lunedì, Settembre 20, 2021
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Fabrizio De André Principe Libero recensione del biopic con Luca Marinelli

È tanta l’attesa per Fabrizio De André Principe Libero (qui il trailer ufficiale), biopic in due puntate co-prodotto da Rai Fiction, Bibi Film Tv e Angelo Barbagallo che verrà trasmesso su Rai 1 in due puntate il 13 e il 14 febbraio, nonostante l’esclusiva uscita nelle sale grazie a Nexo Digital i prossimi 23 e 24 gennaio, dando quindi a tutti – appassionati e non, semplici curiosi, cultori del Fabrizio De André cantautore e poeta come inguaribili amanti della settima arte – la possibilità di fruire della visione delle due puntate nell’unica, grande, soluzione di un evento speciale.

Fabrizio De André Principe Libero sceglie di raccontare la vita di uno dei più grandi poeti della musica italiana, a partire dall’infanzia passando per l’adolescenza inquieta e le cruciali scelte che lo accompagnarono nell’età adulta. Curioso, ebbro di vita, arte e amore, costantemente in opposizione nei confronti dell’autorità – che si tratti della famiglia o della scuola – De André sviluppa presto una grande sensibilità per le vite degli ultimi, sentendosi a suo agio più con gli emarginati dei carruggi che nelle feste borghesi frequentate dagli amici di famiglia.

fabrizio de andré principe libero

La sua vita è stata una costante lotta per affermare la propria libertà sempre e comunque, in modo ostinato e contrario, in ogni circostanza, sempre in precario equilibrio tra tormento ed estati, processo creativo e conflitto personale, il tutto scandito dagli incontri cruciali della sua esistenza: l’amico Paolo Villaggio, il tormentato cantautore Luigi Tenco, il poeta Riccardo Mannerini, la prima moglie Puny, l’amore della vita Dori Ghezzi.

“È difficile commuovere con una biografia” è una delle frasi che, parafrasate, si può carpire dalla sceneggiatura scritta a quattro mani da Francesca Serafini e Giordano Meacci; e in effetti, parlare della vera e propria “esperienza” Fabrizio De André Principe Libero è un’impresa complessa quanto delicata.

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Nella volontà degli sceneggiatori e della stessa Ghezzi c’era l’intento di non realizzare un biopic fedele, documentaristico, un’imitazione mimetica della realtà effettiva, un’agiografia laica di un santo iconoclasta del pantheon della musica italiana; la scelta è ricaduta piuttosto su un racconto più intimo, una personale sinfonia legata alle molteplici visioni che tutti coloro coinvolti nel progetto hanno avuto di De André.

Visioni personali appunti, ricordi, aneddoti, percezioni che si rincorrono nella mente degli addetti ai lavori come pure in quella degli spettatori: il risultato è un biopic a sua volta “ostinato e contrario”, anarchico perché infedele all’originale; Luca Marinelli si cala nei panni del cantautore genovese senza imitarlo, cercando piuttosto di filtrare sotto la pelle quel demone creativo che si nutre delle energie degli Artisti.

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Fabrizio De André Principe Libero recensione del biopic con Luca Marinelli

Marinelli ricorda il cantautore ma allo stesso tempo non rincorre il suo mito iconografico; lo presenta agli spettatori piuttosto come un amico fragile, fornendo un ritratto che colmerà il vuoto di chi lo ha conosciuto e amplierà la percezione di quanti, invece, hanno assorbito De André solo attraverso la sua musica, protagonista a sua volta all’interno della fiction.

Che si tratti tanto delle versioni originali quanto delle cover eseguite da Marinelli stesso – voce e chitarra – le parole e le melodie dell’indimenticato cantatutore genovese accompagnano lo scorrere delle immagini nel flusso del tempo, scandendo il ritmo come un metronomo.

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Ben oltre le critiche, l’assenza dell’intercalare genovese, c’è un lavoro di riflessione e sentimento, compiuto nello stesso modo dal resto del cast: Valentina Bellè, Elena Radonicich, Gianluca Gobbi, Matteo Martari, Tommaso Ragno ed Ennio Fantastichini prendono le distanze dalla mera parodia di una realtà lontana o sconosciuta, prediligendo piuttosto la complessità delle corde nascoste dell’emozione, focalizzando l’attenzione sul privato piuttosto che sulle fonti pubbliche, contribuendo a delineare un ritratto personale ma, a sua volta, soggetto alla libera interpretazione degli spettatori stessi.

Fabrizio De André Principe Libero è un prodotto Rai ad alta tiratura: nonostante una sceneggiatura a tratti zoppicante soprattutto nella difficoltà di concentrare quarant’anni di vita – e che vita – in due puntate destinate al prime time, il risultato è notevolmente più alto dei prodotti televisivi medi, in particolare grazie all’intensità delle interpretazioni pronte a trasformarsi piuttosto in “rielaborazioni” di una storia, la storia della vita fragile, anarchica e creativa di un principe libero di dichiarare guerra al mondo intero, parafrasando le parole del pirata Samuel Bellamy citato da De André nelle note di copertina del suo disco Le Nuvole.

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Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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