FolleMente, il nuovo film di Paolo Genovese in uscita il 19 febbraio, rappresenta un gradito ritorno alla commedia corale per il regista e sceneggiatore dopo il grande successo di Perfetti sconosciuti. La pellicola esplora le dinamiche interne della mente umana nel corso di un primo appuntamento dai risvolti imprevedibili, offrendo una rappresentazione divertente e al tempo stesso assennata delle interazioni tra le diverse personalità che contribuiscono a definirci in quanto esseri umani caratterizzati da infinite sfumature.
La trama del film si sviluppa attorno a Piero (interpretato da Edoardo Leo) e Lara (interpretata da Pilar Fogliati), due adulti che si incontrano per una cena nel tentativo di conoscersi meglio. Mentre la serata procede, lo spettatore viene introdotto nel mondo interiore dei protagonisti, proprio all’interno delle labirintiche menti di Piero e Lara, dove diverse personalità – interpretate da un cast di volti amatissimi del cinema italiano – influenzeranno i loro pensieri e comportamenti per tutto il corso della romantica serata.

Momenti comici e riflessioni più profonde
In FolleMente, la rappresentazione dell’interiorità dei protagonisti richiama inevitabilmente alla memoria Inside Out, grande successo targato Disney e Pixar, sebbene l’operazione imbastita da Paolo Genovese si concentri su dinamiche più adulte e di natura relazionale (per stessa ammissione del regista, l’idea alla base del film è stata partorita molto prima dell’uscita nelle sale del capolavoro d’animazione del 2015).
La scelta di ambientare gran parte di FolleMente in un unico ambiente (l’apparamento di Lara) conferisce alla pellicola un’atmosfera intima e teatrale, permettendo allo spettatore di focalizzarsi maggiormente sui dialoghi e sulle interazioni tra i personaggi. Inevitabilmente, l’ambientazione circoscritta ricorda lo stile già adottato da Genovese in Perfetti sconosciuti, dove la tensione e l’umorismo nascevano proprio dalla vicinanza forzata dei protagonisti.
La sceneggiatura, frutto della collaborazione tra Genovese e un nutrito gruppo di autori che da sempre sostengono il lavoro del regista (tra cui Paolo Costella e Isabella Aguilar), riesce a bilanciare momenti comici con riflessioni più profonde sulle relazioni umane, sulle insicurezze che emergono durante i primi incontri e sull’eterno conflitto uomo/donna, nonostante la presenza innegabile di alcuni stereotipi di genere e una rappresentazione talvolta superficiale delle dinamiche maschili e femminili.

Un “quartier generale” in perfetta sintonia
Il cast delle personalità che “abitano” la mente di Piero e Lara e che agiscono, in gruppo, all’interno del proprio “quartier generale” (sempre per citare Inside Out), è composto da un gruppo di attori di primo piano in perfetta sintonia: Marco Giallini (Il Professore), Rocco Papaleo (Valium), Claudio Santamaria (Eros), Maurizio Lastrico (Romeo), Vittoria Puccini (Giulietta), Claudia Pandolfi (Alfa), Emanuela Fanelli (Trilli) e Maria Chiara Giannetta (Scheggia).
Ognuno di loro incarna un aspetto specifico e relatable (per dirla all’inglese) della psiche dei protagonisti, contribuendo a creare situazioni divertenti e al tempo stesso introspettive che arricchiscono di continui spunti una narrazione classica ma dotata di un punto di vista inesplorato all’interno del panorama delle commedie italiane. In particolare, è la Fanelli a distinguersi per la sua ironia pungente, offrendo momenti di autentica comicità irriverente.

I continui scontri che avvengono nella nostra mente
FolleMente vanta un ritmo incalzante (frutto di un lavoro di montaggio particolarmente riuscito), alcuni dialoghi brillanti e una forte chimica tra gli attori: sono questi gli elementi che contribuiscono a rendere la visione del film non solo piacevole ma anche coinvolgente. Paolo Genovese riconferma la sua capacità di dirigere con grande naturalezza un importante cast corale e di riuscire a creare situazioni che rispecchiano con profonda intelligenza le nevrosi contemporanee che albergano dentro ognuno di noi.
FolleMente offre uno sguardo ironico e sincero sulle complessità delle relazioni moderne, mettendo in luce come le nostre voci interiori possano influenzare azioni e decisioni, portandoci spesso nella direzione sbagliata e impedendoci di vivere il momento. Pur con qualche cliché di troppo, il film riesce a divertire, a intrattenere e a far riflettere, rappresentando un’aggiunta a suo modo efficace al tema dei continui scontri che avvengono nella nostra mente e che assumono ormai un peso sempre più specifico nel rendere la nostra vita meravigliosa o insopportabile.


