Estate ’85, recensione del film di François Ozon

scritto da: Stefano Terracina

François Ozon è uno dei registi e sceneggiatori francesi più prolifici della sua generazione e dell’attuale panorama cinematografico internazionale. Ad appena un anno di distanza dal suo ultimo film, il bellissimo Grazie a Dio, Ozon torna dietro la macchina da presa con Estate ’85, adattamento cinematografico del romanzo “Danza sulla mia tomba” dello scrittore britannico Aidan Chambers, pubblicato nel 1982. Un romanzo giocoso e inventivo a cui Ozon è particolarmente legato e che il regista (autore anche della sceneggiatura) traspone sullo schermo rispettandone la struttura narrativa originale, ma al tempo stesso piegandola ad esigenze meramente personali, in particolare ai ricordi e alle sensazioni provate dopo la sua lettura.

In effetti, Estate ’85 è un film che vive di suggestioni, sia narrative sia visive. Ozon utilizza i codici del genere dei film per ragazzi (così caro agli anni ’80, epoca in cui non soltanto è ambientato il film, ma è stato anche scritto il romanzo originale) e racconta una storia d’amore in modo classico ma al tempo stesso affascinante e travolgente. Alexis (Félix Lefebvre) è un ragazzo di sedici anni ossessionato dal pensiero della morte, che un giorno viene eroicamente salvato dall’annegamento da David (Benjamin Voisin), un diciottenne carismatico e misterioso. Alexis sembra aver incontrato l’uomo dei suoi sogni. Ben presto tra i due nascerà una tumultuosa relazione dai risvolti imprevedibili. Riuscirà l’amore a durare più a lungo di un sola estate?

Se dovessimo trovare un singolo aggettivo per descrivere la nuova fatica di Ozon, questo sarebbe certamente avvolgente. Il regista francese ci trasporta indietro nel tempo, in uno dei decenni – gli anni ’80 – forse più innovativi ed esuberanti  che l’umanità abbia mai vissuto. La scelta di girare in pellicola si rivela vincente e contribuisce a restituire allo spettatore tutta la magia di quel periodo: ci ritroviamo di nuovo catapultati in quegli anni così passionali e trasgressivi grazie allo splendido lavoro del direttore della fotografia Hichame Alaouie, che opta per una palette di colori dalle sfumature calde in grado di regalare immagini attraenti e sensuali, impregnate del ricordo di un’epoca sopita e mai dimenticata, rievocata anche attraverso l’utilizzo di una colonna sonora pazzesca che spiazza dai The Cure a Rod Stewart (sulle note del brano Sailing di quest’ultimo viene realizzato un bellissimo omaggio a Il Tempo delle Mele), passando per le Bananarama e Jeanne Mas, fino ad arrivare a Raf.

Anche la scelta degli attori si rivela particolarmente azzeccata: da un lato Félix Levebvre, sguardo malinconico e sorriso innocente; dall’altro Benjamin Voisin, quintessenza dell’animale selvatico, dello spirito libero. L’alchimia tra i due giovani attori contribuisce ad enfatizzare ancora di più le differenze che coesistono in maniera decisamente armoniosa tra i loro personaggi, tanto a livello caratteriale quanto a livello fisico. Attraverso David, Alexis passa ufficialmente dall’adolescenza all’età adulta: l’incontro fortuito con il dreamlover, con l’uomo dei sogni che appare magicamente nella nostra vita, travolgendola con il suo fascino, il suo ardore ma anche – e soprattutto – con la sua apparente noncuranza, sarà per Alexis una sorta di grande spartiacque, che non solo lo porterà a fare i conti con un destino crudele, ma anche a liberare una volta per tutte il suo dolore e i suoi sentimenti, alimentando la propria interiorità e trovando finalmente la propria vocazione.

Assistere alla visione di Estate ’85 è come sfogliare un vecchio album dei ricordi composto da istantanee che riportano alla memoria non soltanto un’epoca lontana ma immortale, ma anche lo stesso cinema di François Ozon: parecchie tematiche del film erano già state affrontate in passato dal regista francese e in particolari momenti non possono non tornare alla memoria titoli come Sotto la sabbia, Nella casa, Una nuova amica e Frantz. Con Estate ’85 Ozon realizza un film apparentemente gioioso ma estremamente malinconico, celebrando l’entusiastica scoperta della vita e dell’amore, ma anche il lato oscuro che si nasconde in ognuno di noi, così come l’impossibilità di liberarci faticosamente dal dolore e la sofferenza che attraversiamo per cercare di capire chi siamo veramente.

Guarda il trailer ufficiale di Estate ’85

Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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