Ghostbusters, recensione del reboot al femminile di Paul Feig

scritto da: Stefano Terracina


Arriverà nelle sale italiane il prossimo 28 luglio uno dei reboot più attesi e chiacchierati della storia del cinema recente. Ghostbusters, riavvio in salsa rosa del dittico firmato da Ivan Reitman nel 1984 (Ghostbusters – Acchiappafantasmi) e nel 1989 (Ghostbusters II – Acchiappafatasmi II), segue le vicende di Abby (Melissa McCarthy) ed Erin (Kristen Wiig), una coppia di scrittrici semi sconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi: la loro tesi consiste nell’affermare che questi sono assolutamente reali. Diversi anni dopo Erin ottiene un prestigioso incarico come docente presso la Columbia University. Quando il libro sugli spettri ricompare, la donna diventerà lo zimbello della facoltà e sarà costretta a lasciare il lavoro. La sua credibilità è ormai appesa a un filo. Erin decide così di riunirsi ad Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi insieme a Jillian (Kate McKinnon) e Patty (Leslie Jones). La scelta si rivelerà vincente: Manhattan viene invasa da una nuova ondata di fantasmi e non ci sarà altro da fare per il team che dargli la caccia.

Questo nuovo Ghostbusters si prepara a conquistare il box office estivo e a catturare nuovamente il pubblico di tutto il mondo, grazie ad una formula vincente che punta essenzialmente al rinnovamento e non al semplice e nostalgico omaggio o – ancora peggio – alla stupida ed inutile rievocazione di un immaginario scolpito nella memoria e per questo intoccabile. Ma una materia intoccabile – addirittura sacra per alcuni – non implica necessariamente l’impossibilità di partorire qualcosa di nuovo, genuino e assolutamente funzionale se si guarda alla grande commedia d’intrattenimento. Paul Feig – regista de Le amiche della sposa e Spy – e la sceneggiatrice Katie Dippold firmano un vero e proprio gioiellino che, pur omaggiando il lavoro di Reitman (che qui appare in veste di produttore), riesce a vivere di luce propria grazie ad una storia semplice ma accattivante e ad una sceneggiatura che ha i suoi due punti di forza in dialoghi divertenti, efficaci e mai banali o volgari, e in un’attenzione ai personaggi che diventano, ad ogni risvolto narrativo, la vera anima di questo nuovo film.

Le novelle Acchiappafantasmi altri non sono che quei nerd così tanto affezionati ai primi due capitoli del franchise, sempre costrette a dover dimostrare il loro valore al mondo esterno, sempre costrette a dover lottare con una società subito pronta ad etichettarle come “diverse”. Una grande storia d’amicizia e di solidarietà femminile farcita naturalmente con tanta azione e tante risate, ma anche una storia di fantasmi e di mistero che, ovviamente, poco o nulla ha a che vedere con il fascino della pellicola originale. E se Kristen Wiig e Melissa McCarthy avevano già dimostrato di essere un’ottima coppia comica, ci pensano Kate McKinnonLeslie Jones a rendere ancora più compatta e irresistibile questa nuova squadra di “eroine del paranormale”. La vera ciliegina sulla torta però, oltre ai camei di tutti i membri del cast originale (da Bill Murray a Sigourney Weaver, fatta eccezione per Rick Moranis), è Chris Hemsworth, in un’adorabile versione maschile della stralunata segretaria Janine, pronto a prendersi gioco di se stesso e, in più di un’occasione, a rubare la scena e a catalizzare completamente l’attenzione (occhio anche ai titoli di coda!).

Dunque, lo spirito giusto con il quale approcciarsi a questo nuovo Ghostbusters è quello di mettere da parte qualsiasi tipo di pregiudizio o preconcetto e lasciarsi completamente travolgere dalla sfida lanciata da Paul Feig. Una sfida che il regista statunitense vince a mani basse confezionando un film leggero, adatto a tutti e divertente nell’accezione più autentica del termine.

Guarda il trailer ufficiale di Ghostbusters


Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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