lunedì, Settembre 26, 2022
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Dove Non Ho Mai Abitato recensione del film di Paolo Franchi

Dove Non Ho Mai Abitato è un film molto classico, decisamente diverso da quello che il regista Paolo Franchi ci ha abituato a vedere con i suoi primi film, soprattutto il controverso Nessuna Qualità Agli Eroi.

Se da un lato l’autore riesce a creare un’opera che può andare incontro ad un maggiore consenso di pubblico, dall’altra è chiara la mancanza di coraggio che pone in in evidenza i limiti di questa pellicola.

L’amore è una tematica molto ampia e dibattutissima, ma forse ancora più discusso è l’amore proibito. Quando a due amanti si pongono dei limiti e li si parano di fronte delle enormi difficoltà, la storia d’amore diventa interessante.

Paolo Franchi riesce a creare un’opera che può andare incontro ad un maggiore consenso di pubblico

Proprio perché il tema scelto è molto, molto utilizzato, non è semplice creare un prodotto che sia originale e capace di soddisfare lo spettatore. Così Paolo Franchi (La Spettatrice, E la Chiamano Estate) mette in piedi un dramma d’amore in cui i protagonisti sono due persone di circa cinquant’anni, la cui attrazione mette a rischio tutto ciò che i due hanno costruito nella loro vita.

Francesca (Emmanuelle Devos) è l’unica figlia di Manfredi (Giulio Brogi), un famosissimo architetto di Torino. Lei vive a Parigi, ha abbandonato la sua passione per l’architettura ereditata da suo padre e dalla defunta madre, per costruirsi una famiglia lontano dall’influenza paterna.

Dopo che Manfredi ha un’incidente, Francesca decide di ritornare a Torino, aiutare il padre e fare le sue veci per un progetto di una villa in costruzione. In questo frangente incontra Massimo (Fabrizio Gifuni), affascinante architetto. Tra loro nascerà un’intima relazione.

dove non ho mai abitato

Dove non ho mai abitato recensione del film di Paolo Franchi

Dove Non Ho Mai Abitato batte una strada percorsa e ripercorsa, in cui vediamo sotto i riflettori un amore fedifrago tra due persone mature sotto ogni punto di vista; eppure il regista riesce ad inserire alcuni elementi molto interessanti.

Lo spunto più felice è quello legato al personaggio di Manfredi, interpretato magistralmente da Giulio Brogi. Manfredi è infatti un padre per entrambi gli innamorati, ed è anche il miglior scrutatore a livello psicologico, capace di capire quello che è meglio per entrambi.

Tra gli aspetti positivi ci sono certamente la fotografia, capace di esprimere al meglio quel mondo artistico dell’architettura contemporanea. Lo sguardo registico è anche molto attento: le inquadrature, soprattutto sulla protagonista, hanno un grande impatto visivo e sono capaci di regalare una forte carica erotica.

Dove Non Ho Mai Abitato risulta, un po’ come il mondo artistico e architettonico che rappresenta, poco autentico

Ma ora passiamo ai limiti del film. Purtroppo Dove Non Ho Mai Abitato risulta, un po’ come il mondo artistico e architettonico che rappresenta, poco autentico. Tutto nella teoria funziona: il progetto sulla carta regge, ma quando viene costruito nella realtà qualcosa manca.

Ad aumentare questa mancanza di autenticità sono soprattutto le musiche, spesso esageratamente melò, che sembrano trascinare l’opera più su un tipo di impianto televisivo che non prettamente cinematografico.

Dove Non Ho Mai Abitato è un film che uno spettatore senza pretese saprà apprezzare anche molto positivamente, ma che scontenterà quasi sicuramente lo spettatore più smaliziato.

dove non ho mai abitato

Redazione
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