Fratelli Nemici – Close Enemies, recensione del film con Matthias Schoenaerts

scritto da: Carlotta Guido

Fratelli Nemici – Close Enemies di David Oelhoffen, che firma anche la sceneggiatura insieme a Jeanne Aptekman, trasporta lo spettatore in un thriller tutto europeo dal sapore ancestrale. Il film vede protagonisti Matthias Schoenaerts, RedaKateb, Sabrina Ouazani e Astrid Whettnall ed è stato in lizza per il Leone d’Oro alla 75esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

In Fratelli Nemici – Close Enemies è narrata una storia di fratellanza e violenza, un sentimento filiale contrastato da scelte di vita profondamente differenti. Manuel (Matthias Schoenaerts) e Driss (Reda Ketab) hanno condiviso il loro destino sin dall’infanzia nella vasta e complessa scenografia delle banlieu francesi. Come nel racconto biblico di Caino e Abele, le strade dei due uomini si dividono fino a porli uno contro l’altro: Manuel gestisce traffici di droga con il cartello maghrebino mentre Driss è un agente dell’antidroga.

La regia di David Oelhoffen sceglie di tracciare il percorso dei due protagonisti quasi fosse la narrazione di un racconto primitivo, ancestrale appunto, perennemente calato nel buoi della notte parigina, grazie alla fotografia firmata da Guillaume Deffontaines.

Il regista del premiato e apprezzato Far from Men (Loin des Hommes, 2014) – in cui appariva già Kateb– si avvicina alle declinazioni del thriller e dell’azione con fare teatrale, ponendo sullo schermo una drammatizzazione che fa perno sull’umanità dei personaggi principali.

Difatti il rapporto tra Mnuel e Driss, interpretati efficacemente da Matthias Schoenaerts e Reda Ketab, è costruito su una dinamica elastica che fa avvicinare e allontanare i due in maniera cadenzata, ponendo quindi il loro rapporto in continua ambiguità fino al tragico – ma inevitabile – epilogo.

In Fratelli Nemici – Close Enemies ogni fazione è rappresentata secondo diverse categorie: se il personaggio di Manuel fa leva sulla sua fisicità, anche la sua “famiglia” è rappresentata secondo i canoni della coralità e del calore. Discorso opposto per Driss, che sia nel lavoro che nell’ambito familiare – vive da solo con sua figlia – sembra quasi dover lottare per confermare la sua posizione di padre e poliziotto.

Fratelli Nemici – Close Enemies (qui il trailer italiano ufficiale) rispetta quindi i canoni del genere polar conquistandosi un posto a metà tra lo stile della cinematografia europea e il ritmo dei temi oltreoceano – scontri tra gang rivali, traffico di droga, criminalità organizzata. Forse avrebbe potuto osare di più, trattando di una narrazione così ricca di spunti di riflessione: alla fine, predilige un’evoluzione classica con dei turning point a volte prevedibili.

Guarda il trailer di Fratelli Nemici  – Close Enemies

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


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