martedì, Settembre 27, 2022
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Gaga Five Foot Two recensione del documentario su Lady Gaga

Una delle performance artist più eccentriche e stravaganti dell’odierno panorama musicale è al centro di uno dei nuovi documentari distribuito dal colosso Netflix: Gaga Five Foot Two – disponibile sulla piattaforma streaming dallo scorso 22 settembre – esplora la vita di Lady Gaga, al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta, una delle artiste di maggior successo degli anno ’00, capace di coniugare magicamente l’estro e l’originalità di uno stile spesso sopra le righe ad una potenza vocale difficilmente rintracciabile in un’artista pop.

Il documentario, diretto da Chris Moukarbel e presentato in anteprima dal Toronto International Film Festival, riprende la vita della cantautrice nel corso di circa un anno: si passa dalla lavorazione del suo ultimo lavoro musicale, Joanne, alla straordinaria esibizione al Super Bowl LI, con estratti dal set della sesta stagione di American Horror Story e del videoclip di Perfect Illusion, e con spezzoni che ritraggono Stefani alla presa con la sua vita quotidiana; quella normalità che associata ad un’artista del calibro di Gaga si fatica sempre ad immaginare.

Chris Moukarbel abbracia tutti i topoi del classico documentario musicale per restituire ai fan (e non solo) il ritratto di una popstar costruito attraverso i dettami dell’onestà e della trasparenza

Moukarbel abbracia tutti i topoi del classico documentario musicale per restituire ai fan (e non solo) il ritratto di una popstar costruito attraverso i dettami dell’onestà e della trasparenza, elementi narrativi imprescindibili quando si cerca, attraverso la forma dell’opera documentaristica, di svelare la persona dietro l’artista: Gaga lascia quindi il posto a Joanne, donna fragile segnata dai dolori del passato, pronta a scrollarsi di dosso quell’immagine pubblica che troppo spesso ha oscurato il talento dell’artista per assecondare l’ego spropositato del personaggio.

Un vero e proprio processo di catarsi personale ed artistica che ha avuto origine proprio con la lavorazione di Joanne, album pubblicato a ottobre dello scorso anno che ha segnato un distacco tangibile rispetto alla precedente produzione musicale della cantante: immagini esclusive dallo studio di registrazione ci mostrano Lady Gaga dare sfogo alla sua profondità emotiva e al desiderio di reinventare ancora una volta se stessa tramite le sonorità del country, del rock e dell’acustica.

gaga five foot two

Gaga Five Foot Two recensione del documentario su Lady Gaga

L’aspetto più interessante del lavoro di Moukarbel è rappresentato sicuramente dalla volontà di ritrarre Gaga nella propria intimità: quello che l’occhio della macchina da presa riesce a catturare è una realtà costellata non solo da continui successi in campo musicale, ma anche da solidissimi rapporti non solo con i suoi fan ma anche con la sua famiglia, che per la cantante sembrano rappresentare in egual misura una costante fonte di ispirazione (estramente toccante è il momento in cui l’artista fa ascoltare per la prima volta alla nonna materna il brano “Joanne”, dedicato alla zia scomparsa diversi anni prima).

Altro elemento che aiuta Moukarbel ad annullare in gran parte l’artificiosità di un personaggio relegato fin dai suoi esordi ad una maschera che l’ha resa odiata e amata in egual misura dal pubblico di tutto il mondo, è l’approfondimento della fibromialgia, sindrome di cui soffre Gaga e che – proprio di recente – l’ha costretta a posticipare la leg europea del suo nuovo tour mondiale: è in questi momenti che l’essere umano viene fuori in tutta la sua fragilità ma anche in tutta la sua tenera brutalità, invalidato da un mostro che sembra azzerare le forze fisiche ma che nulla può contro la passione più cocente, quella che ti spinge a dare sempre il massimo in quanto professionista autentica e invidiabile.

Gaga Five Foot Two piacerà sicuramente ai fan ma verrà particolarmente apprezzato anche da chi si interfaccia per la prima volta con l’universo Lady Gaga

Non mancano ovviamente i momenti musicali: oltre alle già citate immagini esclusive che raccontano la genesi e la realizzazione dell’ultimo disco, la parte finale del documentario ci porta dietro le quinte della strabiliante performance al Super Bowl LI: l’esibizione è stata seguita da 117,5 milioni di spettatori (affermandosi come la seconda più vista nella storia dell’evento dopo quella di Katy Perry, che nel 2015 ne ottenne 118,5) ed è stata il momento più twittato nella storia dell’evento (con 5,1 milioni di tweet).

Uno spettacolo puro, adrenalinico ed emozionante – duranto ben 13 minuti – che ha rappresentato una sorta di spartiacque nella carriera ormai quasi decennale di Lady Gaga: l’artista si riconcilia con la critica e con i fan dopo il discutibile periodo relativo all’uscita del suo terzo album in studio (ArtPop), riuscendo a far ricredere anche i detrattori che, proprio sulle note dei suoi maggiori successi (e in particolare della bellissima Million Reasons), risconoscono finalmente la voce e apprezzano l’artista pronta a gettare via qualunque tipo di maschera.

Gaga Five Foot Two (qui il teaser trailer ufficiale) piacerà sicuramente ai fan ma verrà particolarmente apprezzato anche da chi si interfaccia per la prima volta con l’universo Lady Gaga, quasi sorpreso nello scoprire in soli 100 minuti un complesso mondo fatto di sofferenza e contraddizioni, di ispirazione e sacrificio, di amore incondizionato per la musica e per le luci del palco.

gaga five foot two

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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