venerdì, Marzo 1, 2024
HomeRecensioniElf Me, recensione del film Amazon Original di Natale con Lillo Petrolo

Elf Me, recensione del film Amazon Original di Natale con Lillo Petrolo

La recensione di Elf Me, il nuovo film Amazon Original di Natale con protagonista Lillo Petrolo. Disponibile dal 24 novembre su Prime Video.

Il Natale non è semplicemente una festa, una ricorrenza da festeggiare o un’occasione per ritrovarsi in famiglia: è forse il periodo dell’anno più solenne e significativo tanto da plasmare un intero immaginario collettivo fino ad influenzarlo. Siamo tutti attratti, alla fine, dall’atmosfera che viene evocata prima e dopo le fatidiche date, travolti da un irrefrenabile istinto consumistico e cullati dall’idea di poter essere – e sentirsi – diversi; forse più buoni, forse migliori, di sicuro diversi anche se per un lasso di tempo effimero.

E il mondo della pop culture ha contribuito a plasmare questo immaginario di riferimento grazie ad album a tema, spettacoli teatrali, racconti e romanzi natalizi fino ai film, figli del connubio tra intrattenimento, speculazione ed arte. Dal classico di Frank Capra La vita è meravigliosa fino al cult post-moderno Una poltrona per due, senza dimenticare le “rassicuranti” commedie degli anni ’90 – tipo Mamma ho perso l’aereo e il suo sequel – e le romcom sentimentali, tra Miracolo della 34ª Strada, Love Actually, L’amore non va in vacanza e gli innumerevoli altri amori da scartare sotto l’albero.

Il mercato audiovisivo italiano, per anni, ha investito sforzi ed energie nelle pantagrueliche produzioni ribattezzate “cinepanettoni” prima di perdere una certezza fondamentale: non siamo più nella loro epoca, c’è bisogno di nuovi linguaggi nel nostro cinema per conquistare la curiosità e destare l’interesse dei mercati internazionali, sostenuti dall’ampia diffusione garantita dalle piattaforme streaming. Certo, per trovare questi “nuovi linguaggi” basta solo guardare al modello mainstream americano che ne ha consolidato la fama in anni di grande cinema per famiglie, scrivendo storie fantastiche in grado di far sognare il pubblico portandolo altrove, senza mai spostarsi dalla poltroncina della sala cinematografica buia. Guardando quindi ai modelli tracciati da registi come Steven Spielberg o Chris Columbus, anche Lucky Red e Goon Films – in collaborazione con Amazon MGM Studios – hanno unito le forze per produrre Elf Me, la commedia fantastica natalizia in uscita sulla famosa piattaforma il 24 novembre, inaugurando così la stagione delle feste che condurrà gli spettatori nel cuore del Natale.

In quest’operazione inedita per il nostro cinema, caratterizzata da VFX tutti italiani e nata dal connubio tra un modello mainstream e una sensibilità tutta nostrana per i caratteri, ritroviamo molti volti noti come quello di Lillo Petrolo – reduce dal successo della serie Sono Lillo sempre targata Amazon e dalla clamorosa stagione di LOL – insieme a Claudio Santamaria, Anna Foglietta, Federico Ielapi, Caterina Guzzanti e Giorgio Pasotti. Lillo è Trip, un elfo costruttore indisciplinato al servizio di Babbo Natale. I giocattoli a cui dà vita con la magia sono infatti molto particolari e, a volte, un po’ fuori controllo. Un pasticcio più grande del solito lo porta a conoscere Elia (Ielapi), un ragazzino perseguitato dai bulli della scuola e con una madre giocattolaia (Foglietta) i cui affari non vanno per niente bene. L’incontro con Trip cambia le loro vite e grazie a lui il business di giocattoli ha finalmente una svolta positiva. Ma proprio quando le cose sembrano andare per il verso giusto arriva un imprenditore senza scrupoli (Santamaria) a metter loro i bastoni tra le ruote.

Ri-pensare il cinema italiano d’intrattenimento

Per analizzare l’operazione dietro Elf Me è necessario partire dagli sceneggiatori: Gabriele Mainetti e Giovanni Gualdoni sono stati il motore propulsivo per questo progetto, coinvolgendo poi il fumettista Leonardo Ortolani e Marcello Cavalli nella sceneggiatura. Mainetti aveva già dimostrato, in qualità di regista (con Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out) le sue passioni per il mondo del fumetto e la fabbrica dei sogni americana soprattutto degli anni ’80-’90.

In quest’occasione ha finalmente avuto la possibilità di tirare ulteriormente le somme di un suo percorso, scrivendo forse il film più commerciale, pensato proprio per intrattenere il grande pubblico delle famiglie senza sacrificare nessun aspetto, da quello estetico ai contenuti. Coadiuvato dalla regia del duo YouNuts!, costituito dai registi Niccolò Celaia e Antonio Usbergo, la fantasia di Elf Me nata su carta ha preso finalmente vita, liberandosi dall’eccesso creativo del fumetto che, libero dai rigidi confini delle gabbie, ha la possibilità di immaginare infiniti mondi senza dover pensare alla loro riproducibilità effettiva.

La sceneggiatura ha dimostrato invece di avere i piedi ben piantati a terra e la consapevolezza che, per creare un’opera pronta a strizzare l’occhio al mondo statunitense, c’era bisogno di non perdere mai di vista la propria essenza autoctona e la tradizione onnipresente che aleggia nel nostro cinema: quella della commedia all’italiana. Il risultato è un riuscito equilibrio tra la commedia dell’arte e lo studio dei caratteri, in grado di conferire tridimensionalità anche a personaggi appartenenti ad un regno fantastico.

Anche l’ambientazione è originale, un piccolo borgo che si veste a festa fino a somigliare all’interno di una palla di vetro con la neve, paesaggio irreale che sospende lo spazio-tempo in un non-luogo del nostro immaginario e dell’inconscio. Certo, la strada verso un mainstream competitivo è ancora lunga e la resa estetica, tra VFX e “trucchi” speciali, è decisamente in salita, ma questo film rappresenta un primo mattone per un nuovo percorso, un punto di partenza dal quale muoversi per ri-pensare “in grande” il cinema italiano dell’intrattenimento di massa.

La tradizione sostituisce la capacità di rischiare 

A fronte di un budget limitato – rispetto ad un qualunque prodotto hollywoodiano – Elf Me impiega comunque uno sforzo produttivo notevole per portare in scena la magia sfruttando uno stile iperbolico e pop per raccontare una dolce storia (al profumo di zenzero e cannella) di famiglia e buoni sentimenti, componendo un inno popolare ai sogni e alla fantasia, che non dovrebbe abbandonarci mai nemmeno una volta cresciuti.

Inoltre sia registi che sceneggiatori giocano con un parterre di immagini e suggestioni fortemente derivative, omaggiando in modo palese Steven Spielberg, l’opera di Columbus e Richard Donner: dalla sfacciata citazione di E.T. l’extra-terrestre passando per I Goonies, Hook – Capitan Uncino ma anche Mamma ho perso l’aereo, Jumanji e perfino Toys – Giocattoli, con Lillo in un ruolo che, all’estero, sarebbe stato perfetto per il compianto Robin Williams. Il film gioca con la fantasia e i ricordi di chi guarda solleticando le corde dell’emotività e del ricordo, in un’operazione nostalgia sottile che punta più sulla magia delle feste che su un passato da rievocare con malinconia.

Spunti narrativi interessanti sviluppati con abilità in un prodotto sperimentale e coraggioso che non riesce, però, fino in fondo a dimostrare la propria “personalità”, forse perché troppo impegnato a soddisfare il palato di un pubblico il più ampio possibile. È chiara la connotazione nel palinsesto natalizio delle uscite Amazon, ma forse con un po’ più di coraggio visionario Elf Me avrebbe potuto segnare in modo definitivo e più accentuato un punto zero nel mercato audiovisivo italiano, una pietra miliare di qualità dalla quale partire per fondare (a tutti gli effetti) un genere da sempre poco frequentato dalla nostra industria: il fantastico.

La certezza della rassicurante tradizione sostituisce la capacità di rischiare e sperimentare, preferendo la citazione e l’omaggio – sentito e derivativo – all’innovazione più ardita, finendo per assemblare in tal modo un giocattolo comunque piacevole e divertito che farà la gioia delle famiglie, permettendo ai bambini di sognare l’impossibile e ai più grandi di prendersi una pausa dal grigiore della quotidianità, riaccendendo nel loro mondo il falò inestinguibile della fantasia.

Guarda il trailer ufficiale di Elf Me

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La strada verso un mainstream competitivo è ancora lunga e la resa estetica, tra VFX e “trucchi” speciali, è decisamente in salita, ma Elf Me rappresenta un primo mattone per un nuovo percorso, un punto di partenza dal quale muoversi per ri-pensare “in grande” il cinema italiano dell’intrattenimento di massa. Certo, la certezza della rassicurante tradizione sostituisce la capacità di rischiare e sperimentare, preferendo la citazione e l’omaggio – sentito e derivativo – all’innovazione più ardita, finendo così per assemblare "un giocattolo" comunque piacevole e divertito che farà la gioia delle famiglie.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
La strada verso un mainstream competitivo è ancora lunga e la resa estetica, tra VFX e “trucchi” speciali, è decisamente in salita, ma Elf Me rappresenta un primo mattone per un nuovo percorso, un punto di partenza dal quale muoversi per ri-pensare “in grande” il cinema italiano dell’intrattenimento di massa. Certo, la certezza della rassicurante tradizione sostituisce la capacità di rischiare e sperimentare, preferendo la citazione e l’omaggio – sentito e derivativo – all’innovazione più ardita, finendo così per assemblare "un giocattolo" comunque piacevole e divertito che farà la gioia delle famiglie.Elf Me, recensione del film Amazon Original di Natale con Lillo Petrolo