana quanto nello scenario socio-culturale statunitense, con il personaggio di John/Butler novello profeta dell’Apocalisse, chiamato a salvare la propria famiglia – e gli altri sopravvissuti – da un disastro destinato a cambiare in modo drastico (ed irreversibile) il corso degli eventi.

Guarda il trailer ufficiale di Greenland

GIUDIZIO COMPLESSIVO

In Greenland l’attualità echeggia con violenza, riversandosi sullo schermo d’argento attraverso le crepe di una macchina-cinema sì incentrata sull’intrattenimento, ma destinata soprattutto a risvegliare la latente coscienza del pubblico nei confronti del dramma del Climate Change.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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Greenland, recensione del disaster movie con Gerard ButlerIn Greenland l’attualità echeggia con violenza, riversandosi sullo schermo d’argento attraverso le crepe di una macchina-cinema sì incentrata sull’intrattenimento, ma destinata soprattutto a risvegliare la latente coscienza del pubblico nei confronti del dramma del Climate Change.