HomeFestivalFesta del Cinema di RomaFrank Miller - American Genius, recensione del documentario

Frank Miller – American Genius, recensione del documentario

La recensione di Frank Miller - American Genius, documentario incentrato sulla figura del celebre fumettista, presentato nella Selezione Ufficiale di RomaFF16.

Frank Miller – American Genius è il documentario diretto da Silenn Thomas che porta ancora una volta, sotto le luci della ribalta, il talento indiscusso del fumettista Frank Miller, uno dei più grandi autori della Nona Arte (il fumetto) che ha rivoluzionato, con il suo stile asciutto e cinematografico, la fruizione del fumetto presso il grande pubblico. Dai primi lavori fino alle opere più recenti e le controversie più scottanti, il documentario della Thomas segue l’attività itinerante di Miller negli ultimi anni pre-Covid, tra convention e fiere di settore, anticipando il suo ritorno presso il pubblico della 16esima Festa del Cinema di Roma, dove ha intrattenuto il pubblico durante un Incontro Ravvicinato nel quale ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera divisa tra cinema e fumetto.

Il documentario è tutto incentrato sul fumettista Frank Miller, uno dei più importanti del settore, noto soprattutto per i suoi tanti capolavori che vanno dal noir Sin City alla graphic novel storica 300, passando per le collaborazioni con DC Comics e Marvel. Il film ripercorre la sua carriera e la sua vita partendo proprio dagli inizi, con la sua nascita e adolescenza nel Vermont, nella cittadina di Montpelier. Solo in seguito, grazie alla sua dote artistica, approderà a New York da diciottenne fino ad arrivare alle vette di Hollywood. Eppure la vita di Miller non è stata sempre rosea ma costellata di tentativi falliti e tendenze autodistruttive, sconfitte solo grazie alla forza di volontà e alla capacità di non arrendersi mai.

Con sguardo lucido e creativo, Frank Miller – American Genius è un viaggio tra le pieghe della mente, le paure, le sicurezze e i colpi di genio di uno dei più grandi fumettisti viventi, un uomo capace di creare un ponte tra il fumetto europeo, il manga giapponese e l’epica americana popolata da supereroi. Un documentario che si dipana frammentando il tempo e lo spazio, seguendo gli unici due fili rossi che da sempre attraversano la vita di Miller: il fumetto e la ricerca costante di una forma essenziale, capace di passare attraverso un tratto via via sempre più pulito, schematico e preda dei contrasti tra il bianco, il nero e il colore. Sporadici sprazzi che attraversano la gabbia, così come avviene ad esempio nel noir Sin City: con il tempo Miller ha imparato a diminuire notevolmente il numero dei tratti, a lavorare con le luci e le ombre per plasmare personaggi e ambienti.

E scolpire lo spazio esterno equivale, per il fumettista, a definire quello interno che abita i suoi stessi personaggi: characters fragili, complessi, dotati di psicologie tortuose e proprio per questo umani, troppo umani (citando Nietzsche). Queste stesse “criticità emotive” Miller le ha proiettate tanto sui suoi protagonisti originali quanto su quelli “ereditati”, punte di diamante di prestigiose case editrici come Marvel, DC Comics o Dark Horse. Superman, Batman e Daredevil hanno trovato nel talento inquieto di Miller nuove storie e nuova linfa vitale, alzando notevolmente il livello e rendendo il mondo del fumetto accessibile soprattutto agli adulti, ad un pubblico a caccia di storie più complesse e travagliate. L’occhio meccanico della Thomas riesce ad immortalare proprio questo lungo processo tenendosi alla giusta distanza, senza mai risultare una presenza ingombrante, ma limitandosi a spiare Miller nel dietro le quinte della sua creatività, mentre è seduto dietro al tavolo da disegno oppure mentre è impegnato in qualche estenuante tour.

Frank Miller – American Genius dichiara già nel titolo il proprio intento: raccontare l’importanza che l’impatto di Miller ha avuto sulla Nona Arte americana, far capire anche ad un pubblico di non addetti ai lavori quanto Miller sia stato fondamentale e in grado di rivoluzionare un mondo artistico, prima di approdare al cinema dove il suo nome è uscito definitivamente dai ranghi degli addetti ai lavori per contaminare l’immaginario di tutti, influenzandolo. Sin City e 300 sono due dei titoli più noti e riusciti che hanno sdoganato “l’universo-Miller” al pubblico mainstream, facendo appassionare diversi spettatori allo stile visivo e alla fotografia che emulava la pulizia e l’equilibrio essenziale del tratto delle graphic novel del fumettista.

Il documentario, frugando nella vita di Miller e attraversandola, mette in luce il suo rapporto di attrazione costante verso il fumetto e il cinema configurandole come due arti sempre pronte ad influenzarsi e a dialogare tra loro; due arti animate sempre dallo stesso spirito, libere e ribelli perché così si è sempre sentito lo stesso Miller, arrivando a considerarsi proprio come un ronin, un samurai senza padrone che tanto lo ha affascinato in gioventù, spingendolo a realizzare un’omonima graphic novel. Nei fumetti di Frank Miller il cinema si fa arte e le criticità rigide delle gabbie svaniscono, privilegiando le inquadrature e i blow up che creano un cortocircuito comunicativo tra le arti, contaminandole fino a creare un interessante unicum.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Con sguardo lucido e creativo, Frank Miller - American Genius è un viaggio tra le pieghe della mente, le paure, le sicurezze e i colpi di genio di uno dei più grandi fumettisti viventi, un uomo capace di creare un ponte tra il fumetto europeo, il manga giapponese e l’epica americana popolata da supereroi.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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